Appassionati di Ciclismo
Re: Appassionati di Ciclismo
Giro d’Italia 2017: Vincenzo Nibali: “Ci sarà un grande dispendio energetico”. Fabio Aru: “La corsa sarà bellissima per il pubblico”
Oggi si è svolta la presentazione ufficiale del Giro d’Italia 2017, la centesima edizione della gloriosa Corsa rosa. Ecco le dichiarazioni di Vincenzo Nibali e Fabio Aru, due dei possibili protagonisti azzurri, a margine dell’evento.
VINCENZO NIBALI: “Le tappe in Sardegna non sono mai state semplici e penso che nella prima parte di questo Giro i velocisti la faranno da padrone. L’Etna l’ho affrontato nel 2011 (quell’edizione della corsa rosa la vinse Alberto Contador, poi squalificato), non sarà facile scalarlo a causa della stretta sede stradale e della mancanza di vegetazione. Arrivare con la maglia rosa nella propria città sarebbe bellissimo ma mi piace restare coi piedi per terra. Il Blockhaus non lo conosco molto bene ma sicuramente avere due arrivi in salita nelle prime giornate significa che bisognerà avere una buona condizione fisica fin dall’inizio. La prima cronometro, in Umbria, è davvero difficile, ben articolata e sarà necessario vedere come staranno gli avversari. La seconda settimana sarà particolarmente dura, sarà importante essere pronto con testa, lucido e non farsi sfuggire niente. Assisteremo a due corse: quella per il successo di tappa e quella per la classifica generale. La 16esima frazione (Rovetta-Bormio) sarà un passaggio importante, in cui si metteranno i puntini sulle “i”. Complessivamente, questo Giro sarà molto duro, l’ultima cronometro sarà molto importante e credo che aiuterà a creare dell’equilibrio. Se mi sento di poterlo vincere? Non lo so, ci sarà un grande dispendio energetico“.
FABIO ARU: “Il fatto che la competizione parta dalla mia Sardegna è una bellissima emozione. Mi ricordo la prima volta che il Giro partì da qui: ancora facevo mountain-bike e mi fermai per assistere al passaggio dei corridori. Non sarà per niente facile, così come, del resto, anche la seconda settimana. La terza sarà certamente fondamentale ai fini del risultato finale. In tutto, credo che la gara sarà incerta fino alla fine. Certamente sarà bellissimo per il pubblico“.
http://www.oasport.it/2016/10/giro-dita ... -pubblico/
Oggi si è svolta la presentazione ufficiale del Giro d’Italia 2017, la centesima edizione della gloriosa Corsa rosa. Ecco le dichiarazioni di Vincenzo Nibali e Fabio Aru, due dei possibili protagonisti azzurri, a margine dell’evento.
VINCENZO NIBALI: “Le tappe in Sardegna non sono mai state semplici e penso che nella prima parte di questo Giro i velocisti la faranno da padrone. L’Etna l’ho affrontato nel 2011 (quell’edizione della corsa rosa la vinse Alberto Contador, poi squalificato), non sarà facile scalarlo a causa della stretta sede stradale e della mancanza di vegetazione. Arrivare con la maglia rosa nella propria città sarebbe bellissimo ma mi piace restare coi piedi per terra. Il Blockhaus non lo conosco molto bene ma sicuramente avere due arrivi in salita nelle prime giornate significa che bisognerà avere una buona condizione fisica fin dall’inizio. La prima cronometro, in Umbria, è davvero difficile, ben articolata e sarà necessario vedere come staranno gli avversari. La seconda settimana sarà particolarmente dura, sarà importante essere pronto con testa, lucido e non farsi sfuggire niente. Assisteremo a due corse: quella per il successo di tappa e quella per la classifica generale. La 16esima frazione (Rovetta-Bormio) sarà un passaggio importante, in cui si metteranno i puntini sulle “i”. Complessivamente, questo Giro sarà molto duro, l’ultima cronometro sarà molto importante e credo che aiuterà a creare dell’equilibrio. Se mi sento di poterlo vincere? Non lo so, ci sarà un grande dispendio energetico“.
FABIO ARU: “Il fatto che la competizione parta dalla mia Sardegna è una bellissima emozione. Mi ricordo la prima volta che il Giro partì da qui: ancora facevo mountain-bike e mi fermai per assistere al passaggio dei corridori. Non sarà per niente facile, così come, del resto, anche la seconda settimana. La terza sarà certamente fondamentale ai fini del risultato finale. In tutto, credo che la gara sarà incerta fino alla fine. Certamente sarà bellissimo per il pubblico“.
http://www.oasport.it/2016/10/giro-dita ... -pubblico/
Sappiate amare la Bari,
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
Re: Appassionati di Ciclismo
I percorsi di Giro d’Italia e Tour de France 2017 a confronto: che differenza le cronometro…
Sono stati presentati in questo finale di mese di ottobre i percorsi per quanto riguarda il Tour de France e il Giro d’Italia del 2017. Anche se l’agonismo per quanto riguarda il ciclismo mondiale al momento è praticamente cessato, l’attesa per le corse più importanti della prossima stagione inizia già a salire.
Partirà dalla Germania, precisamente da Düsseldorf, con una breve cronometro individuale, la Grande Boucle. Come da tradizione in queste ultime annate, non c’è più una prima settimana per velocisti al Tour: gli organizzatori hanno deciso di cambiare l’atmosfera aggiungendo tantissime frazioni dedicate agli scattisti, come quella di Liegi che assomiglierà tanto alla Decana delle classiche. Pirenei nella prima parte e Alpi a decidere la maglia gialla nella terza settimana prima della passerella di Parigi. Un grande cambiamento rispetto alle ultime edizioni riguarda i chilometri a cronometro: oltre alla prova contro il tempo iniziale ce ne sarà solo un’altra, a Marsiglia nel penultimo giorno di gara, di soli 23 km.
Start dalla Sardegna (Alghero) per il Giro del Centenario. Prime due tappe insidiose, poi una volata ad anticipare il primo arrivo in salita, sull’altra isola italiana: la Sicilia (precisamente alle pendici dell’Etna). Pochi attimi di pausa per i corridori che dovranno stare attenti alle tantissime salite poste nel Bel Paese. Dopo il durissimo Blockhaus, a chiudere una prima metà di Giro durissima ci sarà la prima cronometro: da Foligno a Montefalco, quasi 40 chilometro tutt’altro che piatti. L’ultima settimana sulle Alpi sarà davvero tra le più difficili mai viste, in particolare la tappa da Rovetta a Bormio promette grandissimo spettacolo con l’accoppiata Mortirolo-Stelvio. Ci sarà da essere concentrati fino all’ultimo: a differenza del Tour niente passerella conclusiva, bensì un’altra cronometro, in Lombardia con partenza da Monza e arrivo a Milano.
http://www.oasport.it/2016/10/i-percors ... ronometro/
Sono stati presentati in questo finale di mese di ottobre i percorsi per quanto riguarda il Tour de France e il Giro d’Italia del 2017. Anche se l’agonismo per quanto riguarda il ciclismo mondiale al momento è praticamente cessato, l’attesa per le corse più importanti della prossima stagione inizia già a salire.
Partirà dalla Germania, precisamente da Düsseldorf, con una breve cronometro individuale, la Grande Boucle. Come da tradizione in queste ultime annate, non c’è più una prima settimana per velocisti al Tour: gli organizzatori hanno deciso di cambiare l’atmosfera aggiungendo tantissime frazioni dedicate agli scattisti, come quella di Liegi che assomiglierà tanto alla Decana delle classiche. Pirenei nella prima parte e Alpi a decidere la maglia gialla nella terza settimana prima della passerella di Parigi. Un grande cambiamento rispetto alle ultime edizioni riguarda i chilometri a cronometro: oltre alla prova contro il tempo iniziale ce ne sarà solo un’altra, a Marsiglia nel penultimo giorno di gara, di soli 23 km.
