******Sport vari******

In questa sezione si può parlare delle varie realtà calcistiche, specialmente della nostra regione, e di altri sport a livello locale o nazionale, oppure internazionale.

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MotoGP Rio Hondo: Marquez, pole e caduta; Rossi gran 2°, poi Jorge

È di Marc Marquez la pole nel GP della MotoGP in Argentina. Lo spagnolo della Honda con il tempo di 1'39"411 strabilia in qualifica, ma cade anche nel finale per la perdita dell'anteriore della sua Honda. Marc precede uno straordinario Valentino Rossi, 2° a 0"375 di distacco e davanti pure al compagno Jorge Lorenzo, 3° a 0"533 a completare una prima fila di fuoco, con tutte le rivalità che vi nasconde. In seconda linea c'è Dani Pedrosa con la Honda, qui molto a suo agio, che precede le Ducati di Andrea Dovizioso, 5° a 0"787 e Andrea Iannone, 6° a 0"861. A seguire, 7° Vinales, 8° Barbera e 9° Crutchlow, pure scivolato, come Smith. Sulla gara restano le incognite meteo, è prevista pioggia, e gomme, perché la Michelin potrebbe vietare l'utilizzo della gomma morbida che ha ceduto sulla Ducati di Redding.

NELLA Q1 — Avevano passato il 'taglio' della Q1 Bradley Smith (1'40"552) e Pol Espargaro, staccato di 0"163 . Fuori dalla lotta per la pole, Baz (+0"192), Redding (+0"198) e Miller, scivolato per due volte.

LIBERE4 — Nelle Libere4, non valide per lo schieramento di partenza, c'è stata la grande paura per lo scoppio della posteriore sulla Ducati di Redding e tutta la sessione, peraltro fermata a 4' dalla fine per ragioni di sicurezza, ne è stata influenzata. Per quando può contare, il più veloce è stato Marquez in 1'39"882, davanti a Iannone (+0"871), Rossi (+0"895), Lorenzo (0"934), Pedrosa (+0"988), Dovizioso (+1"160) e lo stesso Redding.

Negli ultimi 4', dopo un'interruzione con bandiera rossa, c'è stata però la caduta di Lorenzo, alla curva 1, che è scivolato distruggendo la sua M1.

http://www.gazzetta.it/Moto/moto-GP/02- ... 8336.shtml
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Re: ******Sport vari******

Messaggio da Miky88 »

Moto3 Rio Hondo, Pawi nella storia: è il primo trionfo della Malesia

Vittoria storica in Moto3: Khairul Idham Pawi è il primo pilota malese a trionfare nel motomondiale. E la Malesia avrebbe addirittura potuto fare una doppietta se Adam Norrodin non fosse caduto all’ultima curva mentre stava lottando con Jorge Navarro per la seconda posizione. Norrodin ha poi tagliato il traguardo 11° spingendo la sua Honda, distrutto dalla fatica e dal dolore per un’occasione che, chissà, forse non ricapiterà più. Il successo di Pawi è certamente sorprendente – 17 anni, alla sua terza gara in carriera -, ma non così fuori dal mondo per quello che il giovane talento ha dimostrato di saper fare: qui in Argentina è stato veloce con l’asciutto (era settimo sullo schieramento di partenza), con il bagnato (primo nel warm up), primo con l’umido.

SENSIBILITÀ — Sì, perché il GP si è disputato con la pista che è andata asciugandosi dopo la pioggia del mattino: pressoché tutti i piloti hanno optato per le gomme “slick” e tutti, all’inizio, sono stati piuttosto prudenti. Tutti tranne Pawi che, evidentemente, è riuscito subito a trovare il ritmo, conquistando il successo con oltre 26 secondi di vantaggio su Navarro e 30” su Binder, che con il terzo posto guadagna il primato in classifica. Bravissimo Andrea Locatelli, quarto. «Che bella gara, ci voleva: dà fiducia» si esalta il 19enne lombardo. Tutti gli altri piloti italiani sono rimasti invischiati nel caos dei primi giri: decimo Antonelli (secondo nel mondiale), fuori dai punti Bastianini (17°), Bulega (18°), Fenati (20°).

http://www.gazzetta.it/Moto/moto-3/03-0 ... 5012.shtml
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Moto2, Rio Hondo, vince Zarco; Morbidelli, che peccato

Prima vittoria stagionale, nona della carriera, per l’iridato Johann Zarco, bravo ad amministrare a inizio gara e ad attaccare nel finale con una serie irresistibile di giri veloci, tra cui il 23esimo e ultimo del GP d’Argentina. Zarco, che ha già un contratto per provare la Suzuki MotoGP, sta tentando l’impresa mai riuscita a nessuno in Moto2: confermarsi campione del mondo per due anni di fila. Ne ha le possibilità, perché pare il più veloce e costante: al momento è secondo in classifica, a cinque punti da Thomas Luthi (7° al traguardo), ma solo per essere stato penalizzato (giustamente) in Qatar per partenza anticipata. Sul podio lo hanno accompagnato Sam Lowes, scattato dalla pole, e Jonas Forgel.

