Appassionati di Ciclismo

In questa sezione si può parlare delle varie realtà calcistiche, specialmente della nostra regione, e di altri sport a livello locale o nazionale, oppure internazionale.

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Re: Appassionati di Ciclismo

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Giro di Lombardia: Rosa, Aru e un’Astana in confusione?

Una vittoria straordinaria: Esteban Chaves ha consegnato alla Colombia la prima Classica monumento della sua storia vincendo l’edizione numero 110 de Il Lombardia. Nonostante questo, però, a fine gara tiene banco l’argomento Diego Rosa, secondo al termine di una gara dedicata al capitano designato Fabio Aru.

Il piemontese dell’Astana, talento proveniente del mountain bike già lo scorso anno tra i migliori nella classica delle foglie morte vinta da Nibali, si è sacrificato a lungo per Aru: prima imponendo il ritmo, poi riportando il sardo a ridosso del terzetto di testa formata da Chaves, Uran e Bardet sul Selvino. Una volta che, in linea teorica, aveva terminato il suo lavoro, Aru ha alzato bandiera bianca, lasciando andare Rosa a prendere i primi tre. Lui ce l’ha fatta, è rientrato, ha attaccato e ha lanciato una volata lunghissima, con la vittoria che gli è sfuggita come fumo tra le dita a 50 metri dal traguardo. Una prova maiuscola, corsa sempre a tutta negli ultimi 50 chilometri.

Che Diego sia un corridore vero non lo si scopre certo oggi: abbiamo già citato il Lombardia dello scorso anno, ma nel mese di aprile aveva vinto una tappa nei Paesi Baschi dopo oltre 100 chilometri di fuga solitaria. Il passare dei chilometri non sembra avere effetto su di lui, e più una gara è dura più sembra si esaltino le sue capacità. Anche per questo, la mossa dell’Astana di posizionarlo in testa al gruppo è sembrata azzardata: due capitani freschi nel finale avrebbero fatto bene alla formazione kazaka.

A maggior ragione se Fabio Aru non offriva garanzie: nelle ultime uscite aveva pagato dazio rispetto ai diretti avversari per la vittoria e già prima dell’epilogo finale un corridore con oltre tre anni di professionismo alle spalle avrebbe dovuto capire le proprie potenzialità prima di mandare al macello un compagno forte e ambizioso in un contesto di questo genere come lo è Rosa. L’Astana, dal canto suo, si era tolta la possibilità di competere al 100% già non schierando al via Vincenzo NIbali (dirottato al Tour of Almaty), che seppur non al top della forma avrebbe potuto aiutare e non poco su un percorso di questo genere.

L’impressione è che la squadra voglia tutelare il talento di casa, in questo caso Aru, l’uomo su cui vogliono costruire il dopo-Nibali. Sia lo Squalo dello stretto che Rosa cambieranno squadra in vista del 2017 e il sardo, fino ad ora, si è dimostrato accentratore e catalizzatore dell’attenzione della formazione kazaka, dai tempi del Giro 2015 con Landa fino al mezzo disastro di oggi, in cui ha tarpato le ali ad un Rosa che in ogni caso è arrivato vicino al successo. E questo la dice lunga sul corridore ormai indirizzato verso il Team Sky, dove potrebbe trovare spazio proprio nelle Classiche più impegnative, il terreno su cui fino ad ora si è espresso nel migliore dei modi.

http://www.oasport.it/2016/10/giro-di-l ... onfusione/
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Re: Appassionati di Ciclismo

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Ciclismo, Piccolo Lombardia 2016: Andrea Vendrame è secondo! Due belgi sul podio

Si è disputato oggi ad Oggiono (LC) il Piccolo Giro di Lombardia 2016, l’88esimo della storia. Al via circa duecento corridori che si sono dati battaglia sui 160 km richiesti per conquistare una delle corse più importanti e prestigiose del panorama ciclistico italiano per la categoria Under 23. Il belga Harm Vanhoucke (Lotto Soudal U23) è il vincitore finale. Secondo e terzo Andrea Vendrame (Zalf Euromobil) e Bjorg Lambrecht (Lotto Soudal U23).