Start dalla Sardegna (Alghero) per il Giro del Centenario. Prime due tappe insidiose, poi una volata ad anticipare il primo arrivo in salita, sull’altra isola italiana: la Sicilia (precisamente alle pendici dell’Etna). Pochi attimi di pausa per i corridori che dovranno stare attenti alle tantissime salite poste nel Bel Paese. Dopo il durissimo Blockhaus, a chiudere una prima metà di Giro durissima ci sarà la prima cronometro: da Foligno a Montefalco, quasi 40 chilometro tutt’altro che piatti. L’ultima settimana sulle Alpi sarà davvero tra le più difficili mai viste, in particolare la tappa da Rovetta a Bormio promette grandissimo spettacolo con l’accoppiata Mortirolo-Stelvio. Ci sarà da essere concentrati fino all’ultimo: a differenza del Tour niente passerella conclusiva, bensì un’altra cronometro, in Lombardia con partenza da Monza e arrivo a Milano.
http://www.oasport.it/2016/10/i-percors ... ronometro/
Sappiate amare la Bari,
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
Re: Appassionati di Ciclismo
Vincenzo Nibali e Fabio Aru, finalmente avversari! Al Giro d’Italia 2017 lo scontro più atteso
Alfredo Binda e Costante Girardengo, Fausto Coppi e Gino Bartali, Giuseppe Saronni e Francesco Moser. Il Giro d’Italia, storicamente, ha sempre offerto grandi dualismi tra grandi corridori del Bel Paese. Duelli che hanno infiammato i cuori e reso il ciclismo uno tra gli sport più popolari. Nel 2017, finalmente, potremo assistere allo scontro più atteso, quello tra Vincenzo Nibali e Fabio Aru.
Il siciliano ed il sardo sono i simboli del ciclismo nostrano. Da un lato un campionissimo di diritto nella storia, capace di vincere due Giri d’Italia, un Tour de France ed una Vuelta di Spagna (solo in sei sono riusciti nell’impresa di aggiudicarsi tutte le più grandi corse a tappe); dall’altro un giovane già affermato, due volte sul podio al Giro, primo nella Vuelta 2015 ed a caccia di riscatto dopo un 2016 anonimo.
Fin qui Nibali ed Aru non si sono mai affrontati, perché compagni di squadra in Astana dal 2013. I percorsi dei due corridori procedevano su binari paralleli, senza quasi mai intersecarsi. Ognuno aveva i propri obiettivi diversi da raggiungere. Ora cambia tutto. Nibali ha lasciato la compagine kazaka per approdare nel neonato team Bahrain-Merida, mentre Aru, di conseguenza, è diventato il corridore di punta dell’Astana.
Entrambi, con ogni probabilità, saranno al Giro d’Italia 2017. Si correrà sulle loro strade, prima in Sardegna, poi in Sicilia, con tanto di arrivo di tappa a Messina, città natale dello Squalo. Una folla adorante è pronta ad accogliere i propri beniamini e difficilmente i due campioni potranno esimersi.
Ecco dunque profilarsi il duello che aspettiamo da diversi anni. Nibali contro Aru, due ‘Figli del Sud’ uno contro l’altro. Si vocifera di un rapporto non idilliaco (soprattutto nella fase iniziale), anche se non sono mai mancate stima e lealtà reciproche, come testimoniano i precedenti del Tour de France 2016 e delle Olimpiadi di Rio. Alla Grande Boucle Nibali si mise a disposizione del più giovane compagno di squadra, il quale ricambiò generosamente nella prova a cinque cerchi. Forse non si amano, di sicuro si rispettano molto.
La carta d’identità (classe 1990 contro 1984) gioca a favore di Aru, l’esperienza è dalla parte di Nibali. Il percorso sembra perfetto per una sfida rusticana ed imprevedibile, in attesa di conoscere i rivali stranieri, senza dimenticare un altro possibile terzo incomodo italiano, Diego Rosa. Non resta che attendere qualche mese, sognando di assistere ad un duello che, di per sé, ci offrirà la vera essenza del ciclismo.
http://www.oasport.it/2016/10/vincenzo- ... iu-atteso/
Alfredo Binda e Costante Girardengo, Fausto Coppi e Gino Bartali, Giuseppe Saronni e Francesco Moser. Il Giro d’Italia, storicamente, ha sempre offerto grandi dualismi tra grandi corridori del Bel Paese. Duelli che hanno infiammato i cuori e reso il ciclismo uno tra gli sport più popolari. Nel 2017, finalmente, potremo assistere allo scontro più atteso, quello tra Vincenzo Nibali e Fabio Aru.
Il siciliano ed il sardo sono i simboli del ciclismo nostrano. Da un lato un campionissimo di diritto nella storia, capace di vincere due Giri d’Italia, un Tour de France ed una Vuelta di Spagna (solo in sei sono riusciti nell’impresa di aggiudicarsi tutte le più grandi corse a tappe); dall’altro un giovane già affermato, due volte sul podio al Giro, primo nella Vuelta 2015 ed a caccia di riscatto dopo un 2016 anonimo.
Fin qui Nibali ed Aru non si sono mai affrontati, perché compagni di squadra in Astana dal 2013. I percorsi dei due corridori procedevano su binari paralleli, senza quasi mai intersecarsi. Ognuno aveva i propri obiettivi diversi da raggiungere. Ora cambia tutto. Nibali ha lasciato la compagine kazaka per approdare nel neonato team Bahrain-Merida, mentre Aru, di conseguenza, è diventato il corridore di punta dell’Astana.
Entrambi, con ogni probabilità, saranno al Giro d’Italia 2017. Si correrà sulle loro strade, prima in Sardegna, poi in Sicilia, con tanto di arrivo di tappa a Messina, città natale dello Squalo. Una folla adorante è pronta ad accogliere i propri beniamini e difficilmente i due campioni potranno esimersi.
Ecco dunque profilarsi il duello che aspettiamo da diversi anni. Nibali contro Aru, due ‘Figli del Sud’ uno contro l’altro. Si vocifera di un rapporto non idilliaco (soprattutto nella fase iniziale), anche se non sono mai mancate stima e lealtà reciproche, come testimoniano i precedenti del Tour de France 2016 e delle Olimpiadi di Rio. Alla Grande Boucle Nibali si mise a disposizione del più giovane compagno di squadra, il quale ricambiò generosamente nella prova a cinque cerchi. Forse non si amano, di sicuro si rispettano molto.
La carta d’identità (classe 1990 contro 1984) gioca a favore di Aru, l’esperienza è dalla parte di Nibali. Il percorso sembra perfetto per una sfida rusticana ed imprevedibile, in attesa di conoscere i rivali stranieri, senza dimenticare un altro possibile terzo incomodo italiano, Diego Rosa. Non resta che attendere qualche mese, sognando di assistere ad un duello che, di per sé, ci offrirà la vera essenza del ciclismo.
http://www.oasport.it/2016/10/vincenzo- ... iu-atteso/
Sappiate amare la Bari,
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
Re: Appassionati di Ciclismo
Giro d’Italia 2017: la partenza dalla Sardegna un’occasione di rinascita per Fabio Aru
Era presente a Milano assieme al suo ex compagno Vincenzo Nibali che da oggi in poi diventerà grande rivale. Fabio Aru ha assistito alla presentazione della centesima edizione del Giro d’Italia con gli occhi che sembravano essere già concentrati su quel percorso, che dal prossimo 5 maggio, potrà vederlo protagonista. Dopo un 2016 praticamente da dimenticare, visto un Tour de France non corso al meglio e qualche luce e buio nelle altre gare, uno dei migliori ciclisti del panorama azzurro vuole ripartire al meglio.
Dove se non dalla sua Sardegna? La partenza del Giro del Centenario sarà proprio dalla regione madre del vincitore della Vuelta di Spagna del 2015. Tre tappe tra Alghero, Olbia, Tortolì e Cagliari che aumenteranno sicuramente l’entusiasmo dei tifosi del Cavaliere dei Quattro Mori. Il percorso nella sua totalità comunque sembra essere adattissimo alle sue caratteristiche: tantissima salita, pochi chilometri a cronometro (poco meno di 70 divisi tra la prova contro il tempo di Montefalco e quella conclusiva con partenza dall’Autodromo di Monza e arrivo a Milano). Nel mezzo però le amatissime montagne italiane, che lo hanno presentato al grande pubblico prima della consacrazione in terra iberica.
