Appassionati di Ciclismo

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Ciclismo femminile, Giro Rosa 2016: è Abbott la regina del Mortirolo! Tappa e maglia per la statunitense

La quinta tappa del Giro Rosa 2016 verrà probabilmente ricordata per sempre dagli amanti del ciclismo. Le atlete hanno infatti scalato il temutissimo Mortirolo, situato quasi a metà percorso della Grosio – Tirano (77,5 km). La possibilità di entrare nella leggenda ha stuzzicato Mara Abbott, autrice di un’impresa memorabile. L’americana del team Wiggle-High5, già due volte vincitrice del Giro Rosa, ha impressionato lanciandosi in una azione solitaria partita sulle prime rampe del famoso valico delle Alpi Centrali, facendo letteralmente il vuoto ed amministrando il cospicuo vantaggio (circa 4 minuti al termine del Mortirolo) lungo la discesa e nei km finali verso Tirano.

Straordinaria dunque la vittoria della statunitense, che rifila 37 secondi alla compagna di squadra Elisa Longo Borghini, splendida seconda di giornata dinanzi alla connazionale Tatiana Guderzo (Hitec Products) ed a Megan Guarnier (USA, Boels-Dolmans). Quinta, ad un minuto e 36, l’olandese Anna Van der Breggen (Rabo-Liv). 2 minuti e 2 secondi di ritardo per l’americana Evelyn Stevens (Boels-Dolmans),che passa dunque la Maglia Rosa ad Abbott, issatasi al comando della classifica generale sull’ottima Longa Borghini.

http://www.oasport.it/2016/07/ciclismo- ... unitense2/
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Re: Appassionati di Ciclismo

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Tour de France 2016: Van Avermaet, fuga vincente! Nibali rinuncia alla classifica, Contador perde ancora

Il cedimento di Vincenzo Nibali, il primo forcing della Movistar e le difficoltà di Alberto Contador. La vittoria di Greg Van Avermaet nella quinta tappa del Tour de France 2016 non è l’unico motivo d’interesse della Limoges – Le Lioran, 216 chilometri con le maggiori asperità altimetriche nel finale che hanno prodotto un’interessante selezione, mettendo a nudo le difficoltà di alcuni tra gli uomini più attesi in ottica classifica generale.

In gruppo, sin dalle prime battute, il sentore portava ad una fuga buona: e non a caso la prima azione di giornata ha tardato a formarsi rispetto ai giorni scorsi, quando era quasi sempre partita senza intoppi. Alla fine, dopo una mezz’ora di scatti e inseguimenti, si sono avvantaggiati nove uomini: Andriy Grivko (Astana), Rafal Majka (Tinkoff), Cyril Gautier (AG2R-La Mondiale), Greg van Avermaet (BMC), Serge Pauwels (Dimension Data), Bartosz Huzarski (Bora-Argon 18), Thomas De Gendt (Lotto-Soudal), Romain Sicard (Direct Energie) e Florian Vachon (Fortuneo-Vital Concept).

Una volta trovato vantaggio e il benestare delle squadre dei big questi uomini si sono letteralmente involati verso i 15′ di vantaggio sul resto dei corridori, tutti in gruppo. Nella fase centrale di gara, in un tratto sulla carta facile e di ordinaria amministrazione, Van Avermaet, De Gendt e Grivko hanno stacco i compagni d’avventura, incapaci di reagire e sempre più staccati.

Il plotone non ha mai reagito, con la Sky e la Movistar che si sono limitate ad evitare vantaggi eccessivi per i fuggitivi. Una volta arrivate sulle ultime tre salite di giornata, però, la formazione di Nairo Quintana e Alejandro Valverde ha stravolto la situazione imponendo un ritmo altissimo che ha sfilacciato il gruppo dei migliori, riducendolo ad una ventina di unità. Tra gli attardati anche Vincenzo Nibali (Astana), che ha alzato bandiera bianca una volta arrivato sulle pendenze più importanti.

Nel contempo, sempre sulle rampe del Pas de Peyrol, Grivko si è staccato dai belgi De Gendt, il più brillante, e Van Avermaet in testa alla corsa. I due attaccanti hanno gestito bene le energie e le discese per mantenere un buon margine di vantaggio di rilievo rispetto ai più immediati inseguitori. A discapito delle attese e di quanto visto in precedenza, Greg Van Avermaet ha staccato con un agile scatto De Gendt sul Col du Perthus: una volta scollinato, di fatto non ha più trovato ostacoli tra sé e il traguardo di Le Lioran. Assieme alla vittoria di tappa, la seconda della carriera al Tour, il corridore della BMC ha conquistato anche la maglia gialla di leader della classifica generale togliendola a Peter Sagan. De Gendt è arrivato al traguardo con oltre 2′ di distacco, mentre Majka ha completato il podio un paio di secondi prima del gruppo.

