O si fa sul serio, o non si fa

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lasuocera
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O si fa sul serio, o non si fa

Messaggio da lasuocera »

Ottanta anni fa nasceva la nostra Repubblica. Nata dal coraggio di chi aveva scelto la parte difficile, di chi aveva deciso che c'erano cose per le quali valeva la pena rischiare tutto. Uomini e donne che avevano capito una cosa semplice e durissima: che la libertà non si aspetta, si conquista. E che per conquistarla bisogna essere disposti a pagarne il prezzo fino in fondo, senza voltarsi indietro a metà strada.
Ottanta anni dopo, su scala infinitamente più piccola ma con la stessa logica di fondo, Bari si trova davanti a una scelta che assomiglia, nei suoi contorni essenziali, a quella di allora.
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Mettiamo da parte per un momento le lettere, i bandi, le concessioni, il politichese del sindaco e le PEC di De Laurentiis. E parliamoci chiaro.
La Filmauro non venderà il Bari prima del 2028. Non perché non possa. Perché non vuole. È una scelta razionale dal loro punto di vista: aspettare la scadenza naturale della norma sulle multiproprietà, gestire il club al minimo, uscire quando le regole li costringono. Nel frattempo, nessun progetto per tornare in Serie B. Nessuna promessa credibile. Nessuna visione. Solo ordinaria amministrazione di qualcosa che loro stessi considerano — parole del padre, non nostre — una seconda squadra.
Questo significa una cosa sola: se la Filmauro rimane fino al 2028 senza vendere e senza investire, il Bari arriva a quella data in condizioni talmente disastrate che il titolo sportivo potrebbe non valere più niente. E se si riparte, due categorie sotto.
Dunque la domanda è questa, e va posta senza giri di parole: cosa siamo disposti a fare?
Perché qui non si tratta di tifare di più o di meno, di andare allo stadio o di restare a casa per dispetto. Si tratta di decidere se questa tifoseria vuole essere un soggetto attivo nella storia del proprio club, oppure uno sfondo emotivo alle decisioni di altri.
Quei ragazzi del 43 avevano le idee chiare su una cosa fondamentale: intrapresa una strada, non si torna indietro. Non si combatte il lunedì e si tratta il martedì. Non si diserta lo stadio tre giornate e poi si torna perché fa freddo stare fuori. La coerenza non era una virtù morale astratta: era una necessità strategica. Senza coerenza, il messaggio non arriva. E un messaggio che non arriva non cambia niente.
Churchill lo disse in modo brutale e preciso: chi piega la testa senza combattere è destinato a essere schiavo. Vale anche adesso, su scala diversa ma con la stessa logica.
Una tifoseria organizzata, compatta, coerente nel tempo, che rende la Serie C della Filmauro economicamente insostenibile, è la sola leva reale che questa città ha in mano. Non le lettere del sindaco — che possono essere utili ma non bastano. Non i commenti social — che svaniscono il giorno dopo. Non la speranza che qualcuno dall'esterno arrivi a salvare tutto.
Ma attenzione: questa leva funziona solo se la si usa davvero. Uno stadio mezzo vuoto è peggio di uno stadio pieno e peggio di uno stadio completamente vuoto — manda un messaggio confuso, che non spaventa nessuno. O si decide tutti insieme, con una voce sola e una posizione chiara, oppure è meglio non cominciare.
Perché chi comincia e si ferma non ottiene niente. Dà solo alla controparte la conferma che può aspettare.
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C'è qualcuno disposto a convocare quella riunione?
Non sui social. In una sala. Con le persone giuste intorno a un tavolo. Per decidere cosa si vuole, come lo si persegue, e fino a dove si è disposti ad arrivare.
Se quella riunione non si tiene, tutto il resto — le lettere, le analisi, i commenti, la rabbia sacrosanta — rimane quello che Churchill avrebbe chiamato piegarsi la testa.
E sappiamo già come va a finire.
2 mag 1982 - 32a giornata
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Re: O si fa sul serio, o non si fa

Messaggio da 2 mag 1982 - 32a giornata »

Per me è più facile scrivere sono d'accordo che trovare la forza di scrivere qualche riga in più.
Il prezzo da pagare sarà altissimo ma bisogna andare avanti senza mai più voltarsi indietro.
Il destino nelle nostre mani e non in quelle degli altri, tanto la fine sarà la stessa.
Sal
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Re: O si fa sul serio, o non si fa

Messaggio da Sal »

Servirebbe una nuova cordata che acquisti il titolo sportivo da una società di C non in grado di potersi iscrivere alla C per morivi econoici. Non si perderebbe tempo a correre dietro i napoletani e costerebbe molto menoo.
APOL
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Re: O si fa sul serio, o non si fa

Messaggio da APOL »

Adesso o mai più!
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lascrocca
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Re: O si fa sul serio, o non si fa