La sua partecipazione al Giro sembra essere praticamente certa: dopo una stagione dedicata completamente al Tour (forse un piccolo errore di preparazione), Aru tornerà al suo vecchio amore. Gli addii di Nibali e Landa nelle ultime due annate lo hanno fatto diventare capitano unico in casa Astana: avrà tutta la squadra al suo servizio per puntare alla Maglia Rosa. Servirà però qualcosa in più rispetto al 2016: gli avversari saranno sicuramente agguerritissimi e non ci si potrà permettere cali come quello arrivato nell’ultima tappa di montagna del Tour.
http://www.oasport.it/2016/10/giro-dita ... fabio-aru/
Era presente a Milano assieme al suo ex compagno Vincenzo Nibali che da oggi in poi diventerà grande rivale. Fabio Aru ha assistito alla presentazione della centesima edizione del Giro d’Italia con gli occhi che sembravano essere già concentrati su quel percorso, che dal prossimo 5 maggio, potrà vederlo protagonista. Dopo un 2016 praticamente da dimenticare, visto un Tour de France non corso al meglio e qualche luce e buio nelle altre gare, uno dei migliori ciclisti del panorama azzurro vuole ripartire al meglio.
Dove se non dalla sua Sardegna? La partenza del Giro del Centenario sarà proprio dalla regione madre del vincitore della Vuelta di Spagna del 2015. Tre tappe tra Alghero, Olbia, Tortolì e Cagliari che aumenteranno sicuramente l’entusiasmo dei tifosi del Cavaliere dei Quattro Mori. Il percorso nella sua totalità comunque sembra essere adattissimo alle sue caratteristiche: tantissima salita, pochi chilometri a cronometro (poco meno di 70 divisi tra la prova contro il tempo di Montefalco e quella conclusiva con partenza dall’Autodromo di Monza e arrivo a Milano). Nel mezzo però le amatissime montagne italiane, che lo hanno presentato al grande pubblico prima della consacrazione in terra iberica.
La sua partecipazione al Giro sembra essere praticamente certa: dopo una stagione dedicata completamente al Tour (forse un piccolo errore di preparazione), Aru tornerà al suo vecchio amore. Gli addii di Nibali e Landa nelle ultime due annate lo hanno fatto diventare capitano unico in casa Astana: avrà tutta la squadra al suo servizio per puntare alla Maglia Rosa. Servirà però qualcosa in più rispetto al 2016: gli avversari saranno sicuramente agguerritissimi e non ci si potrà permettere cali come quello arrivato nell’ultima tappa di montagna del Tour.
http://www.oasport.it/2016/10/giro-dita ... fabio-aru/
Sappiate amare la Bari,
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
Re: Appassionati di Ciclismo
Ciclismo: Diego Rosa, pronte Sky o Bmc. Assalto al Giro d’Italia?
Il nome di Diego Rosa è ormai da mesi tra i più caldi per quanto riguarda il ciclomercato. Ormai 27enne, il piemontese sembra aver completato il processo di maturazione e nel 2016 ha conquistato anche un amaro secondo posto al termine di un Lombardia corso da assoluto protagonista. Il Team Sky, favorito, e la Bmc sembrano interessate all’azzurro tesserato per l’Astana e il cambio di squadra, quasi scontato, potrebbe consegnargli uno spazio maggiore per far valere le sue doti, con l’idea di provare a fare classifica anche nelle corse a tappe.
Rosa è un corridore molto particolare, con caratteristiche quasi uniche. Innanzitutto è molto difficile da leggere: può passare dall’anonimato (ritiro alla Milano-Torino dove si presentava come campione uscente) a prestazioni di assoluto spessore (secondo in un Lombardia corso da gregario prima di ottenere il via libera da Aru nel finale) in soli due giorni. È uno scalatore di alto livello ma fino ad ora, per fare solo un esempio, non ha mai provato realmente a correre da capitano, o seconda punta, in un grande giro.
Non gli manca il talento per le grandi classiche, considerando i piazzamenti del 2016: decimo alla Liegi e secondo al Lombardia nelle due corse di un giorno più impegnative e che richiedono fondo per riuscire ad arrivare con i migliori. Da qui e dalle prime esperienze da leader della squadra Rosa sembra destinato a lasciare l’Astana e a ritagliarsi uno spazio maggiore per essere finalmente capitano.
Il Team Sky, considerando il roster infarcito da scalatori, potrebbe dirottarlo sulle classiche, il terreno ideale per Rosa, quntomeno limitandoci a quanto visto fino ad ora. La Bmc, in seconda fila ma comunque in corsa per ingaggiare il corridore italiano, potrebbe offrirgli maggiore spazio per testarsi nelle corse a tappe di tre settimane non avendo un vero e proprio punto di riferimento alle spalle di Richie Porte, che però dovrebbe correre il Tour de France con Diego ipoteticamente al Giro d’Italia. Anche da questa scelta potrebbe passare ed essere influenzato il futuro di Rosa, ormai prossimo alle migliori e più redditizie stagioni della sua carriera. I numeri lì ha, ora deve abbinare alle prestazioni da big anche la costanza di rendimento per soddisfare la squadra che investirà sul suo futuro.
http://www.oasport.it/2016/10/ciclismo- ... o-ditalia/
Il nome di Diego Rosa è ormai da mesi tra i più caldi per quanto riguarda il ciclomercato. Ormai 27enne, il piemontese sembra aver completato il processo di maturazione e nel 2016 ha conquistato anche un amaro secondo posto al termine di un Lombardia corso da assoluto protagonista. Il Team Sky, favorito, e la Bmc sembrano interessate all’azzurro tesserato per l’Astana e il cambio di squadra, quasi scontato, potrebbe consegnargli uno spazio maggiore per far valere le sue doti, con l’idea di provare a fare classifica anche nelle corse a tappe.
Rosa è un corridore molto particolare, con caratteristiche quasi uniche. Innanzitutto è molto difficile da leggere: può passare dall’anonimato (ritiro alla Milano-Torino dove si presentava come campione uscente) a prestazioni di assoluto spessore (secondo in un Lombardia corso da gregario prima di ottenere il via libera da Aru nel finale) in soli due giorni. È uno scalatore di alto livello ma fino ad ora, per fare solo un esempio, non ha mai provato realmente a correre da capitano, o seconda punta, in un grande giro.
Non gli manca il talento per le grandi classiche, considerando i piazzamenti del 2016: decimo alla Liegi e secondo al Lombardia nelle due corse di un giorno più impegnative e che richiedono fondo per riuscire ad arrivare con i migliori. Da qui e dalle prime esperienze da leader della squadra Rosa sembra destinato a lasciare l’Astana e a ritagliarsi uno spazio maggiore per essere finalmente capitano.
Il Team Sky, considerando il roster infarcito da scalatori, potrebbe dirottarlo sulle classiche, il terreno ideale per Rosa, quntomeno limitandoci a quanto visto fino ad ora. La Bmc, in seconda fila ma comunque in corsa per ingaggiare il corridore italiano, potrebbe offrirgli maggiore spazio per testarsi nelle corse a tappe di tre settimane non avendo un vero e proprio punto di riferimento alle spalle di Richie Porte, che però dovrebbe correre il Tour de France con Diego ipoteticamente al Giro d’Italia. Anche da questa scelta potrebbe passare ed essere influenzato il futuro di Rosa, ormai prossimo alle migliori e più redditizie stagioni della sua carriera. I numeri lì ha, ora deve abbinare alle prestazioni da big anche la costanza di rendimento per soddisfare la squadra che investirà sul suo futuro.
http://www.oasport.it/2016/10/ciclismo- ... o-ditalia/
Sappiate amare la Bari,
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
Re: Appassionati di Ciclismo
Ciclismo, il bilancio sui tre anni di Davide Cassani: mancano solo i risultati
Davide Cassani è diventato commissario tecnico della nazionale italiana nel gennaio del 2014: dopo 3 Mondiali e quasi tre anni come faro del movimento italiano proviamo a tracciare un bilancio di quello che è stato fino ad ora il suo operato.
Iniziamo dai risultati concreti, ottenuti tra Mondiali, Europei ed Olimpiadi su strada: il nulla, sostanzialmente. Per ora le nazionali di Cassani non sono mai riuscite a cogliere al bersaglio grosso, complice anche la mancanza di corridori veramente adatti alle corse di un giorno. Non è un caso, infatti, che solo al Lombardia del 2015 Vincenzo Nibali abbia interrotto un digiuno che nelle Monumento durava dal 2008. L’ex ciclista e commentatore Rai ha sempre provato, però, a mettere i suoi corridori nelle meglio condizioni possibili per cogliere il massimo risultato.
