L'embolo di Tamborra

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lasuocera
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L'embolo di Tamborra

Messaggio da lasuocera »

Ho ascoltato più volte i commenti al termine della partita con il Venezia e lo scambio finale tra Tamborra e Siciliani
La prima per capire cosa dicevano. La seconda per capire cosa significava.
________________________________________
Prima cosa: Tamborra non sta sbagliando
Tamborra che urla "sono scarsi, sono scarsi, sono scarsi" non sta facendo la stessa cosa del tifoso del bar che urla "atteggiamento sbagliato." Sta facendo qualcosa di diverso — e in un certo senso più onesto.
Non sta confondendo cause. Non sta cercando capri espiatori. Sta certificando un risultato. Trentaquattro punti dopo 35 giornate, zero tiri in porta contro il Monza, zero a tre contro il Venezia in casa. "Sono scarsi" non è una diagnosi tattica — è una valutazione di livello. Ed è corretta.
Il problema non è cosa dice Tamborra. È il modo in cui pensa che quella verità possa servire a qualcosa.
________________________________________
La frattura vera: il giornalista che diventa tifoso
Tamborra per tutto il campionato ha difeso una posizione precisa e legittima: noi descriviamo i fatti, non li giudichiamo. Posizione classica del giornalismo sportivo di servizio. Rispettabile.
Ma quella posizione reggeva finché c'era ancora una distanza tra lui e l'oggetto che osservava. Sabato quella distanza è crollata. "Povero il mio Bari" — mio. Non "il Bari". Il suo Bari.
È il momento più umano, e anche il più rivelatore. Tamborra non ha perso l'equilibrio perché è diventato improvvisamente meno professionale. Lo ha perso perché era un tifoso che faceva il giornalista, e stasera il tifoso ha avuto la meglio. Succede. È umano. Anzi — è l'unica cosa autenticamente umana in tutta la serata.
________________________________________
"Sono scarsi" ripetuto dieci volte: a cosa serve?
Tamborra dice una cosa precisa: lo devono sentire. Devono sapere di essere scarsi. Come se quella consapevolezza producesse un cambiamento.
Ma i giocatori lo sanno già. Mantovani lo ha detto dopo Monza con una lucidità disarmante: "se il Bari ha 34 punti e il Monza lotta per la promozione, qualche differenza c'è." Lo sanno. Il problema non è la consapevolezza del livello — è il livello stesso. E il livello non cambia perché un telecronista lo urla novantuno volte in diretta.
"Sono scarsi" ripetuto è sfogo, non programma. È legittimo come sfogo. È inutile come programma.
________________________________________
C'è però una frase nella sua invettiva che va oltre la rabbia e tocca qualcosa di reale:
"questa storia è peggio del fallimento, perché lascerà una traccia ancora più profonda."
Questa è analisi, non sfogo. E ha ragione.
Un fallimento è un evento catastrofico ma leggibile — c'è un colpevole, c'è un momento zero, c'è una ricostruzione possibile. Una retrocessione per insufficienza progressiva, stagione dopo stagione di scelte sbagliate, rosa inadeguata, programmazione assente — quella lascia una cicatrice diversa. Più diffusa. Più difficile da localizzare. Più difficile da guarire.
Tamborra lo ha sentito. E lo ha detto. Tra mille parole urlate, quella frase vale.
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Cosa vede il tifoso con i capelli bianchi (quando ci sono)
Abbiamo tutti visto tante situazioni di crisi nello sport. Abbiamo visto squadre retrocedere, spogliatoi implodere, tifoserie disintegrarsi.
Il momento più pericoloso non è quando tutti urlano. È quando smettono di credere che valga la pena urlare. Tamborra è ancora nella fase dell'urlo — il che significa che c'è ancora qualcosa che brucia. Il fuoco che brucia fa male ma è vivo.
Il silenzio che viene dopo (come quello degli abitanti di Niscemi) — quello è la vera fine.
Cristian Siciliani ha risposto con la voce di chi sa che mancano ancora tre partite e che finché l'aritmetica non condanna bisogna stare in campo. È la stessa voce di Mantovani tre giorni fa. È la voce più difficile da mantenere quando tutto intorno crolla.
________________________________________
Tamborra questa sera ha smesso per un momento di essere giornalista ed è diventato quello che forse è sempre stato: un tifoso del Bari con un microfono in mano.
Non è una critica. È una constatazione.
Lo sport ha questo potere crudele e meraviglioso: prima o poi toglie a tutti la maschera professionale e mostra cosa c'è sotto.
Sotto Tamborra c'è un uomo che ama visceralmente una città e una squadra (come tutti noi) e non riesce più a guardare quello che le sta succedendo senza che gli faccia male.
Non è poco. Anzi.
In un mondo di analisi fredde e commenti ridondanti, un dolore autentico è quasi una rarità.
Povero il mio Bari — quella frase, detta così, vale più di cento telecronache perfette.
APOL
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Re: L'embolo di Tamborra