Tra i big, dopo la prima grande selezione, non ci sono più stati stravolgimenti e tutti coloro che sono riusciti a resistere al forcing iniziale della Movistar sono sfilati in una processione non bellicosa fino agli ultimi 3 chilometri, guidati dal Team Sky rimasto in forze al fianco di Chris Froome. A 3000 metri dalla conclusione, sul Col de Font de Cère, uno scatto di Romain Bardet (AG2R) ha messo in difficoltà Alberto Contador (Tinkoff), mentre Quintana è stato tra i più pronti a rispondere e a dare nuova linfa all’azione con Valverde mettere terreno tra il suo capitano e Contador. Il Pistolero, già attardato nella generale, ha pagato altri 33” rispetto ai rivali diretti per la generale.

Ora nella generale Van Avermaet ha 5’11 di vantaggio su Julian Alaphilippe, seguito a breve distanza da Valverde, Rodriguez e Froome che guida il gruppo di coloro che non hanno preso abbuoni. Rispetto a questi uomini, Contador paga 1’21” di ritardo quando ancora devono essere azzannati i Pirenei.

http://www.oasport.it/2016/07/tour-de-f ... de-ancora/
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Ciclismo femminile, Giro Rosa 2016: assolo di Stevens a Madonna della Guardia. Sua la sesta tappa. Abbott perde la Rosa

Nessuna tregua. Dopo i fasti e le estreme difficoltà legate alla scalata del Mortirolo, il Giro Rosa 2016 ha offerto una nuova tappa montuosa (4 GPM e 3000 metri di dislivello) alle atlete protagoniste di questa edizione. Sesta frazione nuovamente adatta infatti alle big della classifica generale, che hanno ancora una volta regalato spettacolo lungo i 118 km che legano Andora ad Alassio/Madonna della Guardia.

Ha vinto per la seconda volta Evelyn Stevens. L’americana del team Boels-Dolmans ha bissato il successo di Montenars grazie ad uno stupendo assolo lanciato negli ultimi km della salita conclusiva. Secondo posto di giornata, a soli 6 secondi, per la connazionale, e compagna di squadra, Megan Guarnier, mentre completa il podio l’olandese Anna Van der Breggen, staccata di 19 secondi (Rabo-Liv).

Quarta piazza per la tedesca Claudia Lichtenberg (Lotto-Soudal Ladies), che chiude dinanzi alla ex Maglia Rosa Mara Abbott (Wiggle-High5), che aveva di nuovo rotto gli indugi molto presto, provando un attacco ad oltre 40 km dal traguardo. Proprio la grande generosità ha tradito Abbott nelle fasi finali di questa sesta tappa. Parsa in visibile affanno, l’americana ha così ceduto 51 secondi alla vincitrice ed il simbolo del primato ad una più fresca Guarnier.

Nulla da fare per le cicliste italiane, staccate. Rammarico per Elisa Longo Borghini (Wiggle-High5), che questa mattina occupava la terza posizione della generale. Lontana anche Tatiana Guderzo, sesta, (Hitec Products), che ha pagato dazio negli ultimi km.

A 24 ore dall’importante cronometro Guarnier guida la classifica generale con oltre 40 secondi di margine su Abbott.

http://www.oasport.it/2016/07/ciclismo- ... e-la-rosa/
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Tour de France 2016: Mark Cavendish è il padrone delle volate, battuto Kittel

Tantissimo caldo, con temperature di molto al di sopra dei trenta gradi, ed uno sprint annunciato. A trionfare nella sesta tappa del Tour de France 2016, con partenza da Arpajon sur Cere e arrivo a Montauban dopo 190 km è Mark Cavendish (Dimension Data) che trova il tris dopo i successi in apertura e nella terza tappa, mostrando una condizione super. Battuti un Kittel comunque positivo e la sorpresa McLay. Van Avermaet conserva con facilità la maglia di leader della generale.