L’esempio perfetto, in questo caso, sono le Olimpiadi di Rio: con soli 5 uomini a disposizione la nazionle italiana ha costruito una tattica perfetta ed è stata l’unica a muoversi con organizzazione nel gruppo, portando Vincenzo Nibali tra i migliori tre al termine dell’ultima salita. Solo la discesa e quella maledetta caduta che tutti ricordiamo hanno tolto allo Squalo e a tutta la nazionale una medaglia che sarebbe stata meritata per quanto visto in strada.
Discorso simile agli Europei, quando la nazionale italiana ha attaccato nei chilometri finali con Moreno Moser e Davide Villella: sono mancati sull’ultimo strappo i capitani Sonny Colbrelli e Diego Ulissi ma anche in questo caso il lavoro di Cassani è parso ottimo. È mancata, per ora, un po’ di concretezza, forse la cattiveria di non accontentarsi e provare a rischiare qualcosa in più: durante il Mondiale di Doha, ad esempio, il comunque buon Giacomo Nizzolo è stato pilotato verso una volata quasi persa in partenza contro uomini più veloci di lui. Negli ultimi 5 chilometri avrebbe potuto provare degli attacchi, magari alternandosi con Guarnieri, per provare a creare un ulterore gruppetto senza Sagan e Cavendish.
Per ora i risultati migliori per il movimento italiano stanno arrivando dalle categorie giovanili ( con un Filippo Ganna che si è imposto come uno dei talenti più interessanti del panorama internazionale) e nelle altre discipline come mountain bike, ciclocross e pista, che sembra stia vivendo una seconda primavera. L’obiettivo di Cassani e dello staff era quello di portare i giovani verso la multidisciplinarietà: un obiettivo fino ad ora raggiunto in pieno e che potrebbe iniziare a dare i suoi frutti nel prossimo quadriennio per poi esplodere in maniera definitiva, si spera, dopo il 2020 quando i ragazzi che ora hanno dai 16 ai 18 anni avranno un’età adatta al mondo del professionismo. La speranza è che questo progetto possa veramente avere scadenze ancor più lontane, con o senza Cassani alla guida: al momento, però, il commissario tecnico sembra aver tracciato la strada giusta per rilanciare il ciclismo in Italia, nonostante ci sia ancora molto da fare.
http://www.oasport.it/2016/10/ciclismo- ... risultati/
Davide Cassani è diventato commissario tecnico della nazionale italiana nel gennaio del 2014: dopo 3 Mondiali e quasi tre anni come faro del movimento italiano proviamo a tracciare un bilancio di quello che è stato fino ad ora il suo operato.
Iniziamo dai risultati concreti, ottenuti tra Mondiali, Europei ed Olimpiadi su strada: il nulla, sostanzialmente. Per ora le nazionali di Cassani non sono mai riuscite a cogliere al bersaglio grosso, complice anche la mancanza di corridori veramente adatti alle corse di un giorno. Non è un caso, infatti, che solo al Lombardia del 2015 Vincenzo Nibali abbia interrotto un digiuno che nelle Monumento durava dal 2008. L’ex ciclista e commentatore Rai ha sempre provato, però, a mettere i suoi corridori nelle meglio condizioni possibili per cogliere il massimo risultato.
L’esempio perfetto, in questo caso, sono le Olimpiadi di Rio: con soli 5 uomini a disposizione la nazionle italiana ha costruito una tattica perfetta ed è stata l’unica a muoversi con organizzazione nel gruppo, portando Vincenzo Nibali tra i migliori tre al termine dell’ultima salita. Solo la discesa e quella maledetta caduta che tutti ricordiamo hanno tolto allo Squalo e a tutta la nazionale una medaglia che sarebbe stata meritata per quanto visto in strada.
Discorso simile agli Europei, quando la nazionale italiana ha attaccato nei chilometri finali con Moreno Moser e Davide Villella: sono mancati sull’ultimo strappo i capitani Sonny Colbrelli e Diego Ulissi ma anche in questo caso il lavoro di Cassani è parso ottimo. È mancata, per ora, un po’ di concretezza, forse la cattiveria di non accontentarsi e provare a rischiare qualcosa in più: durante il Mondiale di Doha, ad esempio, il comunque buon Giacomo Nizzolo è stato pilotato verso una volata quasi persa in partenza contro uomini più veloci di lui. Negli ultimi 5 chilometri avrebbe potuto provare degli attacchi, magari alternandosi con Guarnieri, per provare a creare un ulterore gruppetto senza Sagan e Cavendish.
Per ora i risultati migliori per il movimento italiano stanno arrivando dalle categorie giovanili ( con un Filippo Ganna che si è imposto come uno dei talenti più interessanti del panorama internazionale) e nelle altre discipline come mountain bike, ciclocross e pista, che sembra stia vivendo una seconda primavera. L’obiettivo di Cassani e dello staff era quello di portare i giovani verso la multidisciplinarietà: un obiettivo fino ad ora raggiunto in pieno e che potrebbe iniziare a dare i suoi frutti nel prossimo quadriennio per poi esplodere in maniera definitiva, si spera, dopo il 2020 quando i ragazzi che ora hanno dai 16 ai 18 anni avranno un’età adatta al mondo del professionismo. La speranza è che questo progetto possa veramente avere scadenze ancor più lontane, con o senza Cassani alla guida: al momento, però, il commissario tecnico sembra aver tracciato la strada giusta per rilanciare il ciclismo in Italia, nonostante ci sia ancora molto da fare.
http://www.oasport.it/2016/10/ciclismo- ... risultati/
Sappiate amare la Bari,
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
Re: Appassionati di Ciclismo
Aitor Gonzalez, dalla Vuelta 2002 all’arresto per rapina in un negozio di telefonini…
Aitor Gonzalez Jimenez, ex ciclista di ottimo livello (capace di vincere la Vuelta di Spagna nel 2002 con la Kelme, oltre ad una tappa al Tour de France e tre al Giro d’Italia), è di nuovo nei guai con la giustizia.
Il 41enne iberico è stato arrestato in flagrante mentre tentava di rapinare un negozio di telefonini nel centro di Alicante. L’episodio è avvenuto ieri intorno alle 14.00. Gonzalez ha fracassato la vetrina con un martello. I rumori sono stati uditi da un agente della polizia di passaggio, il quale ha subito avvisato una pattuglia che, in pochi minuti, ha proceduto all’arresto. Trasportato in commissariato, il basco avrebbe spiegato che la rapina vera e propria è stata messa a segno da un altro uomo che si trovava con lui.
Non è la prima volta che l’ex corridore viola la legge. Nel 2007 fu arrestato per guida in stato di ebbrezza, peraltro dopo aver assunto cocaina: gli fu inflitta una multa da 1080 euro e la sua patente fu ritirata per un anno. Nel 2008, invece, aggredì il direttore ed un dipendente di un’azienda immobiliare, mentre nel 2011 fu arrestato per un suo presunto coinvolgimento nella truffa ad una banca.
http://www.oasport.it/2016/10/aitor-gon ... elefonini/
Aitor Gonzalez Jimenez, ex ciclista di ottimo livello (capace di vincere la Vuelta di Spagna nel 2002 con la Kelme, oltre ad una tappa al Tour de France e tre al Giro d’Italia), è di nuovo nei guai con la giustizia.
Il 41enne iberico è stato arrestato in flagrante mentre tentava di rapinare un negozio di telefonini nel centro di Alicante. L’episodio è avvenuto ieri intorno alle 14.00. Gonzalez ha fracassato la vetrina con un martello. I rumori sono stati uditi da un agente della polizia di passaggio, il quale ha subito avvisato una pattuglia che, in pochi minuti, ha proceduto all’arresto. Trasportato in commissariato, il basco avrebbe spiegato che la rapina vera e propria è stata messa a segno da un altro uomo che si trovava con lui.