Messaggio da APOL »

Sono con Tamborra. Siciliani è un leccac..della società.
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Re: L'embolo di Tamborra

Messaggio da 1baresealyon »

Ogni squadra vive di cicli. Questa retrocessione lascerà il segno....fino a quando non arriverà una nuova storia bella da raccontare, nuove vittorie e la risalita delle categorie. Come sempre , come ovunque.
Guarda Lecce...l'us lecce , non un giocatore, proprio l us lecce, quella che ora è in A, si è comprata le partite....il baratro del baratro nello sport....eppure non se lo ricordano più. Non si sono neanche lavati la coscienza magari cambiando us in altro. Perché? Perché i momenti positivi successivi oscurano i momenti oscuri precedenti. È sempre stato così, e sempre lo sarà. Ovunque, anche a Bari.

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BariCatanzaro1972
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Re: L'embolo di Tamborra

Messaggio da BariCatanzaro1972 »

lasuocera ha scritto: mar apr 21, 2026 7:53 Ho ascoltato più volte i commenti al termine della partita con il Venezia e lo scambio finale tra Tamborra e Siciliani
La prima per capire cosa dicevano. La seconda per capire cosa significava.
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Prima cosa: Tamborra non sta sbagliando
Tamborra che urla "sono scarsi, sono scarsi, sono scarsi" non sta facendo la stessa cosa del tifoso del bar che urla "atteggiamento sbagliato." Sta facendo qualcosa di diverso — e in un certo senso più onesto.
Non sta confondendo cause. Non sta cercando capri espiatori. Sta certificando un risultato. Trentaquattro punti dopo 35 giornate, zero tiri in porta contro il Monza, zero a tre contro il Venezia in casa. "Sono scarsi" non è una diagnosi tattica — è una valutazione di livello. Ed è corretta.
Il problema non è cosa dice Tamborra. È il modo in cui pensa che quella verità possa servire a qualcosa.
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La frattura vera: il giornalista che diventa tifoso
Tamborra per tutto il campionato ha difeso una posizione precisa e legittima: noi descriviamo i fatti, non li giudichiamo. Posizione classica del giornalismo sportivo di servizio. Rispettabile.
Ma quella posizione reggeva finché c'era ancora una distanza tra lui e l'oggetto che osservava. Sabato quella distanza è crollata. "Povero il mio Bari" — mio. Non "il Bari". Il suo Bari.
È il momento più umano, e anche il più rivelatore. Tamborra non ha perso l'equilibrio perché è diventato improvvisamente meno professionale. Lo ha perso perché era un tifoso che faceva il giornalista, e stasera il tifoso ha avuto la meglio. Succede. È umano. Anzi — è l'unica cosa autenticamente umana in tutta la serata.
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"Sono scarsi" ripetuto dieci volte: a cosa serve?
Tamborra dice una cosa precisa: lo devono sentire. Devono sapere di essere scarsi. Come se quella consapevolezza producesse un cambiamento.
Ma i giocatori lo sanno già. Mantovani lo ha detto dopo Monza con una lucidità disarmante: "se il Bari ha 34 punti e il Monza lotta per la promozione, qualche differenza c'è." Lo sanno. Il problema non è la consapevolezza del livello — è il livello stesso. E il livello non cambia perché un telecronista lo urla novantuno volte in diretta.
"Sono scarsi" ripetuto è sfogo, non programma. È legittimo come sfogo. È inutile come programma.
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C'è però una frase nella sua invettiva che va oltre la rabbia e tocca qualcosa di reale:
"questa storia è peggio del fallimento, perché lascerà una traccia ancora più profonda."
Questa è analisi, non sfogo. E ha ragione.
