Benvenuto.Panzer8 ha scritto: sab gen 24, 2026 8:53 Ho appena finito Ferocia di Nicola Lagioia.
Risalente a qualche anno fa e vincitore di un premio Strega (il che non è di per sé indice di qualità), il libro si distingue in un panorama letterario in cui, a mio parere, sembra ormai che il successo dipenda dall’adattabilità del testo alla versione televisiva, meglio se in serie.
Al consumismo da TV e da ombrellone, Lagioia non ammicca di certo, offrendo una scrittura solida, a volte compiaciuta, che richiede attenzione nella lettura e che, non a caso, ricorre di rado al discorso diretto, sotterfugio usualmente abusato per riempire intere pagine del poco utile a giustificare qualche euro in più sul prezzo di copertina.
In una narrazione necessariamente corale, trattandosi in definitiva di una saga famigliare, l’intreccio rimane quasi sempre credibile così come l'impasto, nell'incedere della trama, tra personaggi principali e secondari.
Bene l’autore governa e miscela i generi, giallo solo un po' visto che alla soluzione del mistero di una ragazza che vaga nuda e sanguinante sul ciglio di una strada, dove incontra la morte, sono riservate poche righe, funzionali a convogliare la riflessione finale del lettore sulla Ferocia primitiva di una società che alla bramosia di potere e di guadagno non pone limiti.
Ferocia della società ma, soprattutto, Ferocia del suo tanto propagandato nucleo primordiale, la Famiglia, vacuo simulacro borghese da esibizione, come quadri dal valore apparente appesi al muro con chiodi troppo deboli.
E mo' leggiti "Ogni bel gioco" del nostro conterraneo Sebastiano Diciassette. E poi sappimi dire...