CHE PECCATO — Podio che avrebbe potuto essere di un grande Franco Morbidelli, caduto a due giri dalla fine, alla prima curva, mentre stava lottando con Lowes per la seconda posizione. Morbidelli, come era già successo in Qatar, è andato forte e si conferma pilota veloce e di talento, ma, per il momento, non riesce a raccogliere granché. Ma pare essere solo una questione di tempo. Così il miglior italiano al traguardo è stato Mattia Pasini (decimo), che ha fatto una gara intelligente e costante, con il convalescente Lorenzo Baldassari 13°, Luca Marini 18°, Simone Corsi 20° e Alessandro Tonucci 27°.

http://www.gazzetta.it/Moto/moto-2/03-0 ... 5814.shtml
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Messaggio da Miky88 »

MotoGP: Marquez vince su Rossi, harakiri Ducati

Marquez come Varenne. Non è Agnano, ma Rio Hondo, però si tratta comunque di un GP-Lotteria. In Argentina vince, appunto, lo spagnolo della Honda che sul traguardo precede Rossi e Pedrosa dopo una a ricca di variabili, incertezze e colpi di scena. Il maggiore, all'ultimo giro, è il suicidio della Ducati, con Iannone e Dovizioso che si agganciano all'ultimo giro quando sono 2° e 3° per un attacco eccessivo dell'abruzzese alla piazza d'onore del forlivese. Temporale in vista sui cieli di Borgo Panigale.

VARIABILI — La gara è quasi un’equazione matematica: già di base complessa per le condizioni della poco gommata pista argentina, è resa ancor più complicata, sia dall’incognita-pioggia, sia da quella-pneumatici. Il cedimento della posteriore di Redding al sabato obbliga, infatti, Michelin e Direzione Gara – sempre più discutibile nel suo operato - a stilare una lista di ipotesi - dal flag to flag alla bandiera rossa - a seconda dell’evolversi del meteo. Tutte variabili impazzite da cui esce Marc Marquez, che ha dominato per lunghi tratti il week end, ha resistito a una - breve - battaglia con Rossi ed è svicolato al meglio fra le insidie di una doppia gara sprint, visto il flag to flag imposto a metà corsa per ragioni di sicurezza legate alle gomme.

VALE GAMBERO, SUICIDIO ROSSO — Dopo il cambio moto Rossi, fin lì splendido guerriero a incalzare la corazza di Marquez, ha iniziato a perdere terreno in modo vistoso e misterioso, abbandonando le speranze di un duello che, ricordando quello dell'anno scorso, e i veleni del dopo Malesia, sarebbe stato quanto mai atteso e appassionante. Nel finale di gara scivolano, sia Vinales (era 3° in scia a Rossi), sia - terribile per i risvolti che la cosa produrrà - Iannone, che nelle ultime curve azzarda un attacco su Dovizioso, 2°, innescando un duplice ritiro delle DesmosediciGP. Pazzesco. Un epilogo triste per la casa di Borgo Panigale e che potrebbe avere degli strascichi pesanti per il loro futuro in rosso, vista la sagoma di Lorenzo all'orizzonte: dare tutto per salvare il posto è umano, ma dopo la caduta di Losail Iannone doveva usare maggiore prudenza. Soprattutto in una lotta con il compagno di squadra. Lorenzo, a proposito: malissimo. Il maiorchino si butta via al 6° giro dopo un avvio incolore: fotogramma di un week end difficile e grigio, e solita diapositiva della sua difficoltà ad adattarsi alle variabili di gara impreviste. Senza contare le voci di mercato (solita sirena Ducati) che lo riguardano e che destabilizzano sempre un po', il campione del mondo è apparso davvero un altro rispetto al martillo implacabile del Qatar.