Un fallimento è un evento catastrofico ma leggibile — c'è un colpevole, c'è un momento zero, c'è una ricostruzione possibile. Una retrocessione per insufficienza progressiva, stagione dopo stagione di scelte sbagliate, rosa inadeguata, programmazione assente — quella lascia una cicatrice diversa. Più diffusa. Più difficile da localizzare. Più difficile da guarire.
Tamborra lo ha sentito. E lo ha detto. Tra mille parole urlate, quella frase vale.
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Cosa vede il tifoso con i capelli bianchi (quando ci sono)
Abbiamo tutti visto tante situazioni di crisi nello sport. Abbiamo visto squadre retrocedere, spogliatoi implodere, tifoserie disintegrarsi.
Il momento più pericoloso non è quando tutti urlano. È quando smettono di credere che valga la pena urlare. Tamborra è ancora nella fase dell'urlo — il che significa che c'è ancora qualcosa che brucia. Il fuoco che brucia fa male ma è vivo.
Il silenzio che viene dopo (come quello degli abitanti di Niscemi) — quello è la vera fine.
Cristian Siciliani ha risposto con la voce di chi sa che mancano ancora tre partite e che finché l'aritmetica non condanna bisogna stare in campo. È la stessa voce di Mantovani tre giorni fa. È la voce più difficile da mantenere quando tutto intorno crolla.
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Tamborra questa sera ha smesso per un momento di essere giornalista ed è diventato quello che forse è sempre stato: un tifoso del Bari con un microfono in mano.
Non è una critica. È una constatazione.
Lo sport ha questo potere crudele e meraviglioso: prima o poi toglie a tutti la maschera professionale e mostra cosa c'è sotto.
Sotto Tamborra c'è un uomo che ama visceralmente una città e una squadra (come tutti noi) e non riesce più a guardare quello che le sta succedendo senza che gli faccia male.
Non è poco. Anzi.
In un mondo di analisi fredde e commenti ridondanti, un dolore autentico è quasi una rarità.
Povero il mio Bari — quella frase, detta così, vale più di cento telecronache perfette.
Si dimentica però un concetto fondamentale che sta alla base di tutto quanto, da due anni a questa parte, sta accadendo..."La multiproprietà".
Il male è lì e non c'è altra soluzione che liberarsene, finchè ci sarà, sarà impossibile parlare di calcio a Bari, che sia di alto o basso livello. In tanti se ne sono accorti immediatamente dopo l'11 giugno maledetto, in moltissimi dopo le parole di ADL del febbraio 2024, corretto quando Enzo dice che da lì è iniziato il declino. Per cui caro Enzo, parlare di campo non ha più, e da un pezzo, alcun senso! Vero sono scarsi, ma come mai?
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Re: L'embolo di Tamborra

Messaggio da peronitrequarti »

Mo' u frà per leggere e comprendere il tuo post mi è servita la mia laurea in fisica quantistica
Cremare e la goduria mia.
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saverio67
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Re: L'embolo di Tamborra

Messaggio da saverio67 »

A mio avviso quella esclamazione è anche frutto del suo essere giornalista.

Tamborra ha detto "il morto ce lo piangiamo noi". E in quel "noi" c'è sia il tifoso sia il giornalista.

Del tifoso ne hai parlato tu. Del giornalista provo a parlarne io.

Questa è una retrocessione diversa dalla situazione del 2018. Quella serie D veniva dopo 5 campionati nella parte sinistra della classifica di cui 3 con playoff. Anzi, avevamo concluso quel campionato con l'emotività di una partita a Cittadella invece che a Bari per colpa di un delinquente. In tutti c'era ancora l'adrenalina, la sensazione di un risultato sfumato per poco. L'adrenalina di un sindaco che aveva riunito la gente al Della Vittoria, di una selezione fra più di 10 pretendenti, di un presidente che aveva appena detto "riporteremo il Bari dove merita".