Alle ore 12:00, con i corridori transitati al km 0, la gara prende ufficialmente il via tra gli applausi del numeroso pubblico presente. Dopo i primi chilometri percorsi, la situazione è sempre di gruppo compatto. La svolta arriva al km 30: tre uomini provano l’attacco e guadagnano circa 20’’ (si tratta di Andrea Borso della Zalf Euromobil, Matteo Moschetti della Gsc Viris e il belga Gordon De Winter della Color Code). Allo stesso tempo, nel gruppo, alcuni problemi colpiscono l’azzurro Filippo Ganna (Team Colpack): prima si vede costretto a cambiare bici per una foratura ad entrambe le ruote poi deve rifermarsi a causa di un pezzo di carta incastratosi nei raggi. Percorso il primo terzo di gara e ripresi i tre battistrada, anche Davide Ballerini (Hopplà Petroli Firenze) prova ad uscire dal plotone ma il suo allungo è presto annullato e il distacco ricucito. Al km 56 ancora gruppo compatto e prima ora percorsa su una media di 46,8 km/h. Prima parte di gara non gioiosa per il bergamasco Team Colpack perché dopo i problemi di Ganna anche Umberto Orsini è vittima della sfortuna: caduta e cambio bici per il toscano. Con i corridori transitati a Brivio, c’è ancora un attacco a tre da parte dell’olandese Joachim Van Reyten (Lotto Soudal U23), il britannico Jonathan Dibben (Team Wiggins) e Ballerini (al secondo tentativo giornaliero). In corrispondenza di Olginate, il loro vantaggio si aggira sui 50’’. Questa situazione fa sì che al km 90, all’ingresso della città di Lecco, tra i tre battistrada e il gruppo si formi un drappello di cinque unità a distanza di 40’’ dalla testa della corsa. Gli inseguitori sono Mattia Viel della Unieuro, il francese Victor Lafay della Chambery, Nicholas Cianetti del Malmantile, Edoardo Affini e Riccardo Donato della Selle Italia Ursus. A 60 km dal termine, a questi si aggiungo altri ventidue corridori (tra cui Ganna ed il giovanissimo italiano Edward Ravasi) componendo di fatto un gruppo che riesce a portarsi a 25’’ dai tre al comando. Il plotone rimane passivo e lascia fare. Il folto gruppo di inseguitori riesce, ai piedi della salita del Ghisallo, a ricongiungersi coi battistrada. Poco dopo anche il gruppo aumenta il ritmo e si riporta sulla testa della corsa: di nuovo “gruppo compatto”. Il primo a transitare sul Ghisallo è il bronzo europeo Andrea Vendrame (Zalf Euromobil) seguito da Lafay e Kilian Frankiny, svizzero della Bmc. Dopo lo scollinamento, in discesa, nove corridori si avvantaggiano di 1’ sugli altri: tra questi ci sono Orsini, Ravasi, Lafay, Frankiny, Vendrame, Ballerini ma anche Patrick Muller, sizzero della Bmc e i belgi Bjorg Lambrecht e Harm Vanhoucke (Lotto Soudal U23). In particolare Ravasi e Frankiny provano il forcing sul Colle Brianza (588 s.l.m.). Quando mancano circa 10 km all’arrivo, i due guadagnano sugli inseguitori: una ventina di secondi per loro. Da questo momento, il tratto che conduce al traguardo di Oggiono è in discesa e probabilmente si deciderà tutto con una volata anche perché i due battistrada vengono ripresi: ai -5 km, sei corridori al comando (Frankiny, Ravasi, Muller, Vendrame, Lambrecht e Vanhoucke). Con questa situazione si arriva agli ultimi metri di corsa.

A vincere (per distacco) è il belga Harm Vanhoucke davanti all’azzurro Andrea Vendrame e l’altro belga Bjorg Lambrecht.

http://www.oasport.it/2016/10/ciclismo- ... sul-podio/
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Re: Appassionati di Ciclismo

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Ciclismo, Mondiali Doha 2016: troppo caldo? L’Uci potrebbe accorciare il percorso

Settimana prossima si svolgeranno a Doha (Qatar) i Campionati del mondo di ciclismo su strada: a causa del grande caldo solitamente presente nella zona, l’evento è stato posticipato rispetto all’abituale collocazione. La corsa in linea dei professionisti, che solitamente si svolge l’ultima domenica di settembre, si disputerà il 15 ottobre. Nonostante questo accorgimento, però, il meteo desta ancora preoccupazioni: l’Uci starebbe addirittura pensando di tagliare una parte del tracciato, riducendo la prova e limitandola solamente alla parte in circuito evitando di transitare nel deserto. Il percorso, secondo quanto emerso, potrebbe ridursi fino a 150 chilometri. Una scelta che sicuramente non accontenterà molto appassionati, già scettici sull’effettiva spettacolarità di una corsa totalmente piatta in cui le cadute potrebbero essere l’unico sadico elemento di selezione. Inoltre, in gara ci saranno due moto neutre che distribuiranno acqua fredda ai corridori.

Sulla questione è già intervenuto il Ct dell’Italia Davide Cassani, che interellato da TuttoBiciWeb.it ha dichiarato: “Sarebbe importante saperlo quanto prima. Ho fatto delle scelte per un certo tipo di percorso, se davvero si dovesse arrivare a ridurre la corsa a soli 150 km è bene saperlo il prima possibile. Personalmente spero che non si arrivi a correre un mondiale di soli 150 km, ma come si dice in questi casi, resto in attesa di saperne di più“.