A differenza del Giro d’Italia, si conferma poco combattuto anche lo start nelle tappe del Tour. Pronti-via e la fuga guadagna subito minuti sul gruppo disinteressato: oggi a provare a sorprendere il plotone sono stati due uomini, Yukiya Arashiro (Lampre – Merida) e Jan Barta (Bora – Argon 18). I due coetanei hanno raggiunto subito i 4′ di vantaggio sul gruppo tirato dalla BMC della Maglia Gialla Greg Van Avermaet. A prendersi i vari punti posti sui GPM di giornata si sono alternati i due fuggitivi, con Barta che ha primeggiato nello sprint intermedio, dove Coquard si è piazzato terzo vincendo lo sprint del gruppo.

Nella seconda metà di gara sono passate in testa le squadre dei velocisti, su tutte Dimension Data, Etixx Quick Step e Direct Energie, che hanno ridotto alla grande lo svantaggio. I due fuggitivi sono stati raggiunti a 22 chilometri dall’arrivo, con il plotone già lanciato verso la volata oltre i 50km/h. La Katusha ha preparato al meglio l’ultimo chilometro, con Guarnieri che ha lanciato Kristoff, con il norvegese non perfetto allo sprint. Partiti lunghissimi, si sono sfidati negli ultimi 300 metri Mark Cavendish (Dimension Data) e Marcel Kittel (Etixx Quick Step), con il britannico che ha fatto una volata pazzesca per battere il rivale teutonico. Grandissima rimonta di McLay (Fortuneo), piazzato sul podio.

http://www.oasport.it/2016/07/tour-de-f ... to-kittel/
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Ciclismo femminile, Giro Rosa 2016: tripletta Stevens. Sua anche la cronometro individuale. Crollo Abbott

Dopo due tappe di alta montagna, è giunto il tempo della crono per le atlete del Giro Rosa 2016. 21,9 km da Albisola Superiore a Varazze che delineano ancor meglio la classifica generale in vista delle due frazioni conclusive.

Terza vittoria in questa edizione per Evelyn Stevens. La scatenata americana del team Boels-Dolmans ha trionfato in 36 minuti e 21 secondi, rifilando 4 secondi all’olandese Anna Van der Breggen (Rabo-Liv) ed all’azzurra Elisa Longo Borghini (Wiggle-High5), terza per pochi centesimi.

Fuori dal podio la Maglia Rosa Megan Guarnier (Boels-Dolmans). La statunitense paga 29 secondi, mantenendo la leadership. Quinta, a 37 secondi, un’ottima Katarzyna Niewiadoma (Rabo-Liv), mentre crolla Mara Abbott, naufragata ad un minuto e 50 dalla vincitrice odierna.

In classifica generale guida ancora Guarnier, che dopo la crono ha 34 secondi di margine sulla connazionale, e compagna di squadra, Stevens.

http://www.oasport.it/2016/07/ciclismo- ... lo-abbott/
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Tour de France 2016: numero di Cummings! Nibali rimbalza, tra i big crolla Pinot

La montagna che partorisce il topolino, come spesso capita. L’esordio del Tour de France sui Pirenei, 162 chilometri da L’Isle-Jourdain a Lac de Payolle, si è risolto con una tappa entusiasmante nella lotta al successo parziale, mentre tra gli uomini di classifica nessuno ha voluto testare la gamba degli avversari nonostante la sorpresa di un Thibaut Pinot clamorosamente staccato sul Col d’Aspin. La vittoria, con un arrivo maestoso in solitaria, è andata a Stephen Cummings, all’attacco tra gli altri con Nibali prima di staccare tutti e prendersi un successo d’alta scuola.

Fuga ambitissima e molto corposa, che si è formata dopo oltre un’ora di gara di scatti e inseguimenti. A comandare la frazione, una lunga attesa del Col d’Aspin, in 29: Vasilj Kiriyenka (Sky), Gorka Izagirre (Movistar), Vincenzo Nibbali, Alexey Lutsenko (Astana), Jan Bakelants, Alexis Vuillermoz (Ag2r La Mondiale), Paul Martens (LottoNL – Jumbo), Fabian Cancellara (Trek – Segafredo), Oliver Naesen (IAM Cycling), Alex Howes, Sebastian Langeveld (Cannondale – Drapac), Greg Van Avermaet (BMC), Stephen Cummings (Dimension Data), Paul Voss (Bora – Argon18), Kristjan Durasek (Lampre – Merida), Jurgen Roelandts (Lotto Soudal), Sylvain Chavanel (Direct Energie), Tony Martin (Etixx – QuickStep), Daniel Navarro, Daryl Impey (Orica – BikeExchange) , Pierre-Luc Perichon (Fortuneo – Vital Concept), Tsgabu Grmay (Lampre – Merida), Antoine Duchesne (Direct Energie), Simon Geschke (Direct Energie), Borut Bozic, Luis Mate (Cofidis), Angel Vicioso (Katusha), Jasper Stuyven (Trek- Segafredo) e Matti Breschel (Cannondale).