E dunque l'interesse per il Bari era vivo. Eravamo l'unica squadra di D su DAZN, record di abbonati per la categoria di quell'anno. Il giornalista lo puoi fare in queste condizioni.

Oggi vieni da 8 anni in cui gli unici risultati sono stati la vittoria di un girone di D e una di un girone di C. Umiliazioni organizzative di ogni tipo. Walzer di allenatori vergognosi. Partecipazione a coppe che ci hanno fruttato record negativi. Giocatori scarsissimi. Ennesima squalifica lunga per scommesse. Sessioni di mercato fatte con il solo intento di far girare i soldi. Rivolte di spogliatoio. Pregiudicati in squadra. DS (quando li abbiamo avuti) con precedenti per aggressione alle fdo e che fanno risse con i tifosi in autogrill. Dirigenti che rimproverano i tifosi. Amministratori muti e che quando parlano dileggiano in faccia i tifosi che sono andati a seguire la squadra a proprie spese.

E infine gli ultimi 3 anni di umiliazioni sportive.

Ora, dopo tutto questo, chi seguirà più il Bari, a parte noi 100 che qui scriviamo ogni tanto?

Provate adesso a figurarvi che fine faranno i giornalisti sportivi. Ma quale azienda sponsorizzerà le trasmissioni, sapendo che nessuno le seguirà? Quale giornale comprerà gli articoli sapendo che tanto nessuno li leggerà?
Moltiplicate questo per tutti gli anni di serie C che ci aspettano.

I giornalisti davvero resteranno senza portare stipendi a casa.
4/2/2015. Ciao Pierigno.


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Maglia e Città
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Re: L'embolo di Tamborra

Messaggio da Maglia e Città »

saverio67 ha scritto: mar apr 21, 2026 9:09
chi seguirà più il Bari, a parte noi 100
Gratis, tralaltro.
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Re: L'embolo di Tamborra

Messaggio da Portiere Volante »

Tamborra tifa Juve non Bari, ed è uno dei colpevoli (ovviamente in minor misura) della situazione insieme a molti addetti ai lavori e a molti tifosi. Buttarsi il prosciutto sugli occhi per anni e accusare chi analizzava la situazione in maniera oggettiva e onesta, accantonando le speranze di tifoso, è un comportamento che anestetizza la tifoseria e da forza alla società per fare ciò che gli pare e piace. Se Luigi De Laurentiis e suo padre si sono sentiti tranquilli nel creare per 3 anni di fila una squadra di prestiti, svincolati, bolliti, nel confermare una figura indecente come magalini, nel fare preparazioni farlocche senza giocatori e amichevoli contro dilettanti, ecc ecc ecc, la responsabilità è anche di chi avallava tutto ciò, e tra chi avallava c'è sempre stato Enzo tamborra. Mo è facile cambiare carro, è facile dare ragione ai "tirapiedi" e unirsi al coro, ma non funziona così, o meglio non dovrebbe funzionare così, il naturale andamento della storia dovrebbe prevedere un Enzo Tamborra che, come molti altri, si prende pernacchie appena apre bocca
OGNI TANTO FACCIO ARRABBIARE QUALCHE GIORANLISTA
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Re: L'embolo di Tamborra

Messaggio da BariCatanzaro1972 »