Non è la prima volta che l’ex corridore viola la legge. Nel 2007 fu arrestato per guida in stato di ebbrezza, peraltro dopo aver assunto cocaina: gli fu inflitta una multa da 1080 euro e la sua patente fu ritirata per un anno. Nel 2008, invece, aggredì il direttore ed un dipendente di un’azienda immobiliare, mentre nel 2011 fu arrestato per un suo presunto coinvolgimento nella truffa ad una banca.
http://www.oasport.it/2016/10/aitor-gon ... elefonini/
Sappiate amare la Bari,
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
Re: Appassionati di Ciclismo
Europei Derny 2016: i convocati dell’Italia. C’è anche Filippo Pozzato
Il prossimo 1 novembre si svolgeranno a Ballerup, in Danimarca, i Campionati Europei Derny 2016. Il Ct della pista Marco Villa ha deciso di convocare per l’evento quattro azzurri: i corridori saranno Francesco Castegnaro (Team Pala Fenice A.S. D.) e Filippo Pozzato (Wilier -Southeast) mentre Christian e Cordiano Dagnoni (G.S. Darimec) guideranno i mezzi.
Può sorprendere la presenza di Pozzato, che però già in passato non aveva disdegnato la pista affiancandola all’attività su strada: per fare un esempio lo scorso anno ha partecipato alla Sei Giorni di Rotterdam, mentre nelle categorie giovanili aveva conquistato anche medaglie in ambito internazionale. Spesso chiaccherato per quello che viene considerato un eccessivo spreco di talento, si tende a sottovalutare il grande amore di Pozzato per la bicicletta che lo ha portato a mettersi in gioco anche in questa disciplina.
http://www.oasport.it/2016/10/europei-d ... o-pozzato/
Il prossimo 1 novembre si svolgeranno a Ballerup, in Danimarca, i Campionati Europei Derny 2016. Il Ct della pista Marco Villa ha deciso di convocare per l’evento quattro azzurri: i corridori saranno Francesco Castegnaro (Team Pala Fenice A.S. D.) e Filippo Pozzato (Wilier -Southeast) mentre Christian e Cordiano Dagnoni (G.S. Darimec) guideranno i mezzi.
Può sorprendere la presenza di Pozzato, che però già in passato non aveva disdegnato la pista affiancandola all’attività su strada: per fare un esempio lo scorso anno ha partecipato alla Sei Giorni di Rotterdam, mentre nelle categorie giovanili aveva conquistato anche medaglie in ambito internazionale. Spesso chiaccherato per quello che viene considerato un eccessivo spreco di talento, si tende a sottovalutare il grande amore di Pozzato per la bicicletta che lo ha portato a mettersi in gioco anche in questa disciplina.
http://www.oasport.it/2016/10/europei-d ... o-pozzato/
Sappiate amare la Bari,
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
Re: Appassionati di Ciclismo
Ciclismo: il mercato dell’Astana. Squadra indebolita, arrivano tre azzurri
Continua il nostro viaggio attraverso il ciclomercato in vista della prossima stagione del World Tour maschile che scatterà ad inizio 2017: andiamo a vedere gli acquisti e le cessioni di una delle compagini più note del circuito, l’Astana.
Sono nove gli arrivi, così come sono nove i corridori che salutano la compagine kazaka. Andando a fare un bilancio totale, la squadra sembra essere nettamente indebolita. Non si può non partire dalla cessione di Vincenzo Nibali: dopo anni di trionfi (due vittorie al Giro d’Italia, una al Tour de France e un Giro di Lombardia per segnalare le più importanti), l’atleta siciliano ha preferito cambiare aria, passando al nuovo team Bahrain Merida Pro Cycling. Una grande pattuglia italiana è andata via oltre allo Squalo dello Stretto: un altro potenziale fenomeno, Diego Rosa, è passato al Team Sky, non vestiranno la maglia azzurra neanche Vanotti, Guardini, Agnoli e Capecchi. Torna in patria, in Olanda (al Team Lotto Jumbo NL), Lars Boom, grande esperto delle classiche con le pietre.
Andando a vedere gli acquisti, invece, si può notare un mix di qualità e nazionalità. Tre sono i danesi: la coppia reduce dalla Tinkoff formata da Jesper Hansen e Michael Valgren (corridore molto promettente, già sul podio all’Amstel Gold Race), accompagnata dall’esperto Matti Breschel, tassello importante per le classiche del Nord. Tre anche gli azzurri: Moreno Moser e Oscar Gatto sono due talenti ancora inespressi del ciclismo tricolore, sapranno sbloccarsi nel 2017? Da seguire anche il velocista Riccardo Minali, reduce da una splendida annata tra gli under 23. Completano la rosa il russo Chernetckii (Katusha), lo spagnolo Bilbao (Caja Rural) ed il kazako Bizighitov.
http://www.oasport.it/2016/11/ciclismo- ... e-azzurri/
Continua il nostro viaggio attraverso il ciclomercato in vista della prossima stagione del World Tour maschile che scatterà ad inizio 2017: andiamo a vedere gli acquisti e le cessioni di una delle compagini più note del circuito, l’Astana.
Sono nove gli arrivi, così come sono nove i corridori che salutano la compagine kazaka. Andando a fare un bilancio totale, la squadra sembra essere nettamente indebolita. Non si può non partire dalla cessione di Vincenzo Nibali: dopo anni di trionfi (due vittorie al Giro d’Italia, una al Tour de France e un Giro di Lombardia per segnalare le più importanti), l’atleta siciliano ha preferito cambiare aria, passando al nuovo team Bahrain Merida Pro Cycling. Una grande pattuglia italiana è andata via oltre allo Squalo dello Stretto: un altro potenziale fenomeno, Diego Rosa, è passato al Team Sky, non vestiranno la maglia azzurra neanche Vanotti, Guardini, Agnoli e Capecchi. Torna in patria, in Olanda (al Team Lotto Jumbo NL), Lars Boom, grande esperto delle classiche con le pietre.
Andando a vedere gli acquisti, invece, si può notare un mix di qualità e nazionalità. Tre sono i danesi: la coppia reduce dalla Tinkoff formata da Jesper Hansen e Michael Valgren (corridore molto promettente, già sul podio all’Amstel Gold Race), accompagnata dall’esperto Matti Breschel, tassello importante per le classiche del Nord. Tre anche gli azzurri: Moreno Moser e Oscar Gatto sono due talenti ancora inespressi del ciclismo tricolore, sapranno sbloccarsi nel 2017? Da seguire anche il velocista Riccardo Minali, reduce da una splendida annata tra gli under 23. Completano la rosa il russo Chernetckii (Katusha), lo spagnolo Bilbao (Caja Rural) ed il kazako Bizighitov.
http://www.oasport.it/2016/11/ciclismo- ... e-azzurri/
Sappiate amare la Bari,
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
Re: Appassionati di Ciclismo
Ciclismo, l’UCI annuncia la riforma sul WorldTour: 18 squadre per la prossima stagione
È stata annunciata ufficialmente dall’Unione ciclistica Internazionale la riforma del World Tour per le prossime stagioni: “Nuove regole sono state adottate per il WorldTour in vista della stagione 2017, regole che saranno pubblicate prima del prossimo seminario WT che si svolgerà il 6 e 7 dicembre a Maiorca. Per il 2017 e 2018 le licenze del massimo circuito saranno 18, mentre diventeranno 17 nel 2019 e 16 nel 2020. Un gruppo di lavoro si concentrerà su questo punto e nell’analizzare altri punti in discussione. I punti chiave della Riforma saranno compresi da questo nuovo regolamento, compresa l’assegnazione di una licenza triennale agli organizzatori delle nuove prove WT. Il Consiglio del Ciclismo Professionistico ha dibattuto sulle regole di partecipazione delle squadre a tali gare: gli organizzatori dovranno invitare tutti i team del WorldTour ma questi non avranno alcun obbligo e la partecipazione sarà facoltativa. È stato deciso inoltre che d’ora in poi sarà considerata la sola Classifica Mondiale, con la scomparsa della Classifica WorldTour adottata fino a quest’anno. E sempre la Classifica Mondiale verrà utilizzata anche per stilare la classifica per Nazioni” – le novità riportate dal sito tuttobiciweb.it.