Messaggio da lascrocca »

lasuocera ha scritto: ven giu 05, 2026 8:59 Ottanta anni fa nasceva la nostra Repubblica. Nata dal coraggio di chi aveva scelto la parte difficile, di chi aveva deciso che c'erano cose per le quali valeva la pena rischiare tutto. Uomini e donne che avevano capito una cosa semplice e durissima: che la libertà non si aspetta, si conquista. E che per conquistarla bisogna essere disposti a pagarne il prezzo fino in fondo, senza voltarsi indietro a metà strada.
Devi sapere che siamo stati presi per il culo dall'inizio dell'unita' d'Italia, nata da un colpo di stato stile Maidan a Kiev, il tutto orchestrato dagli inglesi e dai mercenari Garibaldi e Mazzini che risiedeva a Londra stabilmente, da allora nostri padroni, tranne una piccola pausa nell'era fascista, traditi da Mussolini, che era stato messo li proprio da loro. Quello che tu esalti come il giorno dove tutto un popolo scelse ..e bla bla bla..Non e' stato altro che una truffa elettorale, che fino a pochissime ore dalla fine degli scrutini, vedeva la monarchia prevalere anche abbastanza nettamente. Non per farla lunga, ma tutta la nostra storia politica e' stata una lotta per cercare di conquistare una sovranita', politici contrastati e minacciati, governi attaccati con l'arma del terrorismo e e i servizi segreti manipolati sempre da loro, mani pulite e'stata una manovra per togliere di mezzo la classe politica che aveva fatto la guerra e che era fedele allo stato, rimpiazzandoli con elementi sempre piu' inetti e manovrabili...(se sei intreressato posso continuare..) se vuoi bestemmiarmi ti mando affanculo in anticipo, con promessa di scuse in caso che non lo fai..Ciaoooo!
Tra Lallero e tra Lalla', ma anche Firu li' e Firu la'!
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Re: O si fa sul serio, o non si fa

Messaggio da giangi81 »

lascrocca ha scritto:
lasuocera ha scritto: ven giu 05, 2026 8:59 Ottanta anni fa nasceva la nostra Repubblica. Nata dal coraggio di chi aveva scelto la parte difficile, di chi aveva deciso che c'erano cose per le quali valeva la pena rischiare tutto. Uomini e donne che avevano capito una cosa semplice e durissima: che la libertà non si aspetta, si conquista. E che per conquistarla bisogna essere disposti a pagarne il prezzo fino in fondo, senza voltarsi indietro a metà strada.
Devi sapere che siamo stati presi per il culo dall'inizio dell'unita' d'Italia, nata da un colpo di stato stile Maidan a Kiev, il tutto orchestrato dagli inglesi e dai mercenari Garibaldi e Mazzini che risiedeva a Londra stabilmente, da allora nostri padroni, tranne una piccola pausa nell'era fascista, traditi da Mussolini, che era stato messo li proprio da loro. Quello che tu esalti come il giorno dove tutto un popolo scelse ..e bla bla bla..Non e' stato altro che una truffa elettorale, che fino a pochissime ore dalla fine degli scrutini, vedeva la monarchia prevalere anche abbastanza nettamente. Non per farla lunga, ma tutta la nostra storia politica e' stata una lotta per cercare di conquistare una sovranita', politici contrastati e minacciati, governi attaccati con l'arma del terrorismo e e i servizi segreti manipolati sempre da loro, mani pulite e'stata una manovra per togliere di mezzo la classe politica che aveva fatto la guerra e che era fedele allo stato, rimpiazzandoli con elementi sempre piu' inetti e manovrabili...(se sei intreressato posso continuare..) se vuoi bestemmiarmi ti mando affanculo in anticipo, con promessa di scuse in caso che non lo fai..Ciaoooo!
Al di là del post iniziale, che fa un paragone piuttosto discutibile… vabbè lasciamo perdere che è meglio… Però va detto che nel tuo commento c’è una concentrazione di inesattezze notevole. E aggiungo che sia tu sia l’autore del post finite per sminuire e sbeffeggiare chi ha combattuto, sofferto e dato la vita affinché l’Italia diventasse quella che è oggi. Oggi abbiamo un paese LIBERO.
Eppure la libertà la diamo per scontata. La libertà non ci è stata donata gratuitamente e potrebbe essere messa in discussione anche domani mattina. Per questo va preservata con tutte le nostre forze.
Le istituzioni, i diritti e le libertà di cui godiamo oggi esistono grazie alla storia che ci ha preceduti e alle persone che le hanno costruite nel corso di decenni e secoli. Quello che siamo oggi non è il risultato di un unico grande complotto orchestrato da loschi figuri, ma di un lungo percorso storico, politico e culturale, nel quale milioni di persone hanno avuto un ruolo e migliaia hanno pagato anche con la vita.
Ridurre tutto il Risorgimento, le guerre mondiali, la Resistenza e la nascita della Repubblica a una storia di burattinai e complotti significa ignorare la complessità della storia e il sacrificio di chi l’ha vissuta sulla propria pelle. (Quanta mancanza di rispetto… ma tanta)
Davvero pensate che il Risorgimento, le guerre mondiali, la Resistenza, la nascita della Repubblica e tutta la storia dell’Italia contemporanea possano essere liquidati come una gigantesca manipolazione? Perché a leggere certi commenti viene da chiedersi se queste vicende siano state almeno un po studiate, ma soprattutto riflettute nelle Vs menti…
Che si possa scrivere negli annali del calcio: "Bari, 16 Giugno 2026 - Non fummo mai domi!" Firmato: tutti i cittadini di BARI

https://www.youtube.com/watch?v=Hib1LxvKiOY
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