Come spesso succede, a sorprendere non sono le contromisure applicate, quanto la mancata prevenzione da parte delle istituzioni e degli stessi corridori: il problema era noto da tempo ma non è stata presa alcuna decisione fino a pochi giorni dalle gare. Anche gli atleti, che dovranno correre con temperature che potrebbero essere superiori ai 35°C, non hanno manifestato problemi di alcun tipo. Adesso però si trovano a non conoscere con certezza quale sarà il percorso su cui tra poco più di 10 giorni si giocheranno il titolo mondiale e la maglia iridata.

http://www.oasport.it/2016/10/ciclismo- ... -percorso/
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Re: Appassionati di Ciclismo

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Ciclismo, Parigi-Tours 2016: 110^ edizione… tutta per velocisti. Nessun team italiano al via

È una delle classiche d’autunno che si stanno disputando e che si disputeranno in questi giorni: è la Paris-Tours, l’annuale corsa francese che dalla capitale Parigi conduce i corridori alla cittadina di Tours, comune della regione Centro-Valle della Loira. Con il suo fascino, l’evento ha attraversato gli anni e la storia giungendo questa’anno alla sua 110^ edizione. Organizzata da ASO (l’ente che si occupa anche del Tour de France e di altre gare ciclistiche francesi nonché del Rally Dakar) e facente parte del calendario UCI Europe Tour, si svolgerà domenica 9 ottobre.

La nascita della corsa la si deve al francese Henri Desgrange, padre del record dell’ora e della Grande Boucle, il quale volle aumentare il sèguito del ciclismo su strada in patria, allora poco conosciuto rispetto alla sua variante su pista. La prima edizione risale al 1896, organizzata dal celebre quotidiano francese L’Auto (attuale L’Équipe) che però le conferì una cadenza quinquennale. Dopo le prime due edizioni, dal 1906 si svolge annualmente ed è organizzata da ASO.

I belgi Gustave Danneels e Guido Reybrouck, il francese Paul Maye e il tedesco Erik Zabel sono coloro che hanno vinto più volte la corsa (3). Il primo ad aggiudicarsi la corsa nel lontano 1896 fu il francese Éugène Prévost mentre l’ultimo, in ordine cronologico, è stato l’azzurro Matteo Trentin, vincitore lo scorso anno davanti ai due belgi Tosh Van Der Sande e Greg Van Avermaet. Paradossalmente, la Francia non è comunque il Paese che può vantare il maggior numero di vittorie alla Parigi-Tours. I transalpini sono fermi a quota 31 mentre primi sono i belgi con 41 successi totali.

Sarà un lungo percorso di 230 km quello che affronteranno domenica i corridori: principalmente pianeggiante ma che presenterà già al via uno strappo di 3 km al 2.3 % di pendenza (qui potrebbe nascere una fuga?) e poi sul finale di gara in cui 8 degli ultimi 23 km saranno in salita, quasi 1 km di ascesa ogni 3. La parte conclusiva sarà dunque sostanzialmente pianeggiante. Per questo, i favoriti saranno le ruote veloci dei corridori che, insieme alla loro squadra, saranno capaci di gestirsi e trovarsi al punto giusto al momento esatto. Tra i possibili protagonisti della gara, ci saranno il tedesco André Greipel (Lotto-Soudal), il britannico Mark Cavendish (Dimension Data, nonostante sia alle prese con problemi gastrointestinali che potrebbero mettere a repentaglio anche la sua partecipazione al Mondiale) e l’azzurro Elia Viviani (Team Sky).

Segnaliamo inoltre che non sarà al via nessuna squadra italiana e che la gara sarà trasmessa in diretta tv dal canale Eurosport, disponibile esclusivamente sulle piattaforme Sky e Mediaset Premium.

http://www.oasport.it/2016/10/ciclismo- ... no-al-via/
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Ciclismo: Bradley Wiggins e Sky indagati dall’antidoping britannica (Ukad)

Non ha mai termine il travaglio “dopante” per Sir Bradley Wiggins e il Team Sky. Il vincitore del Tour de France del 2012 e la sua ex squadra, infatti, sono stati indagati dall’agenzia antidoping britannica (Ukad). Secondo quello che viene riportato dal Daily Mail online ‘Wiggo’ avrebbe ricevuto un pacco dal proprio team, in Francia nel 2011 contenente un medicinale sospetto. L’episodio citato è solo l’ultima della serie visto che il baronetto era già stato al centro di una serie di sospetti circa le autorizzazioni mediche legate all’uso di sostanze farmacologiche specifiche, vale a dire il Triamcinolone acetonide, un corticosteroide ad azione prolungata per curare l’asma. L’utilizzo di questi farmaci era stato concesso a Wiggins nel 2011 prima del Tour e nel 2013, prima del Giro d’Italia. La questione è diventata pubblica dopo il furto di cartelle cliniche nella banca dati della Wada, l’Agenzia Mondiale Antidoping, da parte del gruppo di hacker russi Fancy Bears e la loro successiva pubblicazione in rete. Quali ulteriori elementi, dunque, salteranno fuori?

http://www.oasport.it/2016/10/ciclismo- ... nica-ukad/
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Ciclismo, Mondiali Doha 2016: la Etixx-QuickStep vince la cronosquadre! Bmc battuta!