LA GARA — Al via, temutissimo per la trappola della prima curva, ma anche per le inimicizie che animano i protagonisti della prima fila, scatta bene Lorenzo, ma dopo poche curve è Dovizioso a prendere il largo, con Rossi in scia e Marquez dietro. Con Jorge che scivola all'indietro, davanti la lotta è agguerrita, agevolata dall'obbligo del cambio moto che di fatto impone la disputa di due corse sprint, e Marquez al 3° giro si sbarazza della coppia italiana e inizia a prendere un po' di abbrivio. Cadono Miller, davanti a Lorenzo, Crutchlow, e Aleix Espargaro e soprattutto Lorenzo, fin lì mestamente 6°. Al 9° giro Vale passa Marquez, ma va lungo e lo spagnolo ripassa e inizia un duello che si aspettava dalla Malesia. Al 10° i due cambiano moto insieme. Potrebbe essere il preludio di una battaglia avvincente, ma alla ripartenza Vale non ha più lo stesso spunto: perde terreno e deve solo difendersi. Vinales lo agguanta, ma a tre giri dalla fine si sdraia nello stesso punto di Lorenzo, buttando via un podio quasi fatto per la Suzuki. Non è l'ultima emozione: ci pensa Iannone, con un attacco esagerato al compagno di squadra nelle ultime curve a eliminare le due Ducati. E regalare il podio a Rossi e Pedrosa. Scintille rosse. Incendio in vista.

http://www.gazzetta.it/Moto/moto-GP/03- ... 8999.shtml
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Ducati, bufera su Iannone. Ciabatti: "Non doveva accadere"

In casa Ducati è gigantesca la delusione per il podio buttato via alla penultima curva del GP di Argentina. Andrea Iannone ha steso Andrea Dovizioso quando le due rosse erano al secondo e terzo posto della gara, tutto quello che tra due compagni di squadra non si vorrebbe mai vedere. Lo ha fatto ben capire il direttore sportivo Paolo Ciabatti intervistato a caldo dopo la gara: "Un attacco del genere dal proprio compagno di squadra non deve accadere. Purtroppo è accaduto e abbiamo perso un grandissimo risultato". Facile prevedere che questo episodio avrà delle ripercussioni in seno al team italiano.

http://www.gazzetta.it/Moto/moto-GP/03- ... 2089.shtml
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Messaggio da Miky88 »

MotoGP, Andrea Iannone penalizzato di 3 posizioni in qualifica ad Austin

La Direzione Gara della Dorna ha inflitto una penalità di tre posizioni ad Andrea Iannone (Ducati) nelle qualifiche del prossimo GP delle Americhe ad Austin. L’abruzzese paga la manovra che ha provocato il contatto con il compagno di squadra Andrea Dovizioso all’ultima curva, con conseguente caduta di entrambi.

Iannone si vedrà decurtato anche un punto sulla patente.

http://www.oasport.it/2016/04/motogp-an ... ad-austin/
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Moto3 Austin, guizzo Oettl: pole; Moto2, che paura Vazquez: trauma cranico

La pole della Moto3 ad Austin va a Philipp Oettl. Il tedesco della Ktm Schedl GP Racing con il tempo di 2'18"398 precede Navarro (+0"587) e Bastianini (+0"598) ed è il migliore in una sessione caratterizzata da uno scroscio di pioggia che ha sparigliato un po' le carte dopo i primi giri. Asfalto umido e infido, difficile da interpretare e in cui l'errore è dietro l'angolo: ne sanno qualcosa Hanika e Antonelli, scivolati a causa della pioggerella, con l'italiano costretto a partire dal 30° posto. Piloti quindi in pista all'inizio, poi fermi ai box, poi di nuovo dentro nel finale con la pista 'a chiazze' e quindi non abbastanza veloce per migliorare il tempo. In seconda fila, 4° Kornfeil, 5° Fenati, 6° Norrodin. A seguire ci sono 7° Locatelli, 11° Bulega, 18° Bagnaia, 21° Migno.

MOTO2, PAURA PER VAZQUEZ — In Moto2 pole di Rins e paura per Efren Vazquez: lo spagnolo cade malamente alla curva 7, perde conoscenza, ma poi la recupera quando arriva al centro medico trasportato dall'ambulanza, subito intervenuta. Pilota fuori pericolo, ma con un brutto trauma cranico: è stato trasportato in elicottero al centro ortopedico di Austin per ulteriori accertamenti. Sessione interrotta con la bandiera rossa e poi ripresa con la pole di Rins (2'08"850) davanti a Zarco (+ 0"216) e Lowes (+ 0"250). Seconda fila con Aegerter, Luthi e Folger; 8° Corsi, 9° Morbidelli, 12° Baldassarri.

http://www.gazzetta.it/Moto/moto-3/09-0 ... 4643.shtml
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MotoGP Austin, Impennata Marquez: pole; Lorenzo 2°, Rossi 3°

Pole ad Austin per Marc Marquez. Come da pronostico. È stato il più veloce in ogni sessione di prova sulla pista texana e al momento del dunque lo spagnolo della Honda non ha fallito: con il tempo di 2'03"188 precede un bravissimo Lorenzo, che cede per soli 69 millesimi. Un'inezia se si pensa a come Marquez ha dominato il week end texano finora. Terzo un positivo Rossi, in risalita, staccato di 0"456, a conferma della buona qualità della Yamaha su una pista che non le si addice. A seguire, 4° Iannone, che però perderà tre posizioni in griglia per la penalizzazione rimediata in Argentina, e quindi il trio Vinales, Crutchlow e Dovizioso che si ritroverà nell'ordine in seconda fila. 8° Pedrosa e 9° Aleix Espargaro. Assente Jack Miller, dichiarato 'unfit', non a posto per correre dopo la leggera frattura al piede destro rimediata nella caduta delle Libere1.

