07/07/26 - Bari, ipotesi bancarotta fraudolenta: indagati i De Laurentiis. La Procura: "La società merita il fallimento"

Le ultime news, prese da fonti ufficiali quali siti (non blog) giornali o tv riguardanti il Bari e tutto sul calciomercato: acquisti, cessioni, o semplici interessamenti. Il formato di un nuovo argomento deve essere del tipo GG/MM/AA - TITOLO.

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07/07/26 - Bari, ipotesi bancarotta fraudolenta: indagati i De Laurentiis. La Procura: "La società merita il fallimento"

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I conti della Ssc Bari calcio sono stati messi in crisi dalla retrocessione in serie C e potrebbero essere stati irrimediabilmente danneggiati anche dalla cessione di calciatori: le plusvalenze sono infatti rimaste nel gruppo societario, ma hanno arricchito il Napoli. È questa l'ipotesi alla base dell'indagine della Procura di Bari per bancarotta fraudolenta della società di calcio, che stamattina ha portato la Finanza - su ordine del procuratore Roberto Rossi, con gli aggiunti Ciro Angelillis e Milto Stefano De Nozza - a perquisire la sede biancorossa, quella della correlata Ssc Napoli e della controllante Filmauro a Roma. Perquisiti anche tre ex direttori sportivi (Ciro Polito, Cristiano Giuntoli e Mauro Meluso) e un procuratore (Graziano Battistini). Sono indagati, tra gli altri, Aurelio e Luigi De Laurentis per le ipotesi di falso in bilancio e bancarotta fraudolenta patrimoniale impropria.

Il procedimento è nato da una richiesta di liquidazione giudiziale (fallimento) del Bari calcio avanzata dalla Procura, e da una consulenza tecnica depositata a fine maggio dopo la retrocessione in serie C. Le ipotesi poste a fondamento dell'indagine riguardano le false comunicazioni sociali (bilancio dell’esercizio 2024 del Bari) nonché fattispecie di bancarotta fraudolenta connesse alla richiesta di apertura della procedura di liquidazione giudiziale.

Il provvedimento di perquisizione - è detto in una nota della Procura - scaturisce da approfondimenti sui bilanci, note integrative e relazioni sulla gestione della società barese, supportati da consulenze tecniche, all’esito dei quali è emerso che il predetto soggetto economico, in perdita sistemica (circa 30 milioni di euro nel periodo 2019-2025), risulta gravato da rilevante deficit patrimoniale e da consistente esposizione debitoria, in assenza di un concreto piano di riequilibrio. Con la perquisizione si cerca quindi la documentazione a supporto delle ipotesi di indagine: nel bilancio della società barese sarebbero stati esposti fatti materiali rilevanti non rispondenti al vero, ovvero omesse informazioni la cui esposizione - dice la Procura di Bari - era necessaria ai fini di una corretta valutazione della situazione economica, patrimoniale e finanziaria della predetta società.

L'operazione nel mirino riguarda la cessione del portiere Elia Caprile, per il quale il Bari aveva riconosciuto al Leeds un premio proporzionale all'eventuale incremento di valore al momento della successiva rivendita. A luglio 2023 - quando secondo la Procura il Bari versava già in una situazione di bilancio molto precaria - Caprile fu ceduto al Napoli per 2,2 milioni, trasferendo integralmente alla società campana il diritto a beneficiare della successiva rivalutazione economica del cartellino. Caprile giocò a Napoli solo quattro gare in due stagioni e poi fu ceduto in prestito all'Empoli per poi essere venduto al Cagliari per circa 8 milioni, consentendo allo stesso Napoli una plusvalenza di 7 milioni che, secondo l'accusa, sarebbe potuta maturare in capo al Bari che invece avrebbe visto l'ulteriore aggravio dei suoi conti: i biancorossi - dice la Procura - non sarebbero dunque stati remunerati in maniera corretta rispetto al valore effettivo dell'asset.

In base alla consulenza tecnica dei commercialisti Massimiliano Cassano e Michele Danza il patrimonio netto della Ssc Bari risulta negativo a partire dal 2022 a causa delle «persistenti e sistemiche perdite d'esercizio realizzate, senza soluzione di continuità, dal 2019 al 2024». Il valore del patrimonio netto, negli esercizi dal 2019 al 2021, è risultato positivo soltanto in funzione dell'utilizzo a copertura delle perdite d'esercizio mediante il versamento di circa 4,5 milioni fatto nel 2020 dal socio unico Filmauro, la rivalutazione del marchio per 5,3 milioni nel 2021 e le rinunce a crediti vantati dalla stessa Filmauro. Le perdite avrebbero quindi «definitivamente eroso il capitale sociale e le riserve disponibili», e la Filmauro ha potuto evitare la ricapitalizzazione grazie alla norma del Decreto Liquidità sulla «sterilizzazione delle perdite d'esercizio», che consente la sospensione degli obblighi di riduzione del capitale sociale per perdite sotto il minimo legale, e che ha rinviato la copertura al bilancio chiuso lo scorso 30 giugno 2026.