Assegnata il secondo titolo ai Campionati del mondo di ciclismo su strada di Doha 2016: la Etixx-QuickStep si è imposta nella cronometro a squadre maschile coprendo i 40 chilometri di gara con il tempo di 42’32’’39, a testimoniare un tracciato velocissimo e favorevole alle squadre degli specialisti.

La formazione belga, che si era imposta nelle prime due edizioni del nuovo corso iridato di questa prova nel 2012 e nel 2013, ha sconfitto la grande rivale della Bmc, due volte vincente nelle ultime due edizioni, con una prova in continuo crescendo che ha consentito di guadagnare margine nella seconda metà della prova. Gli artefici della prova sono stato Marcel Kittel, Bob Jungels, Yves Lampaert, Tony Martin, Niki Terpstra e Julien Vermote: data la prestazione odierna, Kittel e Martin si candidano seriamente anche per conquistare un piazzamento importante (e magari l’oro) rispettivamente nella prova in linea e in quella a cronometro.

La Bmc (Dennis, Kūng, Oss, Phinney, Quinziato e Rosskopf) non è riuscita a cogliere il tris consecutivo, calando leggermente rispetto alla Etixx nella fase finale di gara e cedendo la prima posizione per 12”. Il podio è stato completato dalla Orica-BikeExchange, staccata però di 37” dalla vetta. Più lontane le altre squadre con il Team Sky ai piedi del podio davanti alla LottoNL-Jumbo, la Movistar e il Team Giant-Alpecin. Non erano impegnate squadre italiane.

http://www.oasport.it/2016/10/ciclismo- ... c-battuta/
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Ciclismo, Mondiali Doha 2016: Tony Martin, il poker è servito! Campione del mondo a cronometro!

Nel 2014 si era arreso davanti ad un super Bradley Wiggins, lo scorso anno si è espresso su livelli bassissimi rispetto ai suoi standard e anche alle Olimpiadi di Rio non ha certo impressionato: oggi Tony Martin si è ripreso il trono di miglior cronoman del mondo vincendo la prova valida per i Campionati del mondo di Doha 2016.

Il tedesco è passato al comando sin dal primo intermedio, per poi scatenarsi nella seconda parte di gara, caratterizzata da lunghissimi rettilinei, adattissimi alle sue doti e alle sue capacità di spingere lunghissimi rapporti per sviluppare velocità. Il tedesco ha impiegato 44:42.99 a coprire i 40 chilometri con partenza da Losail e arrivo nella città di Doha che gli sono valsi il quarto titolo mondiale della carriera, facendo segnare una media di 53,6 chilometri orari e dominando la prova.

Poco ha potuto Vasil Kiryienka, iridato uscente dopo l’oro di 12 mesi fa a Richmond e argento nell’occasione odierna. Il bielorusso si è comunque reso protagonista di una grande prestazione, forse la migliore della sua stagione: sul traguardo ha pagato un ritardo di 45”, pochi rispetto ad un Tony Martin che sembra essere finalmente tornato quello degli anni migliori. Terzo gradino del podio per lo spagnolo Jonathan Castroviejo, staccato di 1’10”. Riconoscimento meritato per l’iberico, cresciuto molto nelle ultime stagioni e arrivato finalmente alla consacrazione definitiva in campo internazionale.

Il polacco Maciej Bodnar ha chiuso ai piedi del podio con un grande finale mentre il giovane irlandese Ryan Mullen, dopo essere rimasto in testa al gruppo per tanto tempo dopo la sua prova, ha conquistato un’egregia quinta piazza che, a 22 anni, la dice lunga sulle sue potenzialità. A seguire l’australiano Rohan Dennis (che non ha convinto appieno), il belga Lampaert, l’olandese Jos Van Emden, lo svizzero Hollenstein e il lussemburghese Jungels che hanno completato la top 10. Solo 11esimo Tom Dumoulin, forse il grande favorito della vigilia al pari di Tony Martin, mai in corsa per le medaglie sin dai primi rilevamenti cronometrici. Ventiduesima posizione per l’azzurro Manuel Quinziato, unico atleta italiano impegnato in gara.

http://www.oasport.it/2016/10/ciclismo- ... e-servito/
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Ciclismo, Mondiali 2019 nello Yorkshire. Si torna in Gran Bretagna dopo 37 anni

Dopo il Qatar, l’anno prossimo i Campionati mondiali di ciclismo su strada si svolgeranno a Bergen, in Norvegia, mentre nel 2018 ad Innsbruck, in Austria. Ebbene dopo la piccola parentesi asiatica di quest’anno, per tre anni consecutivi la rassegna iridata dello sport delle biciclette si disputerà in Europa dato che nel 2019 sarà la Gran Bretagna ad ospitarli nella regione dello Yorkshire. La candidatura britannica era stata avanzata fin da agosto con il forte sostegno della federazione nazionale e del governo.