LA Q1 — Avevano passato il taglio della Q1 Smith (2'04"740) e Aleix Espargaro (2'04"849); primi eliminati Pol Espargaro e Barbera. Scivolata per Pirro, strano duello finale fra lo stesso Barbera e Bautista negli ultimi istanti, con tanti incroci di traiettorie insolite per una sessione di qualifica.

LIBERE4 — Le Libere4 si sono svolte con una pista non perfetta per la pioggia delle qualifiche della Moto3 e quindi in condizioni diverse dal mattino. Il più veloce è stato - non c'è bisogno di dirlo - Marc Marquez con il tempo di 2'04"903. Lo spagnolo della Honda precede Lorenzo (+ 0"558), ultimo a entrare in pista per evitare l'umido iniziale che non ama per niente, e Rossi, in crescita, terzo a 0"561. A seguire, 4° Redding, 5° Dovizioso, 6° Vinales, 7° Pedrosa, 8° Iannone, 9° Barbera.

http://www.gazzetta.it/Moto/moto-GP/09- ... 4815.shtml
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Moto3 Austin: Fenati trionfa su Navarro

Strepitosa vittoria ad Austin, nella Moto3, per Romano Fenati, in testa dall’ottavo giro fino al traguardo: la sua è stata una cavalcata solitaria, trionfale nel distacco inflitto a Jorge Navarro, che nei primi giri aveva accumulato fino a 1”8 di vantaggio, con Brad Binder (capoclassifica iridato con 52 punti) a completare il podio. Su questa pista, Romano è sempre andato fortissimo (nel 2014 era stato battuto in volata da Jack Miller per soli 69 millesimi), ma quest’anno ha fatto meglio di sempre, con una lucidità tattica vincente: relativamente tranquillo nelle prime fasi, pronto ad approfittare di un errore di Navarro alla prima curva dell’ottavo giro, esplosivo una volta al comando, con un ritmo nettamente superiore. Romano è capace di queste imprese, il suo trionfo, il settimo in carriera, non può certo essere considerato una sorpresa, ma adesso deve ripetersi, stare costantemente nelle prime posizioni. Può giocarsi il titolo: adesso è terzo in classifica a 14 punti da Binder.

DUE SU TRE — Così i piloti italiani hanno vinto due dei primi tre GP (Antonelli ci era riuscito in Qatar) e anche ad Austin sono stati in tanti protagonisti: nei quindici sono finiti anche Andrea Locatelli (5°, bravo a confermarsi dopo il quarto posto dell’Argentina), Enea Bastianini (6° e, per la verità, un po’ deludente), Nicolò Bulega (10°, bravo al debutto su una pista difficilissima), Pecco Bagnaia (14°) e Andrea Migno (15°). E che peccato per Niccolò Antonelli, risalito con una rimonta spettacolare dalla 30esima alla sesta posizione: Niccolò, purtroppo, è scivolato a due giri dalla fine.

http://www.gazzetta.it/Moto/moto-3/10-0 ... 6205.shtml
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Moto2 Austin: vince Rins; Corsi: 6° con collisione

Perentoria vittoria, la terza in Moto2, di Alex Rins, che si conferma pilota di grandissimo talento: non a caso è seguito da vicino da molti team manager della MotoGP, dove potrebbe approdare già nella prossima stagione, addirittura da campione del mondo. In testa alla classifica, dopo tre GP, c’è Sam Lowes, ottimo secondo, ma Rins è a un solo punto di distacco e già l’anno scorso, al debutto in questa categoria, aveva dimostrato un grande talento. Adesso che ha anche esperienza, sarà difficilissimo batterlo: ad Austin nessuno è riuscito a stargli davanti, né in prova né in gara, dominata dallo spagnolo dalla prima curva fino alla bandiera a scacchi.