Il gruppo, pur concedendo il proprio benestare all’azione, ha lasciato un discreto margine ai fuggitivi, tra cui era presente la maglia gialla di Van Avermaet e uno dei favoriti della vigilia come Nibali, già attardato però in classifica dopo la quinta tappa. Il Team Sky ha preso il comando del plotone limitando il margine degli attaccanti, rimasti sempre sui 4-5′ mentre i fuggitivi si davano cambi regolari. In vista dell’Aspin, i fuggitivi hanno perso l’accordo ma questo li ha portati ad aumentare l’andatura e risollevare il margine di vantaggio.

Il primo attacco l’hanno portato Navarro, Brechel e Duchesne, cui hanno risposto in tanti ma sopratutto Cummings, che ha dimostrato ancora una volta di poter tenere un altissimo ritmo in pianura attaccando la salita decisiva con una trentina di secondi di margine sul gruppo di Nibali e Van Avermaet. Questo piccolo gap, nonostante l’inseguimento pancia a terra di Nibali che è rimasto solo con Navarro ed Impey a ruota, è andato via via crescendo con il passare dei chilometri in una cavalcata già vista spesse volte in passato da parte sua con le incredibili doti di passista e regolarista su tutti i terreni confermate una volta di più. Alle sue spalle Nibali ha anche perso contatto dai due compagni d’avventura, crollando al primo cambio di ritmo in un copione già visto in questo 2016.

Nel gruppo dei migliori si è configurata una situazione di “no contest” tra i big, ma nonostante un ritmo blando e comparabile con quello di Cummings, Thibaut Pinot (FDJ) è andato in netta crisi e ha perso terreno rispetto al resto del gruppo, con i treni delle squadre a controllarsi senza affondare nel primo giorno di un trittico molto impegnativo sui Pirenei. Solo a meno di due chilometri dalla conclusione ha attaccato la maglia bianca Julian Alaphilippe (Etixx-QuickStep), che è andato a riprendere Domenico Pozzovivo (AG2R) fuoriuscito a metà salita con Pantano (Iam Cycling). Questo tentativo è stato però rintuzzato dal Team Sky, che si è riportata sulla coppia italo-francese in concomitanza dello scollinamento con una sola ma brillante accelerazione.

Stephen Cummings ha vinto la tappa con 1’05” di vantaggio su Impey e Navarro, terzo, mentre Nibali ha pagato quasi 2′ dal vincitore di giornata. Per l’atleta della Dimension Data si tratta del secondo successo della carriera in due anni, entrambi maturati nelle ultime due edizioni della Grande Boucle. Ai piedi del podio ha chiuso Van Avermaet, mentre il gruppo è stato clamorosamente rallentato dall’arco dell’ultimo chilometro ed è arrivato sul traguardo in parata senza ostilità concedendo dell’ulteriore vantaggio alla maglia gialla che però domani dovrebbe crollare definitivamente. Pinot ha perso invece un 2’30” dai diretti rivali per il podio.

http://www.oasport.it/2016/07/tour-de-f ... lla-pinot/
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Ciclismo femminile, Giro Rosa 2016: sprint regale di Giorgia Bronzini! Battute Bastianelli e Confalonieri nell’ottava tappa

Terminato il tris di tappe che hanno delineato la classifica generale, il Giro Rosa 2016 affronta la penultima frazione. 97,5 km tra Rescaldina e Legnano che promuovono a pieni voti Giorgia Bronzini. L’esperta velocista del team Wiggle-High5 ha trionfato allo sprint battendo le azzurre Marta Bastianelli (Alè Cipollini) e Maria Giulia Confalonieri (Lensworld-Zannata). Podio dunque tutto italiano, e buonissime indicazioni in vista delle prossime Olimpiadi per il selezionatore Edoardo Salvoldi.

Tappa animata da una interessante fuga a 4 promossa dalla polacca Malgorzata Jasinska e dalla rumena Ana Maria Corvig, riprese poi dall’italiana Anna Ceoloni (Servetto-Footon) e dall’olandese Rozanne Slik (Liv-Plantur). Le quattro attaccanti di giornata sono state riprese in prossimità di Legnano, al termine di una lunga e dispendiosa fuga.