La suddetta regione è già stata protagonista del “grande” ciclismo poiché nel 2014 ha accolto la partenza del Tour de France e, nell’anno dopo, è entrato a far parte del calendario europeo il Tour of Yorkshire, breve corsa a tappe della durata tre giorni.

I Mondiali si svolgeranno in terra britannica per la quarta volta nella storia dopo le edizioni di Liverpool 1922, Leicester 1970 e Goodwood 1982. In quest’ultima occasione fu l’italiano Giuseppe Saronni ad imporsi e laurearsi, così, campione del mondo.

http://www.oasport.it/2016/10/ciclismo- ... o-37-anni/
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Ciclismo, Mondiali Doha 2016: la legge di Tony Martin

Lo chiamano panzer: per come la forza sprigionata dalle gambe, che gli danno l’opportunità di viaggiare in bicicletta come nessun altro al mondo riesce a fare, spingendo rapporti lunghissimi e sviluppando una fortissima andatura. Tony Martin, dominatore delle cronometro dal 2011 al 2013 (anni in cui ha vinto il titolo mondiale) ha trovato nel facile percorso di Doha il compagno ideale per tornare a dettare legge dopo due anni di assenza dal trono e dopo le opache Olimpiadi di Rio 2016.

Il tedesco, che nel 2016 ha corso per la Etixx-QuickStep e che nel 2017 indosserà la maglia della Katusha, è al secondo titolo mondiale della settimana: già domenica aveva trascinato la sua attuale formazione al successo nella cronosquadre. Con questa condizione è anche facile immaginare abbia dato anche delle belle trenate ai compagni. I risultati stagionali, fino ad oggi di fatto, non avevano impressionato. Nonostante qualche rara e sporadica apparizione sulle scene internazionali con prestazioni di tutto rispetto (quest’anno ad esempio si è visto in una tappa al Tour de France in una lunghissima fuga in compagnia del compagno Alaphilippe), era difficile vederlo protagonista. In questa stagione ha raccolto solo tre vittorie: il campionato nazionale, una tappa al Tour of Britain e la corsa di oggi, sempre a cronometro.

La prova odierna, per quanto molto particolare e caratterizzata anche da assenze (Cancellara ormai si è ritirato, mentre Dumoulin, l’avversario principale, è arrivato lontanissimo dalla migliore condizione) potrebbe dargli nuova linfa e nuovo slancio in vista della nuova avventura in Katusha. Dopo tanti anni sempre nello stesso ambiente, Martin potrebbe trarre giovamento dal cambiamento e affrontarlo con la maglia iridata, inoltre, potrebbe dargli fiducia sin dalle prime pedalate di allenamento in vista del 2017.

Ora, archiviato un periodo se non nero quantomeno impegnativo, il tedescone potrebbe addirittura pensare all’impresa e provare a battere il record dell’ora, che attualmente appartiene a Bradley Wiggins. Se qualcuno sembra in grado di farlo questo qualcuno è proprio il Panzer.

http://www.oasport.it/2016/10/ciclismo- ... ny-martin/
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Ciclismo, Mondiali Doha 2016: le speranze dell’Italia. Viviani e Nizzolo per lo sprint

La nazionale italiana di ciclismo su strada domenica si presenterà alla prova in linea élite senza i favori del pronostico: il percorso dei Mondiali di Doha 2016, completamente pianeggiante, dovrebbe favorire i velocisti puri e negli ultimi anni il movimento italiano non ha prodotto un atleta in grado di giocarsela ad armi pari con i migliori sprinter del mondo.

Il Ct Davide Cassani ha scelto la doppia opzione di Giacomo Nizzolo ed Elia Viviani per l’eventuale ma probabile volata finale. Nessuno dei due offre garanzie, per motivi diversi. Il primo non è un velocista puro e paga in una volata pianeggiante rispetto agli specialisti. Viene, però, da un buon periodo di forma che l’ha visto dominare le prove del calendario italiano. Viviani, invece, non ha impressionato nelle ultime uscite: dopo l’oro conquistato alle Olimpiadi di Rio 2016 ha iniziato a preparare l’appuntamento iridato ma dei piccoli problemi fisici ne hanno rallentato l’avvicinamento. Difficile immaginare che nelle ultime due settimane abbia fatto un salto di qualità così importante ma la speranza è che possa aver ritrovato il colpo di pedale dei giorni migliori.