CORSI — Al terzo posto il campione del mondo Johann Zarco: i tre piloti del podio sono anche i più forti della Moto2. In attesa della definitiva esplosione dei piloti italiani: Simone Corsi ha chiuso sesto, con anche un contatto al 15° giro con Takaaki Nakagami: un episodio “sotto investigazione” della Direzione Gara, ma parso come un classico incidente di gara. Solo 14° Franco Morbidelli, penalizzato con un “ride trough” per partenza anticipata Lorenzo Baldassarri.

http://www.gazzetta.it/Moto/moto-2/10-0 ... 6390.shtml
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MotoGP Austin, il razzo è Marquez; Rossi-Dovizioso ko; Iannone 3°

Rocket Marquez ad Austin: vittoria davanti a Lorenzo e Iannone e allungo nel mondiale (+21 su Jorge), dopo una gara finita prestissimo per Rossi, scivolata al 3° giro, e malissimo per Dovizioso, centrato - ancora una volta - in pieno da Pedrosa al 7° giro quando era 3°.

STESSA STORIA — La storia si ripete ogni anno: Marquez arriva in Texas, indossa il mantello da Superman e vola nello spazio. Come dalla vicina Houston, sede della Nasa. Il COTA (Circuit of the Americas) è la "sua" pista: quatto gara disputate qui, quattro vittorie dello spagnolo della Honda che si impone con merito dopo un week end di sua indiscussa superiorità, evidenziata anche in un GP condotto sempre in testa. La sua capacità di aggredire le curve e la sua guida sempre di traverso-sovrasterzo ad Austin "pagano" più che altrove, ma stavolta, Marquez, per passare all’incasso non ha dovuto faticare molto: piegato Lorenzo dopo poche curve, ha cambiato marcia e fatto il vuoto. Prosegue anche la tradizione favorevole alla Honda negli Stati Uniti, dove vi ha vinto le ultime 13 gare disputate.

ROSSI A TERRA, DOVI K.O. — Rossi termina la sua gara nella polvere già al terzo giro, tradito dall'anteriore della sua Yamaha e da noie alla frizione alla curva 2 con modalità molto simili a quelle fatali al compagno Lorenzo nel warm up. Gara sfortunata quella del pesarese che dopo incoraggianti qualifiche è partito male e ha faticato, sia con Aleix Espargaro, sia con Pedrosa. Valentino interrompe così una striscia di risultati utili di 24 gare, iniziata dopo la scivolata di Aragon 2014, appunto l'ultima sua 'x' in un GP. Non va meglio a Dovizioso, pochi giri dopo, anzi: il forlivese nel rientro verso l'Europa farebbe bene a fare uno scalo a Lourdes visto che dopo l'Argentina (Iannone) qui è falciato e messo k.o. da Pedrosa, che sbaglia la staccata, perde la sua Honda e lo travolge. Due più che probabili podi sfumati per il forlivese per due collisioni in due gare. Pilota e Ducati poco fortunati, non c'è che dire.

IL PODIO — Il bilancio della rossa è salvato da Iannone, 3°, che si risolleva dopo la collisione-polverone di Rio Hondo, rinunciando anche al ricorso per la penalizzazione in griglia che altrimenti avrebbe potuto avere effetti anche a Jerez. Lorenzo chiude 2°, il massimo possibile qui contro Rocket-Marquez e bravo a cancellare in gara la caduta del warm up, ma arrivato a 6" di distacco . Bene le Suzuki, al 4° e 5° posto con Vinales e Aleix Espargaro.

LA GARA — La minaccia di pioggia evapora al via, con i big che operano diverse scelte di gomme - chiave sempre più decisiva nella MotoGP era Michelin - con Rossi, Lorenzo, Iannone e Dovizioso orientati sulla doppia media, ma con le Suzuki e Pedrosa con scelgono due morbide, e Marquez con la soft davanti e la media dietro. In prima fila ci sono i tre rivali, come in Argentina, ma con Rossi alle spalle dei nemici Marquez-Lorenzo. La prima staccata è di Lorenzo, ma Marquez si porta davanti alla curva successiva mentre alle sue spalle risale Dovizioso e Aleix Espargaro infila pure Rossi, 6° al primo giro. Vale è in difficoltà e poco dopo cade, mentre Dovizioso viene eliminato da Pedrosa, molto sportivo nell'andare a scusarsi con il forlivese, sia subito in pista, sia dopo ai box. Immagine bellissima che in tanti dovrebbero prendere ad esempio. Con Smith e Crutchlow che si toccano a loro volta e Iannone che risale 3° alla spalle di Lorenzo, Marquez fa gara a sé e chiude in carrozza. Chiudono alle sue spalle 2° Lorenzo, 3° Iannone, 4° Vinales, 5° Aleix Espargaro e 6° Redding. Buon 8° Pirro (Ducati Pramac), con le Aprilia di Bradl e Bautista al 10° e 11° posto. Tre gare e, per un verso o l'altro, si profila già quello che potrebbe essere il duello iridato: Marquez-Lorenzo.