Resta in Maglia Rosa la statunitense Megan Guarnier (Boels-Dolmans), che domani si troverà dinanzi l’ultimo ostacolo prima della gloria. Decisiva dunque la tappa di Verbania.

http://www.oasport.it/2016/07/ciclismo- ... ava-tappa/
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Tour de France 2016: Froome, che sorpresa! Attacca in discesa, tappa e maglia!

Il primo punto del Tour de France 2016 va a Chris Froome. Inatteso dopo 170 chilometri di sostanziale parità e con un Nairo Quintana Brillante in salita, il britannico ha ribaltato l’ottava frazione del Tour de France 2016 sulla discesa del Col du Peyresourde, nel finale della Pau – Bagnères-de-Luchon con quattro gran premi della montagna sui Pirenei. Per lui tappa e maglia in un successo importante anche da punto di vista psicologico.

I primi 60 chilometri, tutti in piano, sono stati percorsi ad oltre 50 di media dal gruppo, con scatti e controscatti nel tentativo di creare la fuga di giornata, molto ambita anche in ottica maglia a pois con i 4 Gpm presenti nelle fasi successive. L’attacco buono è nato sulle prime rampe del Col du Tourmalet, primo Hors Categorie del Tour de France: ad avvantaggiarsi Rafa Majka (Tinkoff) e Thibaut Pinot (FDJ), in difficoltà ieri ma ancora in classifica. A questi due atleti si è poi aggiunto anche Tony Martin (Etixx-QuickStep), che nonostante alcune difficoltà è riuscito a tenere il ritmo per gran parte della tappa.

Il gruppo, complice la classifica di Pinot, non ha mai concesso più di 2’30” con il Team Sky di Chris Froome e la Movistar di Nairo Quintana che hanno condotto il plotone dal quale si sono staccati la maglia gialla Greg Van Avermaet (BMC) e Vincenzo Nibbali (Astana), lontanissimo dalla condizione migliore. Il gruppo ha definitivamente accelerato sul Col de Val Louron, dove è andato a riprendere i fuggitivi, aumentando l’intensità del forcing ma senza azioni in prima persona da parte dei big della classifica.

Anche sul Col de Peyresourde il Team Sky ha mantenuto un ritmo costante, scremando il gruppo fino ad un paio di chilometri dalla vetta quando è andato all’attacco con Sergio Heanao, cui ha risposto prontamente Alejandro Valverde seguito da Froome e Quintana. Questa prima mossa ha smosso le acque e poco dopo hanno accelerato, senza portare veri e propri scatti, sia Valverde, che Froome che Dan Martin (Etixx-QuickStep): nonostante una leggera selezione, nessun attacco è stato supportato nel tempo e non hanno fatti danni. Spesso in leggera difficoltà, Fabio Aru (Astana) è sempre riuscito a gestirsi e rientrare in progressione. Ha perso terreno, invece, Alberto Contador (Tinkoff), sempre rallentato dal problema alla spalla.

Quando la tappa sembrava essersi risolta con un nulla di fatto, Froome ha sorpreso tutto attaccando sulla vetta del Peyresourde per lanciarsi ad altissima velocità in discesa: Quintana, alle sue spalle, ha esitato pochi secondi, sufficienti però al britannico per fare il vuoto. Neanche Valverde, nonostante sia tra i migliori discesisti al mondo, è riuscito a limitare i danni con Froome sdraiato sulla bicicletta per spingere sui pedali mantenendo una posizione aerodinamicamente perfetta.

Froome, capitalizzando il margine creato in discesa, ha vinto la tappa con un vantaggio di 13′‘ secondi sul più immediato degli inseguitori. Martin ha chiuso al secondo posto seguito da Joaquim Rodriguez (Katusha) e Romain Bardet (AG2R). Tra gli attardati, ritardo di 1’40” per il gruppo di Alberto Contador comprendente anche Warren Barguil (Giant-Alpecin).

http://www.oasport.it/2016/07/tour-de-f ... -e-maglia/
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Ciclismo femminile, Giro Rosa 2016: Megan Guarnier in trionfo! Ultima tappa a De Jong

I 104 km finali di Verbania non hanno provocato scossoni in vetta alla classifica generale. Megan Guarnier ha dunque vinto il Giro Rosa 2016, migliorando il terzo posto colto nella passata edizione, legittimando la leadership nella classifica del Women’s World Tour . La 31enne americana, che corre per il team Boels-Dolmans, è riuscita nell’intento di controllare la corsa e tenere chiuso ogni disperato tentativo di attacco da parte di atlete di spicco. Completano il podio la compagna di squadra, e connazionale, Evelyn Stevens, ed infine l’olandese Anna Van der Breggen (Rabo-Liv), vincitrice del Giro 2015.