I due sprinter potrebbero comunque ambire ad un ottimo piazzamento sfruttando il lavoro di un treno che potrebbe affermarsi come il migliore del lotto. I vari Daniele Bennati, Jacopo Guarnieri e Fabio Sabatini potrebbero condurre le due punte italiane (o una delle due) in testa a 150-200 metri dal traguardo: lì, poi, si tratterebbe di difendere la posizione per provare a prendere una medaglia.

Matteo Trentin e Sonny Colbrelli, veloci in volata ma non abbastanza per un finale di questo genere, potrebbero essere gli incaricati nel provare la fuga. Molto difficile sorprendere il gruppo ma in caso di forte vento potrebbero svilupparsi ventagli e situazioni interessanti: il loro compito potrebbe essere quello di entrare in eventuali tentativi valutati pericolosi nonostante le poche occasioni fornite dal percorso.

http://www.oasport.it/2016/10/ciclismo- ... lo-sprint/
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Ciclismo, Mondiali Doha 2016: parla Eddy Merckx. “Il Qatar è bellissimo. In Belgio si sogna Boonen campione”

Ha un ruolo davvero importante, quasi da ambasciatore, in quel di Doha. Il Cannibale, il più forte ciclista della storia, quando parla trova sempre tantissimi argomenti sui quali far discutere. Eddy Merckx si è raccontato a Repubblica, andiamo a vedere le sue dichiarazioni.

Sul Mondiale in Qatar:

“Questo era un Mondiale complicato da organizzare. Soprattutto perché capita nell’anno olimpico e nessun’altra località s’era fatta avanti con l’Uci, prevedendo la mancanza di corridori di qualità, temendo un’edizione in tono minore. Un Mondiale non troppo impegnativo, io dico così, che poi possa vincerlo un velocista non è scontato, e comunque va bene. Visto chi ci sarà, direi che non sarà un Mondiale in tono minore, anzi. Qui poi è bellissimo. Dobbiamo smettere di essere così schizzinosi, noi europei, se il mondo del ciclismo si allarga è una cosa bella, vuol dire che stiamo lavorando bene, che la bici piace, che una volta i Mondiali se li giocavano italiani, belgi e francesi e ora è dal 2008 che vince ogni anno un paese diverso. Ed è giusto che il grande ciclismo vada a cercare nuove rotte. La passione qui non c’è o magari non c’è ancora”.

Poi sulla prova in linea dei professionisti, attesissima domani:

“Una corsa difficile, tosta, una classica, lo spero, vorrà dire che i belgi saranno davanti. Se vincesse Boonen sarebbe festa nazionale in Belgio. Tom è un mito, lo merita e ha vinto una quantità enorme di tappe in Qatar. Ma sarebbe bello comunque vedere una maglia del Belgio davanti, abbiamo vinto più Mondiali di tutti no?”.

http://www.oasport.it/2016/10/ciclismo- ... -campione/
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Ciclismo, Mondiali Doha 2016: le dichiarazioni della vigilia. Viviani sogna, Sagan non ha pressioni

Tempo di vigilia per il Mondiale di ciclismo su strada. A Doha i protagonisti della prova in linea maschile sono pronti all’appuntamento dell’anno: andiamo a vedere le parole di Elia Viviani, possibile capitano della nazionale italiana, e Peter Sagan, campione del mondo uscente.

Elia Viviani: “Ho una grande chance e potrei non averne altre in carriera. Non puoi mai sapere quando sarà il prossimo Mondiale per velocisti. Voglio provarci! Sarà una corsa molto strana. Sicuramente farà molto caldo, ma c’è anche il vento… qui un giorno è ventoso, il successivo no. Potrebbe succedee di tutto. Qualora dovesse esserci, i 150 chilometri nel deserto prima del circuito potrebbero essere un disastro, con corridori che perdono contatto. Il circuito stesso è molto veloce, come abbiamo visto con gli Under23. Sarà una corsa per sprinter, con l’incognita del vento. Non credo ce ne sarà molto e spero che la corsa abbia uno svolgimento classico. Senza dubbio abbiamo una squadra forte. Con un treno di qualità, cosa importante per me. Non sempre mi è capitato di averne uno e credo che questo sia positivo”.

Peter Sagan: “Cosa ho da perdere? Ho già un titolo. Parliamo di pressione? Non ho nulla da perdere. In questo tipo di percorso tutti possono essere considerati favoriti, ma conta anche la fortuna. Vedremo cosa succede, non posso leggere il futuro. Non ci sarebbe nulla di storico, già altri ci sono riusciti. Sono qua semplicemente per correre e fare del mio meglio”.

http://www.oasport.it/2016/10/ciclismo- ... pressioni/
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Ciclismo, Mondiali Doha 2016: Peter Sagan, che bis! Il Belgio regala spettacolo, Nizzolo quinto

Per il secondo anno consecutivo, Peter Sagan vestirà la maglia di Campione del mondo. Lo slovacco si è confermato, conquistando Doha dopo Richomond: un bis che ai Mondiali di ciclismo mancava dal 2007, quando Paolo Bettini fu capace di ripetersi a Stoccarda dopo Salisburgo, l’anno prima. Nonostante la mancanza di pubblico, corsa spettacolare sin da 180 chilometri dalla conclusione, quando Gran Bretagna e Belgio hanno fatto selezione grazie al vento e ai ventagli.