Portiere Volante ha scritto: mar apr 21, 2026 9:18 Tamborra tifa Juve non Bari, ed è uno dei colpevoli (ovviamente in minor misura) della situazione insieme a molti addetti ai lavori e a molti tifosi. Buttarsi il prosciutto sugli occhi per anni e accusare chi analizzava la situazione in maniera oggettiva e onesta, accantonando le speranze di tifoso, è un comportamento che anestetizza la tifoseria e da forza alla società per fare ciò che gli pare e piace. Se Luigi De Laurentiis e suo padre si sono sentiti tranquilli nel creare per 3 anni di fila una squadra di prestiti, svincolati, bolliti, nel confermare una figura indecente come magalini, nel fare preparazioni farlocche senza giocatori e amichevoli contro dilettanti, ecc ecc ecc, la responsabilità è anche di chi avallava tutto ciò, e tra chi avallava c'è sempre stato Enzo tamborra. Mo è facile cambiare carro, è facile dare ragione ai "tirapiedi" e unirsi al coro, ma non funziona così, o meglio non dovrebbe funzionare così, il naturale andamento della storia dovrebbe prevedere un Enzo Tamborra che, come molti altri, si prende pernacchie appena apre bocca
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RYANAIR
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Re: L'embolo di Tamborra

Messaggio da RYANAIR »

Qualche giornalista dovrebbe farsi un esame di coscienza.... adesso è facile, anche perché come dice Saverio, ora si toccano i propri interessi economici ... e prima? Due anni fa? Già... andava tutto bene.... guai a sollevare qualche critica alla società...
"Sappiate amare la Bari. Sappiatela custodire e guardatela sempre con occhi innamorati. Ve lo scrive il vostro primo portiere, io" (Floriano Ludwig).
Bari, 16 Gennaio 1908
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Re: L'embolo di Tamborra

Messaggio da Portiere Volante »

saverio67 ha scritto: mar apr 21, 2026 9:09 A mio avviso quella esclamazione è anche frutto del suo essere giornalista.

Tamborra ha detto "il morto ce lo piangiamo noi". E in quel "noi" c'è sia il tifoso sia il giornalista.

Del tifoso ne hai parlato tu. Del giornalista provo a parlarne io.

Questa è una retrocessione diversa dalla situazione del 2018. Quella serie D veniva dopo 5 campionati nella parte sinistra della classifica di cui 3 con playoff. Anzi, avevamo concluso quel campionato con l'emotività di una partita a Cittadella invece che a Bari per colpa di un delinquente. In tutti c'era ancora l'adrenalina, la sensazione di un risultato sfumato per poco. L'adrenalina di un sindaco che aveva riunito la gente al Della Vittoria, di una selezione fra più di 10 pretendenti, di un presidente che aveva appena detto "riporteremo il Bari dove merita".

E dunque l'interesse per il Bari era vivo. Eravamo l'unica squadra di D su DAZN, record di abbonati per la categoria di quell'anno. Il giornalista lo puoi fare in queste condizioni.

Oggi vieni da 8 anni in cui gli unici risultati sono stati la vittoria di un girone di D e una di un girone di C. Umiliazioni organizzative di ogni tipo. Walzer di allenatori vergognosi. Partecipazione a coppe che ci hanno fruttato record negativi. Giocatori scarsissimi. Ennesima squalifica lunga per scommesse. Sessioni di mercato fatte con il solo intento di far girare i soldi. Rivolte di spogliatoio. Pregiudicati in squadra. DS (quando li abbiamo avuti) con precedenti per aggressione alle fdo e che fanno risse con i tifosi in autogrill. Dirigenti che rimproverano i tifosi. Amministratori muti e che quando parlano dileggiano in faccia i tifosi che sono andati a seguire la squadra a proprie spese.

E infine gli ultimi 3 anni di umiliazioni sportive.

Ora, dopo tutto questo, chi seguirà più il Bari, a parte noi 100 che qui scriviamo ogni tanto?

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Sinceramente spero nessuno, io non guardo trasmissioni e partite da novembre, spesso neanche le sintesi, e di certo non lo farò in C. Il momento del dare è finito, una persona non può donare se stesso continuamente senza ricevere mai nulla in cambio, anzi magari il nulla, qua si ricevono solo umiliazioni e fanno male. Io lo farò a prescindere anche in caso di cambio proprietà (che non avverrà), ma spero (inviano) che la nord diserti con i de laurentiis al comando in C
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Re: L'embolo di Tamborra

Messaggio da 1baresealyon »

saverio67 ha scritto:A mio avviso quella esclamazione è anche frutto del suo essere giornalista.

Tamborra ha detto "il morto ce lo piangiamo noi". E in quel "noi" c'è sia il tifoso sia il giornalista.