Ricordiamo che le licenze in questione non sono ancora state assegnate. Tuttavia, il presente comunicato toglie ogni dubbio circa il futuro di alcune formazioni quali Bora-Hansgrohe e Bahrain-Merida che, a questo punto, possono essere considerate ufficialmente squadre del World Tour (al posto di IAM e Tinkoff).
http://www.oasport.it/2016/11/ciclismo- ... -stagione/
È stata annunciata ufficialmente dall’Unione ciclistica Internazionale la riforma del World Tour per le prossime stagioni: “Nuove regole sono state adottate per il WorldTour in vista della stagione 2017, regole che saranno pubblicate prima del prossimo seminario WT che si svolgerà il 6 e 7 dicembre a Maiorca. Per il 2017 e 2018 le licenze del massimo circuito saranno 18, mentre diventeranno 17 nel 2019 e 16 nel 2020. Un gruppo di lavoro si concentrerà su questo punto e nell’analizzare altri punti in discussione. I punti chiave della Riforma saranno compresi da questo nuovo regolamento, compresa l’assegnazione di una licenza triennale agli organizzatori delle nuove prove WT. Il Consiglio del Ciclismo Professionistico ha dibattuto sulle regole di partecipazione delle squadre a tali gare: gli organizzatori dovranno invitare tutti i team del WorldTour ma questi non avranno alcun obbligo e la partecipazione sarà facoltativa. È stato deciso inoltre che d’ora in poi sarà considerata la sola Classifica Mondiale, con la scomparsa della Classifica WorldTour adottata fino a quest’anno. E sempre la Classifica Mondiale verrà utilizzata anche per stilare la classifica per Nazioni” – le novità riportate dal sito tuttobiciweb.it.
Ricordiamo che le licenze in questione non sono ancora state assegnate. Tuttavia, il presente comunicato toglie ogni dubbio circa il futuro di alcune formazioni quali Bora-Hansgrohe e Bahrain-Merida che, a questo punto, possono essere considerate ufficialmente squadre del World Tour (al posto di IAM e Tinkoff).
http://www.oasport.it/2016/11/ciclismo- ... -stagione/
Sappiate amare la Bari,
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
Re: Appassionati di Ciclismo
Ciclismo, il 2017 di Diego Rosa: Giro e Vuelta o Classiche di primavera e Tour in appoggio a Froome?
Negli ultimi giorni del mese scorso è stato annunciato ufficialmente il trasferimento di Diego Rosa dall’Astana alla Sky, formazione con cui ha firmato un contratto triennale. Si tratta di uno dei movimenti di ciclomercato che più da vicino interessano l’Italia, come lo è stato quello di Vincenzo Nibali che, dal team kazako di Aleksandr Vinokurov, è passato alla Bahrain-Merida. Per Rosa sarà certamente un’occasione importantissima per continuare a crescere al fianco di grandi corridori della Sky, come Chris Froome, Wout Poels o Mikel Landa.
Finora il piemontese è stato molto abile nelle gare che presentavano un cospicuo numero di chilometri da percorrere (oltre 200 km) e salite nelle parti conclusive. Lo dimostrano bene i risultati conseguiti, in particolare, nelle ultime due edizioni del Giro di Lombardia, una gara che si addice alle sue doti di corridore: quinto nel 2015; secondo nel 2016, dietro al colombiano Esteban Chaves.
Se all’Astana però era più facile trovare spazio e essere impiegato in diverse corse, dalle Classiche ai Grandi Giri, in casa Sky, Rosa dovrà fare i conti con dei giganti, come i sopraccitati Froome, Poels e Landa. Il primo sarà sicuramente la punta di diamante del team britannico al prossimo Tour de France, con il quale sembra aver trovare un particolare feeling, mentre l’olandese e lo spagnolo (anche Landa è un ex-Astana) sono due ottimi corridori su cui puntare per le corse a tappe come Giro d’Italia e Vuelta a España (recentemente proprio Landa ha dichiarato al quotidiano Marca che disputerà la corsa rosa).
Da delineare più precisamente allora il ruolo che Diego Rosa ricoprirà all’interno del roster della squadra di nero vestita. Se i Grandi Giri saranno affare di Poels e Landa, all’ex di Androni e Astana resteranno il Tour (da correre in appoggio a Froome) e le grandi Classiche di primavera, magari quelle delle Ardenne, una su tutte la Freccia Vallone, una corsa che, per le caratteristiche, potrebbe davvero diventare il terreno di caccia ideale del piemontese.
http://www.oasport.it/2016/11/ciclismo- ... -a-froome/
Negli ultimi giorni del mese scorso è stato annunciato ufficialmente il trasferimento di Diego Rosa dall’Astana alla Sky, formazione con cui ha firmato un contratto triennale. Si tratta di uno dei movimenti di ciclomercato che più da vicino interessano l’Italia, come lo è stato quello di Vincenzo Nibali che, dal team kazako di Aleksandr Vinokurov, è passato alla Bahrain-Merida. Per Rosa sarà certamente un’occasione importantissima per continuare a crescere al fianco di grandi corridori della Sky, come Chris Froome, Wout Poels o Mikel Landa.
Finora il piemontese è stato molto abile nelle gare che presentavano un cospicuo numero di chilometri da percorrere (oltre 200 km) e salite nelle parti conclusive. Lo dimostrano bene i risultati conseguiti, in particolare, nelle ultime due edizioni del Giro di Lombardia, una gara che si addice alle sue doti di corridore: quinto nel 2015; secondo nel 2016, dietro al colombiano Esteban Chaves.
Se all’Astana però era più facile trovare spazio e essere impiegato in diverse corse, dalle Classiche ai Grandi Giri, in casa Sky, Rosa dovrà fare i conti con dei giganti, come i sopraccitati Froome, Poels e Landa. Il primo sarà sicuramente la punta di diamante del team britannico al prossimo Tour de France, con il quale sembra aver trovare un particolare feeling, mentre l’olandese e lo spagnolo (anche Landa è un ex-Astana) sono due ottimi corridori su cui puntare per le corse a tappe come Giro d’Italia e Vuelta a España (recentemente proprio Landa ha dichiarato al quotidiano Marca che disputerà la corsa rosa).
Da delineare più precisamente allora il ruolo che Diego Rosa ricoprirà all’interno del roster della squadra di nero vestita. Se i Grandi Giri saranno affare di Poels e Landa, all’ex di Androni e Astana resteranno il Tour (da correre in appoggio a Froome) e le grandi Classiche di primavera, magari quelle delle Ardenne, una su tutte la Freccia Vallone, una corsa che, per le caratteristiche, potrebbe davvero diventare il terreno di caccia ideale del piemontese.
http://www.oasport.it/2016/11/ciclismo- ... -a-froome/
Sappiate amare la Bari,
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
Re: Appassionati di Ciclismo
Ciclomercato 2017, quali nazioni con più neoprofessionisti? Italia in testa davanti a Francia e Belgio
Nelle categorie Professional e World Tour, cui abbiamo ristretto la nostra ricerca, nel 2017 correranno 32 neoprofessionisti, limitandoci a coloro che allo stato attuale hanno già firmato un contratto che consentirà loro di correre. Quali nazioni porteranno più corridori ai “piani alti” del ciclismo mondiale dalle categorie giovanili?
Ecco la classifica:
Italia: 9
Francia: 8
Belgio: 7
Spagna: 3
Colombia: 2
Svizzera: 1
Gran Bretagna: 1
Giappone: 1
Italia, Francia e Belgio, nonostante l’arrembante globalizzazione del ciclismo mondiale, sono le nazioni che, avendo squadre sopratutto nella categoria Professional di chiara estrazione nazionale, riescono a portare più atleti direttamente al professionismo, senza passare dalla categoria delle Continental, che al loro interno accolgono corridori esperti in cerca di un’occupazione o del rilancio tanto quanto giovani che cercano di farsi notare per trovare la strada verso il professionismo vero e proprio. Per questo motivo e per la poca chiarezza che esiste all’interno di queste squadre, abbiamo preferito non inserirle nel conteggio per evitare anche errori dettati dalle poco informazioni presenti al riguardo.
Ma quali sono i 9 corridori italiani?
Di seguito i loro nomi e le squadre per cui correranno nel 2017:
Riccardo Minali (Astana)
Edward Ravasi (TJ Sport)
Simone Consonni (TJ Sport)
Filippo Ganna (TJ Sport)
Oliviero T.roia (TJ Sport)
Fausto Masnada (Androni Sidermec)
Marco Maronese (Bardiani Csf)
Vincenzo Albanese (Bardiani Csf)
Niccolò Pacinotti (Bardiani Csf)
http://www.oasport.it/2016/11/ciclomerc ... -e-belgio/
Nelle categorie Professional e World Tour, cui abbiamo ristretto la nostra ricerca, nel 2017 correranno 32 neoprofessionisti, limitandoci a coloro che allo stato attuale hanno già firmato un contratto che consentirà loro di correre. Quali nazioni porteranno più corridori ai “piani alti” del ciclismo mondiale dalle categorie giovanili?