Un baby fenomeno scoperto (quasi) dal nulla e arrivato in azzurro. Elia Caprile ha rappresentato senza dubbio una delle vicende più discusse sulla multiproprietà Napoli-Bari: non a caso, l'operazione che lo riguardò è una delle principale tracce seguite dalla Procura di Bari. Nato a Verona il 25 agosto 2001, si forma nelle giovanili del Chievo, quindi nel 2020 è acquisito a titolo definitivo dalla formazione inglese del Leeds United. Nell'estate successiva va in prestito alla Pro Patria e comincia a mettersi in luce: nell'estate del 2022 finisce nel mirino del Bari, neo promosso in serie B. L'operazione è messa a segno dal direttore sportivo Ciro Polito (oggi al Catanzaro) in sinergia con Graziano Battistini, ex portiere dei Galletti (65 presenze in biancorosso tra uil 2001 ed il 2005) e fondatore della Gb1 Football Agency che cura gli interessi dell'estremo difensore veneto.

Il Bari si assicura Caprile ad un prezzo simbolico e a titolo definitivo, dovendo, però, riconoscere al Leeds circa il 50% di un'eventuale futura rivendita. Il ragazzo firma con il club pugliese un contratto triennale e immediatamente si impone all'attenzione generale diventando uno dei principali protagonisti della cavalcata terminata soltanto nella finale playoff per la A persa con il Cagliari. Nell'estate del 2023, il suo nome è al centro del mercato: tuttavia, la spunta il Napoli che ne acquista l'intero cartellino per 2,2 milioni, ma il Bari ne incassa circa la metà dovendo riconoscere la commissione al Leeds United.

La piazza barese esplode: uno dei maggiori talenti del calcio italiano, patrimonio del club biancorosso, è svenduto alla società "controllante". Nella circostanza, però, la società dei De Laurentiis, vigendo il regime della multiproprietà, si fa seguire nell'operazione da una perizia tecnica che confermerebbe la congruità delle cifre. Con il Napoli firma un contratto quinquennale, ma va subito in prestito all'Empoli, quindi rientra in Campania, trascorre sei mesi da secondo del titolare Meret e a gennaio 2025 va in prestito al Cagliari con diritto di riscatto fissato a otto milioni di euro. Protagonista della salvezza rossoblu, nell'estate 2025 è effettivamente riscattato dai sardi per la cifra pattuita che genera una plusvalenza di circa sette milioni per il Napoli. Già nel giro dell'Under 21 (proprio all'epoca della militanza barese), da novembre 2025 è stabilmente convocato dalla nazionale maggiore con la quale, però, non ha ancora esordito. La sua valutazione attuale si aggira tra i 25 e i 30 milioni: il suo nome circola tra gli interessi delle big italiane (recente un sondaggio del Milan) e dei colossi inglesi. Un gioiello valorizzato dal Bari che, dalla sua esplosione, ha incassato poco più di un milione.
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Re: 07/07/26 - Bari, ipotesi bancarotta fraudolenta: indagati i De Laurentiis. La Procura: "La società merita il fallime

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Nei conti della Ssc Bari ci sono 13,3 milioni di perdite, cumulate nel tempo e tamponate con appena 6,9 milioni da parte del socio unico. Soldi erogati sottoforma di prestiti che «tradiscono» (il termine non è scelto a caso) una precisa strategia di gestione da parte della Filmauro: la cassaforte della famiglia De Laurentiis non sta tecnicamente investendo nella squadra biancorossa. Ma si comporta piuttosto da finanziatore. Una scelta legittima, ma che «tradisce» una strategia precisa e in sé assolutamente legittima.

Ripetiamo: non c’è trucco e non c’è inganno. Ma - da un lato - sfruttando la deroga Covid inventata nel 2020 dal governo Conte, la Ssc Bari per cinque anni ha potuto evitare di ricapitalizzare. Dall’altro lato, il padrone della squadra ha continuato a sostenere la società con continue anticipazioni di denaro. Che non sono a fondo perduto come lo sarebbe una ricapitalizzazione: il giorno in cui De Laurentiis dovesse decidere di vendere, infatti, questa strategia gli consentirebbe di riprendersi una parte dei soldi.