http://www.gazzetta.it/Moto/moto-GP/10- ... 6578.shtml
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Volley, la Champions torna in Italia: trionfo Casalmaggiore

CASALMAGGIORE-VAKIFBANK ISTANBUL 3-0 (25-23, 25-23, 25-22)
La Champions League femminile torna in Italia dopo 6 anni. La favola Casalmaggiore continua e, dopo lo scudetto dell’anno scorso, diventa la regina d’Europa (3-0 al VakifBank Istanbul) nelle Final Four ospitate a Montichiari. Mostruosa Francesca Piccinini, che conquista la sua sesta Champions personale.

PARTENZA LANCIATA — Stevanovic e Gibbemeyer vengono marcate molto bene dal muro del VakifBank ma Casalmaggiore resta a contatto con le giocate di Piccinini. Gli attacchi di Slöetjes e il muro di Kirdar regalano il primo allungo alla squadra turca (13-10) e costringono Barbolini al time out. La Pomì reagisce e torna a contatto: 16-15. Casalmaggiore passa sopra due video-check sfavorevoli e con un muro di Stevanovic su Kirdar mette la freccia: 21-20 che diventa 23-20 con gli attacchi di Kozuch e Tirozzi. Il VakifBank torna sul 23-23 ma prima Tirozzi e poi Piccinini (stellare nel 1° set con il 56% in attacco e il 67% in ricezione) chiudono 25-23.

STEVANOVIC SHOW — L’entuasismo del PalaGeorge è una vitamina contagiosa perché le rosa di Barbolini toccano tutto a muro e difendono ogni pallone: due punti di Tirozzi (57% in attacco nel 2° set) valgono il 15-10. Guidetti si gioca le carte Buijs e Sheilla ma il finale di 2° set è di nuovo un Piccinini show: 20-17. Le turche rientrano con due muri proprio sulla numero 12 italiana (20-20) prima del finale ancora rosa. E il parziale lo chiude Stevanovic.

BRIVIDI FINALI — Guidetti si muove nervosamente nell’area tecnica perché il VakifBank non trova contromisure alla marea rosa che sta avvolgendo il PalaGeorge. E sull’asse Tirozzi-Stevanovic Casalmaggiore allunga anche nel 3° set: 13-10. Ancora la Piccinini a prendersi gioco del muro turco e le rosa vanno al time out tecnico avanti 16-13. L’errore di Hill, mvp dell’ultimo mondiale, regala il 19-16 a Casalmaggiore che vede il traguardo spalancarsi davanti agli occhi. Finisce 25-22 per l’apoteosi di Casalmaggiore.

FINALE TERZO POSTO —
DINAMO KAZAN-FENERBAHçE ISTANBUL 1-3 (25-20, 10-25, 18-25, 17-25)

Il Fenerbahçe conquista il 3° posto superando in 4 set la Dinamo Kazan.La squadra turca torna sul podio dopo 5 anni. L’ultima volta nel 2011 (ancora terze). Gamova e Startseva ancora assenti e Vasileva tenuta a riposo per la Dinamo Kazan, Lucia Bosetti e Harmotto in panchina per il Fenerbahçe. La finale per il 3° posto inizia con qualche defezione e con il pubblico, poco, ancora distratto. Qualche errore di troppo del Fenerbahçe permettono alla Dinamo Kazan di salire fino al 14-11. Skorupa prova a innescare Kim con maggior frequenza rispetto alla semifinale ma la coreana incappa in qualche errore e le russe restano avanti 16-13. Un pregevole muro di Del Core spinge la Dinamo Kazan al massimo vantaggio (20-15) e, nonostante Abbondanza si giochi la carta dei time-out e l’inserimento di Bosetti (50% in attacco nel set), il 1° set si chiude 25-20 per le russe con un preciso attacco di Del Core. Nel 2° set il Fenerbahce cambia faccia: Bosetti dall’inizio e Uslupehlivan al posto di Mihajlovic. E le turche gestiscono al meglio il parziale prendendo subito un ampio margine di vantaggio fino al 15-8. Parziale che poi si chiude facilmente sul 25-10. Nel 3° set torna inizialmente l’equilibrio prima che la squadra turca torni a dilagare. Parziale chiuso da Kim per il 25-18. E il 4° set inizia ancora nel segno del Fener: l’ace di Uslupehlivan e il muro di Skorupa prima e Erdem Dündar poi danno il 6-3. E con l’ace di Kim si va al time out tecnico sull’8-5. La Dinamo Kazan molla di schianto e il divario aumenta fino al 17-11 grazie ai colpi della mancina Uslupehlivan. E la finale del 3° posto si chiude con l’errore al servizio di Nikolaeva.