Ecco la classifica:
Italia: 9
Francia: 8
Belgio: 7
Spagna: 3
Colombia: 2
Svizzera: 1
Gran Bretagna: 1
Giappone: 1
Italia, Francia e Belgio, nonostante l’arrembante globalizzazione del ciclismo mondiale, sono le nazioni che, avendo squadre sopratutto nella categoria Professional di chiara estrazione nazionale, riescono a portare più atleti direttamente al professionismo, senza passare dalla categoria delle Continental, che al loro interno accolgono corridori esperti in cerca di un’occupazione o del rilancio tanto quanto giovani che cercano di farsi notare per trovare la strada verso il professionismo vero e proprio. Per questo motivo e per la poca chiarezza che esiste all’interno di queste squadre, abbiamo preferito non inserirle nel conteggio per evitare anche errori dettati dalle poco informazioni presenti al riguardo.
Ma quali sono i 9 corridori italiani?
Di seguito i loro nomi e le squadre per cui correranno nel 2017:
Riccardo Minali (Astana)
Edward Ravasi (TJ Sport)
Simone Consonni (TJ Sport)
Filippo Ganna (TJ Sport)
Oliviero T.roia (TJ Sport)
Fausto Masnada (Androni Sidermec)
Marco Maronese (Bardiani Csf)
Vincenzo Albanese (Bardiani Csf)
Niccolò Pacinotti (Bardiani Csf)
http://www.oasport.it/2016/11/ciclomerc ... -e-belgio/
Sappiate amare la Bari,
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
Re: Appassionati di Ciclismo
Ciclismo: il possibile calendario 2017 di Fabio Aru. Si punta tutto sul Giro d’Italia
Si è appena conclusa la stagione 2016, molto deludente per Fabio Aru, ma il 2017 già incombe per il fortissimo ciclista sardo. Ora che non ci sarà più l’ombra di Vincenzo Nibali in casa Astana, il vincitore della Vuelta 2015 sarà il primo attore nella compagine sarda. Quali sono i programmi per la prossima stagione?
L’obiettivo non sarà più il Tour de France, fallito in pieno la scorsa estate, bensì il Giro d’Italia che partirà dalla sua amata terra natale: la Sardegna. Lo start arriverà, così come nel 2016, in Spagna: ancora una volta sarà la Volta a la Comunitat Valenciana a scaldare il suo motore, ad inizio febbraio. Non resterà in terra iberica però, variando le tappe da percorrere: probabile l’inserimento nel programma dell’Abu Dhabi Tour e dell’attesissima Tirreno-Adriatico.
Poi sarà tempo di classiche: non solo l’Amstel Gold Race, non conclusa nel 2016, ma anche la Freccia Vallone e la Liegi-Bastogne-Liegi da correre, molto probabilmente, da protagonista, magari a caccia di un risultato che ancora manca nella sua carriera nelle corse di un giorno. A maggio, come detto, il Giro d’Italia, mentre è ancora molto incerto il finale di stagione che potrebbe vedere il sardo tornare sulle strade della Vuelta e, magari, vestire la maglia azzurra per il Mondiale di Bergen.
http://www.oasport.it/2016/11/ciclismo- ... o-ditalia/
Si è appena conclusa la stagione 2016, molto deludente per Fabio Aru, ma il 2017 già incombe per il fortissimo ciclista sardo. Ora che non ci sarà più l’ombra di Vincenzo Nibali in casa Astana, il vincitore della Vuelta 2015 sarà il primo attore nella compagine sarda. Quali sono i programmi per la prossima stagione?
L’obiettivo non sarà più il Tour de France, fallito in pieno la scorsa estate, bensì il Giro d’Italia che partirà dalla sua amata terra natale: la Sardegna. Lo start arriverà, così come nel 2016, in Spagna: ancora una volta sarà la Volta a la Comunitat Valenciana a scaldare il suo motore, ad inizio febbraio. Non resterà in terra iberica però, variando le tappe da percorrere: probabile l’inserimento nel programma dell’Abu Dhabi Tour e dell’attesissima Tirreno-Adriatico.
Poi sarà tempo di classiche: non solo l’Amstel Gold Race, non conclusa nel 2016, ma anche la Freccia Vallone e la Liegi-Bastogne-Liegi da correre, molto probabilmente, da protagonista, magari a caccia di un risultato che ancora manca nella sua carriera nelle corse di un giorno. A maggio, come detto, il Giro d’Italia, mentre è ancora molto incerto il finale di stagione che potrebbe vedere il sardo tornare sulle strade della Vuelta e, magari, vestire la maglia azzurra per il Mondiale di Bergen.
http://www.oasport.it/2016/11/ciclismo- ... o-ditalia/
Sappiate amare la Bari,
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
Re: Appassionati di Ciclismo
Ciclismo, Simone Consonni: un grande talento tra strada e pista. Nel 2017, l’avventura tra i professionisti
Il ciclismo è uno degli sport che, in questi anni, sta regalando più emozioni agli appassionati italiani. Sia su strada che su pista, infatti, stanno continuando a crescere giovani ragazzi dal talento indiscutibile, potenzialmente capaci in futuro di togliersi grandi soddisfazioni. Su strada la gioia stagionale più grande è certamente quella di Elisa Balsamo, campionessa del mondo junior nella competizione iridata di Doha (Qatar); nei velodromi, invece, gira forte la bicicletta di Simone Consonni, fratello di Chiara (anch’essa ciclista), in grado di conquistare diversi titoli nazionali in varie specialità della pista (e anche della strada) ma, soprattutto, di conquistare anche i primi titoli internazionali, come dimostrano le sue ultime apparizioni, in coppia con Francesco Lamon, nelle gare di madison della Coppa del Mondo.
Simone Consonni, nato a Ponte San Pietro (BG) il 12 settembre 1994, è sempre stato abile su strada e su pista. Cresciuto nel bergamasco Team Colpack, insieme ad altre giovani speranze azzurre come Filippo Ganna, fa della rapidità e della volata bruciante le sue doti migliori, quelle che gli hanno permesso di portare a casa numerose competizioni e piazzamenti di prestigio tra gli Under 23. Si è classificato secondo ai Campionati mondiali su strada 2015 nella corsa in linea U23 e secondo ai Campionati europei su pista nella corsa a eliminazione (2015) e nell’inseguimento a squadre (2016). In Coppa del Mondo, competizione iniziata due settimane fa presso il velodromo di Glasgow, la coppia formata da Consonni e Lamon ha raccolto due ottimi piazzamenti nell’americana (o madison): quarti, ai piedi del podio, in Scozia e secondi nella località olandese di Apeldoorn (argento).
Dagli U23, ora l’avventura del giovane lombardo continuerà nel mondo degli élite, la massima categoria del ciclismo. Correrà per la nuova squadra cinese TJ Sport, ex Lampre-Merida, con la quale, presumibilmente, si dedicherà molto all’attività su strada pur senza mai dimenticare la grande passione per la velocità e la pista.
http://www.oasport.it/2016/11/ciclismo- ... ssionisti/
Il ciclismo è uno degli sport che, in questi anni, sta regalando più emozioni agli appassionati italiani. Sia su strada che su pista, infatti, stanno continuando a crescere giovani ragazzi dal talento indiscutibile, potenzialmente capaci in futuro di togliersi grandi soddisfazioni. Su strada la gioia stagionale più grande è certamente quella di Elisa Balsamo, campionessa del mondo junior nella competizione iridata di Doha (Qatar); nei velodromi, invece, gira forte la bicicletta di Simone Consonni, fratello di Chiara (anch’essa ciclista), in grado di conquistare diversi titoli nazionali in varie specialità della pista (e anche della strada) ma, soprattutto, di conquistare anche i primi titoli internazionali, come dimostrano le sue ultime apparizioni, in coppia con Francesco Lamon, nelle gare di madison della Coppa del Mondo.