Sono bastati pochi chilometri perché si formasse la prima fuga di giornata. Anass Ait el Abdia (Marocco), Natnael Berhane (Eritrea), Nic Dougall (Sud Africa), Sergey Lakguti (Ucraina), René Corella (Messico), Bryan Ramírez (Colombia) e Ryan Roth (Canada) sono riusciti a prendere vantaggio, con il gruppo che ha lasciato fare. Il margine è cresciuto progressivamente arrivando a 11’30” prima che iniziasse l’inseguimento inseguimento. Il vento nella prima fase si è mantenuto contrario alla marcia degli atleti: come da previsione, però, tutto è cambiato a 175 chilometri dal traguardo quando la strada ha repentinamente svoltato.

La Gran Bretagna, quando il vento è diventato favorevole, con una bella azione di squadra ha aperto il primo ventaglio: in pochi secondi il Belgio ha dato manforte, spezzando il gruppo in diversi tronconi, con soli 23 uomini al comando e all’inseguimento dei battistrada. La loro azione ha preso vigore e consistenza con il passare dei chilometri e il totale sparpaglio alle loro spalle, senza un vero e proprio gruppo all’inseguimento. Numerosa la presenza belga nel primo gruppo: sei in tutto, compresi i capitani Tom Boonen, Greg Van Avermaet e Jurgen Roelandts. Bene anche l’Italia con Giacomo Nizzolo, Elia Viviani, Daniele Bennati e Jacopo Guarnieri. Non si è fatto sorprendere Mark Cavendish, al pari di Peter Sagan e di Alexander Kristoff, scortato anche da Edvald Boasson Hagen. Tra gli altri presenti anche gli australiani Michael Matthews e Mathew Hayman e l’olandese Niki Terpbstra.

Sorpresi e staccati i tedeschi, con Kittel, Greipel e Degenkolb che si sono ritrovati nel secondo gruppo senza gregari. Con loro anche il francese Bouhanni, mentre di Démare si sono di fatto perse le tracce. Riferendoci ai vari favoriti della vigilia sono usciti subito dalla lotta per la vittoria Ewan, che di fatto ha spezzato il gruppo quando è nato il primo ventaglio, e il colombiano Gaviria.

La prima parte del gruppo si è presto riportata sulla testa della corsa, scavando un solco di circa 1′ con gli inseguitori, guidati dalla squadra tedesca e da Degenkolb in particolare. Tra i primi, invece, grande lavoro del Belgio e dell’Italia, ma tutti, specialmente nella prima parte, hanno aiutato per creare il vantaggio utile per arrivare al traguardo. Usciti dal deserto, questi uomini sono entrati nel circuito di “The Perl” dove Belgio e Italia hanno imposto un ritmo alto ma non eccessivo, andando ad aumentare il vantaggio sugli inseguitori, sempre più lontani con il passare dei chilometri.

L’Italia si è impegnata in particolare con Daniele Bennati, sacrificato per evitare un possibile ricongiungimento con il secondo gruppo mentre Guarnieri, Viviani e Nizzolo sono rimasti a ruota. Alle loro spalle piano piano l’azione dei tedeschi si è esaurita e il vantaggio è salito prima a 2′ e poi a 3′ una volta che la corsa è entrata nei due giri conclusivi, con Kittel e Degenkolb addirittura ritirati anzitempo.

Gli attacchi, nel gruppo di testa, si sono fatti attendere anche perché il ritmo è aumentato nell’ultimo giro sempre grazie a Belgio e Italia. A 6 chilometri dal traguardo è stato il turno della Norvegia con Korsaeth. A 5 chilometri dal traguardo primo allungo di Terpstra, subito tamponato da Van Avermaet. Kohlar, compagno di Sagan, ha preso in mano la situazione ha provato a fermare sin da subito questi tentativi impostando un ritmo alto. A meno di tre chilometri dal traguardo ci ha provato Tom Leezer che ha messo in scacco il Belgio: Roelandts si è sacrificato per Boonen e a 500 metri dal traguardo Guarnieri ha lanciato lo sprint di Giacomo Nizzolo.