http://www.gazzetta.it/Volley/10-04-201 ... 1129.shtml
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Ducati MotoGP, è ufficiale: arriva Lorenzo. Per rifare la rossa regina

Ufficiale: Jorge Lorenzo accetta la Ducati e mostra di "avere le palle", altro che. Ben felice Valentino Rossi nell'essersi sbagliato sulla consistenza degli attributi del compagno Jorge, che sposa la casa di Borgo Panigale. La prima ad annunciare la notizia è stata la Yamaha che ha ufficializzato la separazione da Jorge a fine stagione (senza però annunciare il suo sostituto). Dopo pochi minuti è anche arrivato il comunicato della Ducati: "Ducati annuncia di avere raggiunto un accordo con Jorge Lorenzo grazie al quale il pilota spagnolo disputerà il Campionato Mondiale MotoGP nel 2017 e nel 2018 in sella alla Ducati Desmosedici GP del Ducati Team".

CORTEGGIAMENTO — L’antico corteggiamento della rossa va in porto, con un annuncio ampiamente nell'aria: la Ducati avrà quel top rider tanto desiderato per dimostrare le legittime ambizioni di titolo della Desmosedici, mentre Lorenzo diventa il pilota più pagato in griglia (allo spagnolo 25 milioni di euro in 2 anni), accettando la sfida più insidiosa e accattivante. Si tratta di riuscire dove Rossi ha totalmente fallito e di emulare il solo Stoner, icona incontrastata per i devoti al culto della rossa: vincere il titolo mondiale.

SOLDI O INGRATITUDINE — Al nono anno di fila in Yamaha, dopo 3 mondiali (gli ultimi per la casa dei tre diapason) e 41 vittorie - pallottoliere peraltro aggiornabile -, l'iridato in carica Lorenzo saluta Iwata, che non ha fatto mistero di preferirgli Valentino, ancorché 37enne e spesso battuto da Jorge nella seconda tranche della loro settennale convivenza in blu, ma eccelso campione e testimonial planetario dei suoi prodotti. Dall’ufficialità della partnership Yamaha-VR 46, l’Academy di Rossi, erano chiare le intenzioni del team: solo un prologo della firma di Vale, arrivata in Qatar quando anche il maiorchino aveva però pronta "la migliore offerta possibile" per restare. Lorenzo ha temporeggiato e poi sancito il suo "no grazie". Vari i motivi: i soldi; la motivazione di una nuova sfida Ducati da vivere con il sostegno di Gigi Dall'Igna, cui è legato da stima reciproca dai tempi delle vittorie in Aprilia; un certo senso di insofferenza verso un team in cui avrebbe sempre subito mediaticamente la debordante figura di Valentino e del suo clan, e da cui non si è forse sentito adeguatamente gratificato nel polverone del suo titolo 2015. Resta da vedere come Jorge vivrà il resto di stagione da separato in casa e quanto ne risentiranno le sue ambizioni iridate. La spaccatura è sempre più marcata, ma l’etica giapponese dovrebbe essere garanzia di appoggio incondizionato fino all'ultimo. D’altronde, conviene pure alla Yamaha sostenere il suo pilota al momento messo meglio in classifica.

SOLLIEVO VALE — Rossi avrà quindi dal 2017 la Yamaha tutta per sé - altro successo della sua raffinata forza psicologica - sollevato dal dover probabilmente dividere il box con Maverick Vinales, non con il maiorchino, l'unico compagno che, veleni di Valencia a parte, non è mai riuscito a soggiogare come da protocollo. Mentre Iwata punta sulla moto più equilibrata del momento, la M1, come garanzia di successo, Borgo Panigale ritiene di aver finalmente chiuso il cerchio con uno dei due top rider della griglia insieme a Marquez. Per il compagno di Jorge in rosso, dopo lo strike dell'Argentina, le azioni di Dovizioso si sono impennate su quelle di Iannone.