Simone Consonni, nato a Ponte San Pietro (BG) il 12 settembre 1994, è sempre stato abile su strada e su pista. Cresciuto nel bergamasco Team Colpack, insieme ad altre giovani speranze azzurre come Filippo Ganna, fa della rapidità e della volata bruciante le sue doti migliori, quelle che gli hanno permesso di portare a casa numerose competizioni e piazzamenti di prestigio tra gli Under 23. Si è classificato secondo ai Campionati mondiali su strada 2015 nella corsa in linea U23 e secondo ai Campionati europei su pista nella corsa a eliminazione (2015) e nell’inseguimento a squadre (2016). In Coppa del Mondo, competizione iniziata due settimane fa presso il velodromo di Glasgow, la coppia formata da Consonni e Lamon ha raccolto due ottimi piazzamenti nell’americana (o madison): quarti, ai piedi del podio, in Scozia e secondi nella località olandese di Apeldoorn (argento).
Dagli U23, ora l’avventura del giovane lombardo continuerà nel mondo degli élite, la massima categoria del ciclismo. Correrà per la nuova squadra cinese TJ Sport, ex Lampre-Merida, con la quale, presumibilmente, si dedicherà molto all’attività su strada pur senza mai dimenticare la grande passione per la velocità e la pista.
http://www.oasport.it/2016/11/ciclismo- ... ssionisti/
Sappiate amare la Bari,
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
Re: Appassionati di Ciclismo
Ciclismo: Elia Viviani, obiettivo strada nel 2017. Milano-Sanremo e Giro d’Italia nel mirino
Sul velodromo olimpico di Rio 2016, con la medaglia d’oro nell’Omnium, si è chiuso un capitolo della carriera sportiva di Elia Viviani: raggiunto l’obiettivo a Cinque Cerchi, il veronese ora è pronto a dedicare anima e corpo al raggiungimento di importanti obiettivi anche su strada.
Nelle ultime sei stagioni, di fatto, Viviani ha dovuto sacrificare parte dell’attività su strada per crescere in pista. Questo, ovviamente, l’ha portato a coltivare determinate caratteristiche che potrebbero essere conflittuali con la possibilità di esprimersi al meglio in gare lunghe e impegnative, quantomeno nel breve periodo. Fortunatamente, Elia ha trovato nel Team Sky, squadra con cui ha corso negli ultimi due anni, una formazione che l’ha appoggiato sin da subito nella sua scelta sdoppiarsi nelle due discipline, ricevendo un aiuto fondamentale nella rincorsa alla medaglia olimpica. Da qui in avanti, Elia tornerà a guardare con maggiore attenzione alla strada, in vista di un possibile ritorno sui velodromi per le Olimpiadi di Tokyo 2020. In particolare, dopo aver festeggiato la medaglia individuale, tra 4 anni il veronese potrebbe essere un vagone fondamentale per il quartetto, che ha già dimostrato di valere la zona medaglia anche senza il suo apporto.
Dalla prossima stagione sembra chiara l’idea di Viviani di puntare sulla Milano-Sanremo, la Classica monumento più adatta alle sue caratteristiche. Fino ad ora l’azzurro non è mai riuscito ad entrare tra i migliori 80 (e quindi a chiudere la gara nel primo gruppo) ma con una preparazione adeguata e focalizzata solamente sulla Classicissima (che come periodo coincide con la stagione della pista) Elia potrebbe fare un grande salto di qualità anche sotto questo punto di vista, preparandosi nel migliore dei modi tanto per superare le salite (Poggio e Cipressa) quanto per essere ancora brillante dopo 300 chilometri di gara e giocarsi le proprie carte in volata più difficile di quanto possa sembrare da fuori.
Sempre nello stesso periodo potrebbero essere alla sua portata anche alcune classiche del Nord. Fino ad ora non ha mai lavorato veramente su queste prove, ma un Viviani preparato e in condizione potrebbe puntare ad un piazzamento, e perché no alla vittoria, in corse come la Gand-Wevelgem che possono risultare favorevoli anche ai velocisti. Nel prossimo mese di maggio, poi, Elia ha già fissato l’obiettivo del Giro d’Italia, arrivato alla sua centesima edizione: vittorioso a Genova nel 2015, vuole riscattare una prova opaca nel 2016 per tornare ad alzare le braccia al cielo anche nella Corsa Rosa. Lo scorso anno Elia ha dovuto abbandonare all’ottava tappa, finendo fuori tempo massimo: la dimostrazione pratica delle tante rinunce che è stato costretto a fare per portare avanti un progetto coronato nel mese di agosto. Dal 2017, con 6 anni di professionismo alle spalle e un bagaglio di esperienze ormai ampio, potrà dedicarsi solamente alle corse su strada, selezionando quelle più adatte e incentrando la preparazione per arrivare al picco di forma proprio in concomitanza con queste competizioni. E quando Elia ha in testa un obiettivo, come ci ha dimostrato, difficilmente sbaglia.
http://www.oasport.it/2016/11/ciclismo- ... el-mirino/
Sul velodromo olimpico di Rio 2016, con la medaglia d’oro nell’Omnium, si è chiuso un capitolo della carriera sportiva di Elia Viviani: raggiunto l’obiettivo a Cinque Cerchi, il veronese ora è pronto a dedicare anima e corpo al raggiungimento di importanti obiettivi anche su strada.
Nelle ultime sei stagioni, di fatto, Viviani ha dovuto sacrificare parte dell’attività su strada per crescere in pista. Questo, ovviamente, l’ha portato a coltivare determinate caratteristiche che potrebbero essere conflittuali con la possibilità di esprimersi al meglio in gare lunghe e impegnative, quantomeno nel breve periodo. Fortunatamente, Elia ha trovato nel Team Sky, squadra con cui ha corso negli ultimi due anni, una formazione che l’ha appoggiato sin da subito nella sua scelta sdoppiarsi nelle due discipline, ricevendo un aiuto fondamentale nella rincorsa alla medaglia olimpica. Da qui in avanti, Elia tornerà a guardare con maggiore attenzione alla strada, in vista di un possibile ritorno sui velodromi per le Olimpiadi di Tokyo 2020. In particolare, dopo aver festeggiato la medaglia individuale, tra 4 anni il veronese potrebbe essere un vagone fondamentale per il quartetto, che ha già dimostrato di valere la zona medaglia anche senza il suo apporto.
Dalla prossima stagione sembra chiara l’idea di Viviani di puntare sulla Milano-Sanremo, la Classica monumento più adatta alle sue caratteristiche. Fino ad ora l’azzurro non è mai riuscito ad entrare tra i migliori 80 (e quindi a chiudere la gara nel primo gruppo) ma con una preparazione adeguata e focalizzata solamente sulla Classicissima (che come periodo coincide con la stagione della pista) Elia potrebbe fare un grande salto di qualità anche sotto questo punto di vista, preparandosi nel migliore dei modi tanto per superare le salite (Poggio e Cipressa) quanto per essere ancora brillante dopo 300 chilometri di gara e giocarsi le proprie carte in volata più difficile di quanto possa sembrare da fuori.
Sempre nello stesso periodo potrebbero essere alla sua portata anche alcune classiche del Nord. Fino ad ora non ha mai lavorato veramente su queste prove, ma un Viviani preparato e in condizione potrebbe puntare ad un piazzamento, e perché no alla vittoria, in corse come la Gand-Wevelgem che possono risultare favorevoli anche ai velocisti. Nel prossimo mese di maggio, poi, Elia ha già fissato l’obiettivo del Giro d’Italia, arrivato alla sua centesima edizione: vittorioso a Genova nel 2015, vuole riscattare una prova opaca nel 2016 per tornare ad alzare le braccia al cielo anche nella Corsa Rosa. Lo scorso anno Elia ha dovuto abbandonare all’ottava tappa, finendo fuori tempo massimo: la dimostrazione pratica delle tante rinunce che è stato costretto a fare per portare avanti un progetto coronato nel mese di agosto. Dal 2017, con 6 anni di professionismo alle spalle e un bagaglio di esperienze ormai ampio, potrà dedicarsi solamente alle corse su strada, selezionando quelle più adatte e incentrando la preparazione per arrivare al picco di forma proprio in concomitanza con queste competizioni. E quando Elia ha in testa un obiettivo, come ci ha dimostrato, difficilmente sbaglia.
http://www.oasport.it/2016/11/ciclismo- ... el-mirino/
Sappiate amare la Bari,
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