Per quanto riguarda l’ultima frazione, disputata in quel di Verbania, bellissimo successo dell’olandese Thalita De Jong (Rabo-Liv). La campionessa mondiale di ciclo-cross ha portato a termine brillantemente una fuga, salutando le compagne d’attacco al termine dell’insidioso GPM di Bèe. Seconda piazza di giornata per la connazionale Riejanne Markus (Liv-Plantur), terza la nostra Maria Giulia Confalonieri (Lensworld-Zannata).

http://www.oasport.it/2016/07/ciclismo- ... a-de-jong/
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Tour de France 2016: Dumoulin vince ad Andorra. Froome-Quintana sempre assieme, Aru a 1′

Il Tour de France 2016 ha perso un protagonista, ma non si è ancora sbloccato alla vigilia del primo giorno di riposo. Se Alberto Contador è stato costretto al ritiro da problemi di salute dopo aver provato a movimentare la tappa sin dalle prime pedalate, Chris Froome e Nairo Quintana si sono marcati per tutta la tappa fino ad arrivare assieme sul traguardo. Vittoria ad Andorra Arcalis, 184 chilometri dopo la partenza da Vielha val d’Aran, per l’olandese Tom Dumoulin, uscito dalla fuga ai piedi della salita. Fabio Aru, uomo di classifica per l’Astana, ha pagato un minuto dai migliori.

Partenza in salita e senza esclusione di colpi: con il Team Sky a controllare il ritmo si sono avvantaggiati sin da subito 44 corridori, tra cui i contendenti per la maglia a pois. Dopo qualche chilometro, però, Alberto Contador (Tinkoff) ha attaccato assieme al compagno Kiserlowski e ad Alejandro Valverde (Movistar), che ha trovato due compagni nel primo gruppo che hanno imposto un ritmo altissimo. A circa 1′ di distacco il Team Sky ha limitato i danni, perdendo però doversi vagoni del suo treno per tenere sotto controllo l’attacco dell’iberico e selezionando anche il gruppo principale. Contador, dopo essere rientrato sulla testa, non è riuscito a tenere il passo e si è prima staccato dai fuggitivi per poi essere riassorbito dal gruppo.

Un volta concluso il Port de la Bonaigua la situazione si è stabilizzata, con gli inseguitori che non hanno lasciato spazio agli attaccanti tanto da costringere anche Alejandro Valverde a rialzarsi per consentire agli altri attaccanti di avere qualche possibilità di arrivare al traguardo. A questo punto, la fuga era composta da: Winner Anacona, Jesus Herrada (Movistar), Diego Rosa, Luis Leon Sanchez (Astana), Rafal Majka, Peter Sagan (Tinkoff), Alexis Vuillermoz (AG2R-LaMondiale), George Bennett (Lotto-Jumbo), Mathias Frank, Stef Clement, Jérôme Coppel (IAM), Natnael Berhane (Dimension Data), Tom Dumoulin (Giant), Thibaut Pinot (FDJ), Rui Costa, Tsgabu Grmay (Lampre-Merida), Thomas De Gendt, Tony Gallopin (Lotto-Soudal), Dani Navarro, Nicolas Edet (Cofidis).

A 100 chilometri dalla conclusione, quando anche il gruppo era tornato foltissimo, Alberto Contador ha sconvolto nuovamente il Tour salendo definitivamente in ammiraglia per ritirarsi, sofferente a causa della febbre. Un duro colpo per lui e per tutta la Grande Boucle che ha perso uno dei protagonisti più attesi della vigilia. Nel contempo, il vantaggio dei fuggitivi è salito fino a superare i 10 prima delle ultime tre salite di giornata.

Grmay e Coppel hanno provato a rompere gli indugi con grande anticipo, ma sono stati presto ripresi e in contropiede è partito De Gendt. Dopo una prima fiammata, anche il belga però è desistito ed è stato ripreso dal gruppetto dei fuggitivi, ridotto ad una decina di unità ma comprendente, ancora, Diego Rosa. Il gruppo si è assottigliato sotto il ritmo imposto da Mikel Landa, ma nessuno ha attaccato fino all’ascesa finale verso Andorre Arcalis nonostante la Côte de la Comella e il Col de Beixalis pochi chilometri prima.