CORSI E RICORSI VALE-JORGE — La firma di Lorenzo, che potrebbe portarsi dietro il fido capotecnico Ramon Forcada, è coraggiosa - più soldi per rinunciare alla moto migliore -, ma gli assicurerà un benefico ritorno di immagine e popolarità per la passione assicurata dal popolo della rossa. La sfida con Rossi proseguirà quindi a distanza. Con altri colori e un punto di partenza solo apparentemente identico: Valentino nel 2011, messo alla porta da una Yamaha che puntò su Lorenzo - corsi e ricorsi storici -, ereditò una Desmosedici che con Stoner aveva vinto 3 delle ultime sei gare del 2010, mentre Jorge accetta di salire su una moto che non trionfa da 94 GP... A proposito di attributi.

http://www.gazzetta.it/Moto/moto-GP/18- ... 4242.shtml
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Moto3, Bulega: a Jerez prima pole in carriera. Moto2 pole di Lowes

È di Nicolò Bulega la pole position del GP di Spagna della Moto3, quarto appuntamento della stagione 2016. Sulla pista di Jerez, da lui ben conosciuta, il pilota della Ktm del team VR46, alla prima stagione completa nel motomondiale, stacca il miglior tempo in 1'46"223, precedendo Binder di 0"123 e Navarro di 0"455. Alla sua sola quinta gara in Moto3 il talento di Bulega continua a brillare. Come il tricolore, del resto, visto che la seconda fila è tutta italiana, con Bagnaia 4° a 0"457, Antonelli 5° a 0"482 e Bastianini 6° a 0"604. il compagni di Bulega, Romano Fenati, è invece 9° (+0"849) alle spalle pure di Mir e Guevara. 17° Migno. "Non me lo aspettavo, davvero - le prima parole di Bulega a caldo - fare la pole alla sola quinta gara in Moto3 e con il tempo di 1'46"2 è una figata".

MOTO2 — In Moto2 la pole va a Sam Lowes: il britannico del team Gresini con il tempo di 1'42"408 precede Folger di 0"028, Cortese di 0"031 e Morbidelli, 4° a 0"072, in uno schieramento serratissimo che vede vicinissimi anche Luthi, 5° a 0"127 e Baldassarri, 6° a 0"163; 8° posto per Corsi, 11°, molto buono, per Luca Marini.

http://www.gazzetta.it/Moto/moto-3/23-0 ... 6064.shtml
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MotoGP Jerez, Rossi pole da urlo. Lorenzo è 2°, Marquez 3°

La grinta e l'orgoglio del campione. Valentino Rossi centra a Jerez una straordinaria pole position: il pesarese della Yamaha con un ultimo settore fantastico stacca il tempo di 1'38"736 e precede il compagno Lorenzo, battuto di 0"122, e Marquez, staccato di 0"155. Saranno loro a giocarsi la vittoria nel GP della domenica che sarà caldissimo.

CHE SESSIONE — Il primo crono di riferimento della Q2 è di Lorenzo in 1'39"405, ma Marquez fa meglio in 1'39"064 con una guida molto aggressiva e spettacolare soprattutto nell'ingresso dell'ultima curva. Mentre Jorge deve cancellare il suo secondo tentativo, al terzo piazza un 1'38"858 che nel finale Marquez riesce solo ad avvicinare e Rossi a battere con un giro fenomenale per linee e velocità. 4° Dovizioso, molto bravo, che divide la seconda fila con le Suzuki di Vinales, 5°, e Aleix Espargaro, 6°. A seguire, terza fila con Pedrosa, Pol Espargaro e Barbera. Poi 10° Crutchlow e 11° Iannone (+1"318).

ROSSI — Rossi è apparso brillante in tutto il week end, con il miglior tempo nelle Libere3 - era dal warm up bagnato di Silverstone dell'anno scorso (l'ultimo suo GP vinto) che Valentino non chiudeva una sessione in testa -, che faceva presagire di poter lottare per una pole che gli mancava dal GP di Olanda dell'anno scorso ad Assen, quando dominò il week end con netta supremazia. Colpisce soprattutto, rispetto alla scorsa stagione, la facilità con cui Valentino riesce a trovare subito un buon feeling con la moto, senza la necessità di rincorrere in tutte le sessioni la ricerca dell'assetto ideale, fino a trovarne magari la quadratura solo nel warm up. Passo avanti importante per partire nelle prime posizioni e impostare una gara di vertice senza dover inseguire nelle prime fasi. Il piano, per ora, a Jerez pare funzionare al meglio.

LA Q1 — Avevano superato lo scoglio della Q1 Crutchlow (Honda Lcr) in 1'39"907 eBaz, staccato di 86 millesimi. Primi degli eliminati Bautista (Aprilia), a 0"332, e Smith.

LIBERE4 — Nelle libere4, non valide per lo schieramento, e iniziate con 15' di ritardo per un'intossicazione alimentare dei tecnici della Michelin che ha impedito il tempestivo montaggio delle gomme sui cerchi, il più veloce era stato Lorenzo, che ha rispolverato lo smalto del primo giorno. Il maiorchino è stato eccellente come passo e ha segnato pure il miglior tempo in 1'39"241, precedendo Marquez (+0"266) e Rossi (+0"430), con Pedrosa 4°, Aleix Espargaro 5°, Dovizioso, 6° e Iannone 9°.

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