L’azzurro ha provato a lanciare lo sprint, affiancato a Tom Boonen. Sulla destra, però, è uscito come una scheggia Peter Sagan che ha dominato la volata confermandosi campione del mondo per il secondo anno consecutivo, aggiungendo alla maglia di campione europeo anche quella iridata. Seconda posizione per Mark Cavendish, costretto ad interrompere la volata ad un centinaio di metri dall’arrivo, mentre Boonen, partito a ruota di Nizzolo, ha chiuso in terza posizione. Quarto Michael Matthews mentre Nizzolo ha conquistato una buona quinta posizione.

Abbiamo già detto del secondo successo in due anni di Sagan, quasi un tris considerando anche la vittoria agli Europei di Plumelec. A completare una stagione superlativa, impreziosita anche da tre tappe al Tour de France e dal Giro delle Fiandre. Tra capelli lunghi e un atteggiamento quasi da rock star, Sagan si è confermato il corridore più forte del mondo in questo genere di gare. Con il rammarico, forse, di aver sacrificato la prova delle Olimpiadi di Rio in favore del mountain bike.

http://www.oasport.it/2016/10/ciclismo- ... o-quinto1/
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Re: Appassionati di Ciclismo

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Peter Sagan: un bis da fenomeno. È lui il corridore più forte al mondo

Che sia salita, discesa o volata, poco cambia. Quando un corridore è di un livello superiore alla media non c’è terreno che possa fermarlo. Peter Sagan si è andato a prendere sul circuito completamente pianeggiante di Doha, tra vento e caldo afoso, il secondo titolo mondiale consecutivo entrando nella storia del ciclismo. Peccato che nel 2017 non possa vestire anche la maglia di campione europeo, visto che a fine settembre in quel di Plumelec aveva colpito anche nella manifestazione continentale.

Coloro che non seguono il ciclismo 365 giorni all’anno e si concentrano solo sull’appuntamento più emozionante della stagione lo avevano lasciato a Richmond, con uno scatto maestoso sull’ultima ascesa e l’arrivo in solitaria sul traguardo statunitense, a conquistare il successo più importante dell’intera carriera. In questo 2016 però ne sono successe tante di cose: un inizio in sordina, che sembrava confermare la tradizione della sfortuna che portava la maglia iridata, subito smentita con l’arrivo della primavera. Prima l’antipasto con la Gent-Wevelgem, poi un dominio pazzesco al Giro delle Fiandre, per finire con con l’ennesimo successo della Maglia Verde al Tour de France (quinta volta consecutiva) condita da tre successi di tappa.

Il culmine però è giunto proprio oggi, sul circuito di The Pearl. Una gara corsa alla perfezione, senza quel minimo di presunzione che spesso lo ha visto sconfitto partendo da favorito. Si è nascosto nel vento, non ha provato ad attaccare nell’ultimo giro, risparmiando energie utilissime per lo sprint finale. Il colpo da fenomeno poi è arrivato proprio negli ultimi 200 metri: il sorpasso sulla destra a Nizzolo può farlo solo un corridore di questo calibro, per poi chiudere a velocità doppia rispetto a tutti i rivali.

Il 2017 può essere un anno ancor più devastante: mancano i successi nella Milano-Sanremo e nella Parigi-Roubaix, adattissime alle sue caratteristiche. Il cambio di squadra, con passaggio alla Bora-Hansgrohe può essere ancor più da stimolo. Lo aspettiamo, perché vedere questi numeri fa bene a tutto il movimento del ciclismo mondiale.

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Re: Appassionati di Ciclismo

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Ciclismo, Reda getta ombre sui controlli antidoping dei Campionati italiani 2015. Nibali si difende

Ombre sul Campionato italiano di ciclismo su strada 2015. Secondo quanto detto da Francesco Reda alla trasmissione TV Le Iene, i controlli antidoping successivi alla corsa vinta a Superga da Vincenzo Nibali proprio su Reda (che sta scontando una maxi-squalifica fino al 2023) e Diego Ulissi, sarebbero stati svolti seguendo un iter “particolare” e fallace.

La mancanza dei kit per effettuare i prelievi avrebbe dovuto annullare l’esito di tutte le analisi, ma così non è stato. Reda, nella sua intervista, nomina cinque corridori che avrebbero dovuto sottoporsi ai test, tra cui proprio Nibali. Angelo Francini, ex dirigente federale e consulente del Team Idea, all’epoca squadra in cui militava Reda, solleva ulteriori dubbi: “Se ti vogliono far morire ti fan morire. Bisognava dichiarare nullo il controllo perchè c’erano delle evidenti irregolarità non dipendenti dai corridori. Il problema è scoppiato quando è uscita la positività di Reda, da quel momento si sono accorti che c’era qualcosa da sistemare. Non è la prima volta che succede una cosa simile nei controlli antidoping del Coni”.

Nibali, anche se non direttamente, si è sentito tirato in ballo. Per allontanare ogni spettro lo Squalo ha subito postato sui social una foto che fuga ogni dubbio…

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