Tra i fuggitivi ci sono stati diversi scatti e controscatti nel tratto in falsopiano precedente la salita con Tom Dumoulin che è riuscito a sorprendere tutti per attaccare la salita con margine puntando sulla regolarità e sul ritmo. Staccato, purtroppo, Diego Rosa, in cerca della miglior condizione. Alle sue spalle, hanno provato ad inseguire Majka e Rui Costa, che nella fase centrale della salita sono riusciti a riportarsi a 40” dall’olandese.

Il Team Sky, in gruppo, non ha ritenuto opportuno cambiare il naturale svolgimento di gara: solito trenino per sfiancare gli avversari in vista dei chilometri finali dell’ascesa. A 6 chilometri dalla conclusione ha allungato Sergio Henao, proprio come ieri. Al colombiano ha risposto Dan Martin (Etixx-QuickStep), ma sullo scatto di Chris Froome (Team Sky) è riuscito a rispondere solo Nairo Quintana (Movistar), con Richie Porte (BMC) che si è accodato poco dopo riportando sotto tutto il gruppo dei migliori. Staccato Fabio Aru (Astana), sorretto però da un Vincenzo Nibali più brillante del proprio compagno sardo.

Sotto un violento acquazzone sono rimasti davanti solo Martin, Froome, Quintana, Porte, Romain Bardet (AG2R) e la maglia bianca di Adam Yates (Orica-BikeExchange). Sui rallentamenti, presenti anche Mollema (Trek-Segafredo) Valverde, Van Garderen (BMC), Meintjes (Lampre-Merida), Rodriguez (Katusha) ed Henao.

Dumoulin, bravissimo a gestirsi anche sotto la grandine, ha vinto con netto margine di vantaggio, precedendo sul traguardo Rui Costa e Majka, che ha trovato buoni punti per la classifica del Gpm andando ad appaiare Pinot al comando di questa classifica. L’olandese, con oggi, ha ottenuto almeno un successo di tappa in ogni grande giro. Rosa, il migliore degli italiani, si è ritrovato in salita per chiudere all’ottavo posto.

Nel gruppetto dei big, Adama Yates ha tagliato per primo il traguardo davanti a Froome e Quintana, sempre appaiati con il colombiano sempre passivo sulla ruota del britannico. Staccato, tra gli altri, anche Alejandro Valverde, mentre Fabio Aru ha pagato un minuto dai migliori scortato da un Nibali ottimo nel ruolo di appoggio fin sulla linea sul traguardo.

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Ciclismo femminile: Longo Borghini e Guderzo in forma Rio 2016. Le azzurre possono puntare in alto

L’appena trascorso Giro Rosa 2016 ha consacrato l’americana Megan Guarnier, capace di succedere nell’albo d’oro all’olandese Anna Van der Breggen. La corsa rosa al femminile ha però fornito ottime impressioni al selezionatore azzurro Edoardo Salvoldi in vista delle imminenti Olimpiadi di Rio 2016.

Si sono ben comportate infatti sia Elisa Longo Borghini che Tatiana Guderzo. Entrambe possono sognare un posto al sole in quel di Rio, sia per la già ottima gamba palesata al Giro, sia per le caratteristiche del percorso Olimpico che ben si sposa con i punti di forza delle due ragazze azzurre. Pavè, salite impegnative e pericolo vento durante i 20 km che costeggeranno la costa carioca. C’è davvero di tutto nei 141 km che animeranno la battaglia a cinque cerchi, in programma il 7 agosto (clicca qui per consultare il programma di ciclismo su strada).

Il Giro Rosa smaltito da poco meno di 24 ore è stato disegnato anche e soprattutto in chiave olimpica. Tante salite, tante frazioni “nervose”, in cui sia Elisa che Tatiana hanno dimostrato prontezza e brillantezza. Quest’ultima ha concluso al 6° posto la durissima corsa a tappe, mostrando maggiore continuità nell’arco dei 10 giorni. Per Longo Borghini invece diversi piazzamenti, tra cui spiccano il secondo posto nella tappa del Mortirolo (proprio davanti a Guderzo), ed il terzo nella ostica cronometro individuale.

Segnali che fanno davvero ben sperare in vista della gara valida per le medaglie.

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Tour de France 2016: nel giorno di riposo Purito Rodriguez annuncia il ritiro a fine stagione

Arriva una brutta notizia per il ciclismo dal giorno di riposo del Tour de France. Joaquim Purito Rodriguez ha annunciato il suo ritiro a fine stagione.