Del tifoso ne hai parlato tu. Del giornalista provo a parlarne io.

Questa è una retrocessione diversa dalla situazione del 2018. Quella serie D veniva dopo 5 campionati nella parte sinistra della classifica di cui 3 con playoff. Anzi, avevamo concluso quel campionato con l'emotività di una partita a Cittadella invece che a Bari per colpa di un delinquente. In tutti c'era ancora l'adrenalina, la sensazione di un risultato sfumato per poco. L'adrenalina di un sindaco che aveva riunito la gente al Della Vittoria, di una selezione fra più di 10 pretendenti, di un presidente che aveva appena detto "riporteremo il Bari dove merita".

E dunque l'interesse per il Bari era vivo. Eravamo l'unica squadra di D su DAZN, record di abbonati per la categoria di quell'anno. Il giornalista lo puoi fare in queste condizioni.

Oggi vieni da 8 anni in cui gli unici risultati sono stati la vittoria di un girone di D e una di un girone di C. Umiliazioni organizzative di ogni tipo. Walzer di allenatori vergognosi. Partecipazione a coppe che ci hanno fruttato record negativi. Giocatori scarsissimi. Ennesima squalifica lunga per scommesse. Sessioni di mercato fatte con il solo intento di far girare i soldi. Rivolte di spogliatoio. Pregiudicati in squadra. DS (quando li abbiamo avuti) con precedenti per aggressione alle fdo e che fanno risse con i tifosi in autogrill. Dirigenti che rimproverano i tifosi. Amministratori muti e che quando parlano dileggiano in faccia i tifosi che sono andati a seguire la squadra a proprie spese.

E infine gli ultimi 3 anni di umiliazioni sportive.

Ora, dopo tutto questo, chi seguirà più il Bari, a parte noi 100 che qui scriviamo ogni tanto?

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Sicuramente ci sarà una contrazione anche dal lato media. I più anziani andranno in pensione, non si apriranno nuove trasmissioni, anzi si ridurrà al minimo la copertura. Resteranno i più giovani che cmq non seguiranno "solo" il Bari per mandare avanti la baracca (come del resto già è, vedi le collaborazioni tra le varie testate coi soliti giornalisti che scrivono su vari media).

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fattoabari
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Re: L'embolo di Tamborra

Messaggio da fattoabari »

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Maglia e Città
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Re: L'embolo di Tamborra

Messaggio da Maglia e Città »

il "sonno della ragione" di tanti baresi è in gran parte colpa della stampa locale
Panzer8
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Re: L'embolo di Tamborra

Messaggio da Panzer8 »

Il buon Tamborra ha finalmente attraversato il deserto, non dimentico come trattò in diretta un tifoso nel post di Ternana-Bari ma, finalmente, sembra, che egli si sia reso conto con almeno 2 anni di ritardo in quale abisso ci ha scaraventato l’attuale proprietà.
Ma non sottilizzi ora tra ciò che può dire da giornalista e ciò che deve dire da tifoso, continui a commentare questo sfacelo senza peli sulla lingua e convinca il suo editore ad allontanare l’emittente televisiva per cui lavora e che rappresenta in maniera assolutamente degna la città di Bari da ciò che, in ambito calcistico, non rappresenta la città e, ancor di più, non ha nemmeno la dignità di rappresentarla.
I De Laurentiis devono essere lasciati soli, ci pensano già sindaco, assessori, Presidente di Regione e politici tutti, anche dell’opposizione, a fargli compagnia.
Sul futuro vorrei essere ottimista, ma ora non riesco a esserlo.
A Lecce dobbiamo riconoscere che hanno trovato un seguito sia alla presidenza Iurlano, sia a quelli che in 2 anni li mandarono dalla A alla C a metà degli anni ’90 (non ricordo quale fosse la proprietà) e poi anche al calcioscommesse del 2011, pur attraverso alcuni anni di C.
Qui da noi, a distanza di 12 anni dai Matarrese, il nulla assoluto (perché sono il nulla sia la stagione fallimentare sia quella di 3 anni fa).
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