“Questo è il mio ultimo anno di corsa. Arriva un momento in cui dobbiamo dire ‘è finita’ e preferisco lasciare quando sono ancora ad alto livello… Voglio ringraziare tutti per il sostegno che mi avete dato dal primo all’ultimo giorno di questi lunghissimi annido, ringrazio la mia famiglia e ringrazio il mondo del ciclismo, che resterà il mio mondo. Il 2016 sarà la mia ultima stagione come corridore professionista. Mi diverto ancora, ma ho 37 anni e preferisco smettere questo quando sono ancora ad alto livello. Ne ho parlato già lo scorso anno con la mia famiglia: il 2016 è un anno speciale con il Tour de France che arriva nella mia Andorra e le Olimpiadi di Rio su un percorso che mi si addice. La ragione più importante per la mia decisione comunque è la mia famiglia”.

Carriera splendida quella dello scalatore spagnolo, un palmares da vero campione: nove tape alla Vuelta, due Giri di Lombardia, una Freccia Vallone e tantissimi altri successi negli altri grandi giri. Unico rimpianto che resterà sempre nella mente di Purito il Mondiale fallito per pochissimo nel 2013 a Firenze.

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Tour de France 2016, la seconda settimana: Froome e Quintana si sfidano sul Ventoux e a crono

Basta un solo nome: Mont Ventoux. La seconda settimana del Tour de France, dopo 9 giorni che possiamo definire interlocutori per come i primi 13 della classifica generale siano racchiusi in poco più di un minuto, è destinata a cambiare il destino della Grande Boucle.

Dopo un paio di tappe interlocutorie nelle giornate di martedì e mercoledì, il gigante della Provenza si abbatterà sulla corsa giovedì. Una tappa facile, fino all’imbocco della terribile salite finale. Pendenze aspre, una prima parte nel bosco per poi arrivare in cima, sconfinare nel paesaggio lunare e pietroso che lo caratterizza lottando contro il vento. Questa potrebbe una variabile fondamentale della frazione perché potrebbe mutare prepotentemente le strategie di corsa da parte dei big. Il giorno dopo una cronometro di quasi 40 chilometri: essenziale il recupero, ma le fatiche del giorno precedente potrebbero scavare distacchi ampissimi.

Chris Froome e Nairo Quintana, senza nascondersi dietro un dito, sono i protagonisti più attesi. Nel 2013, quando si confrontarono su questa salite, Froome scrisse una delle pagine più belle della sua carriera sportiva con un’azione passata alla storia. Quintana, all’epoca gregario di Valverde, aveva attaccato sin dai primi chilometri di salita e una volta raggiunto da Froome è stato staccato all’imbocco dell’ultimo chilometro. Il britannico del Team Sky, sulla carta, dovrebbe avere qualcosa di più del giovane avversario colombiano sia sul Ventoux, in una tappa cucita sulle sue caratteristiche, sia nella cronometro. L’atleta della Movistar dovrà limitare i danni in attesa delle Alpi, che potrebbero trasformarsi, come 12 mesi fa, nel suo terreno di caccia. Dovesse presentarsi con un distacco, che ora ammonta a soli 23”, minore rispetto al 2015 potrebbe non solo impensierire Froome, ma diventare il favorito per la conquista della maglia gialla a Parigi.

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Ciclismo: niente Olimpiadi di Rio 2016 per Alberto Contador

Continua il periodo nero di Alberto Contador: dopo il ritiro forzato dal Tour de France, lo spagnolo non prenderà parte ai Giochi Olimpici di Rio 2016. Secondo quanto riportato da Biciciclismo lo spagnolo della Tinkoff sarebbe vittima di problemi muscolari e contusioni che lo costringeranno a 15 giorni stop forzato seguiti da un periodo di recupero prima del rientro alle competizioni.

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Giro di Polonia 2016: subito Italia nella prima tappa. Prima vittoria nel World Tour per Martinelli!

Prima tappa del Giro di Polonia 2016 che regala subito gioie al ciclismo italiano. Il giovane neoprofessionista Davide Martinelli (Etixx-Quick Step) si è imposto sul traguardo di Varsavia trionfando allo sprint, in una volata targata Etixx-Quick Step. L’azzurro, alla prima vittoria nel World Tour, ha beffato ciclisti di gran spessore, dimostrando di avere le carte in regola per una rapida e determinata ascesa. Battuti il colombiano Fernando Gaviria (Etixx-Quick Step) e l’australiano Caleb Ewan (Orica-Bikeexchange). Fuori dal podio il ceco Zdenek Stybar (Etixx-Quick Step) e l’olandese Moreno Hofland (Lotto NL-Jumbo). 10° posto per Sacha Modolo (Lampre-Merida).

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