Il bilancio al 30 giugno 2025 della Ssc Bari si è chiuso con una perdita di 5,9 milioni. E dunque il Bari è (dal punto di vista civilistico) una scatola vuota, visto che il patrimonio netto è negativo per 6,7 milioni di euro e lo sarebbe ancora di più se non fosse stato utilizzato un altro «trucco» per rivalutare il marchio.
Proviamo a spiegarla in termini semplici. La deroga Covid ha consentito alle imprese di «portare avanti» le perdite emerse negli anni 2020 e 2021, evitando di ripristinare il capitale sociale per cinque anni. Nel 2021 il Bari ha fatto registrare perdite per 7,4 milioni ma non ha dovuto ripianarle: per proseguire l’attività è stato sufficiente, come nel caso della Ssc Bari, che il socio Filmauro abbia garantito il suo «supporto finanziario» alla società. Ma è un salvacondotto di breve respiro, e - soprattutto - il bonus è finito: a giugno prossimo i De Laurentiis dovranno necessariamente mettere mano al portafogli per ricostituire il capitale...

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Re: 07/07/26 - Bari, ipotesi bancarotta fraudolenta: indagati i De Laurentiis. La Procura: "La società merita il fallime

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Pino ha scritto:Nei conti della Ssc Bari ci sono 13,3 milioni di perdite, cumulate nel tempo e tamponate con appena 6,9 milioni da parte del socio unico. Soldi erogati sottoforma di prestiti che «tradiscono» (il termine non è scelto a caso) una precisa strategia di gestione da parte della Filmauro: la cassaforte della famiglia De Laurentiis non sta tecnicamente investendo nella squadra biancorossa. Ma si comporta piuttosto da finanziatore. Una scelta legittima, ma che «tradisce» una strategia precisa e in sé assolutamente legittima.
Ripetiamo: non c’è trucco e non c’è inganno. Ma - da un lato - sfruttando la deroga Covid inventata nel 2020 dal governo Conte, la Ssc Bari per cinque anni ha potuto evitare di ricapitalizzare. Dall’altro lato, il padrone della squadra ha continuato a sostenere la società con continue anticipazioni di denaro. Che non sono a fondo perduto come lo sarebbe una ricapitalizzazione: il giorno in cui De Laurentiis dovesse decidere di vendere, infatti, questa strategia gli consentirebbe di riprendersi una parte dei soldi.
Il bilancio al 30 giugno 2025 della Ssc Bari si è chiuso con una perdita di 5,9 milioni. E dunque il Bari è (dal punto di vista civilistico) una scatola vuota, visto che il patrimonio netto è negativo per 6,7 milioni di euro e lo sarebbe ancora di più se non fosse stato utilizzato un altro «trucco» per rivalutare il marchio.
Proviamo a spiegarla in termini semplici. La deroga Covid ha consentito alle imprese di «portare avanti» le perdite emerse negli anni 2020 e 2021, evitando di ripristinare il capitale sociale per cinque anni. Nel 2021 il Bari ha fatto registrare perdite per 7,4 milioni ma non ha dovuto ripianarle: per proseguire l’attività è stato sufficiente, come nel caso della Ssc Bari, che il socio Filmauro abbia garantito il suo «supporto finanziario» alla società. Ma è un salvacondotto di breve respiro, e - soprattutto - il bonus è finito: a giugno prossimo i De Laurentiis dovranno necessariamente mettere mano al portafogli per ricostituire il capitale...

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Articolo vecchio e pieno di errori
4/2/2015. Ciao Pierigno.


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Re: 07/07/26 - Bari, ipotesi bancarotta fraudolenta: indagati i De Laurentiis. La Procura: "La società merita il fallime

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Pino ha scritto:Nei conti della Ssc Bari ci sono 13,3 milioni di perdite, cumulate nel tempo e tamponate con appena 6,9 milioni da parte del socio unico. Soldi erogati sottoforma di prestiti che «tradiscono» (il termine non è scelto a caso) una precisa strategia di gestione da parte della Filmauro: la cassaforte della famiglia De Laurentiis non sta tecnicamente investendo nella squadra biancorossa. Ma si comporta piuttosto da finanziatore. Una scelta legittima, ma che «tradisce» una strategia precisa e in sé assolutamente legittima.

Ripetiamo: non c’è trucco e non c’è inganno. Ma - da un lato - sfruttando la deroga Covid inventata nel 2020 dal governo Conte, la Ssc Bari per cinque anni ha potuto evitare di ricapitalizzare. Dall’altro lato, il padrone della squadra ha continuato a sostenere la società con continue anticipazioni di denaro. Che non sono a fondo perduto come lo sarebbe una ricapitalizzazione: il giorno in cui De Laurentiis dovesse decidere di vendere, infatti, questa strategia gli consentirebbe di riprendersi una parte dei soldi.

Il bilancio al 30 giugno 2025 della Ssc Bari si è chiuso con una perdita di 5,9 milioni. E dunque il Bari è (dal punto di vista civilistico) una scatola vuota, visto che il patrimonio netto è negativo per 6,7 milioni di euro e lo sarebbe ancora di più se non fosse stato utilizzato un altro «trucco» per rivalutare il marchio.
Proviamo a spiegarla in termini semplici. La deroga Covid ha consentito alle imprese di «portare avanti» le perdite emerse negli anni 2020 e 2021, evitando di ripristinare il capitale sociale per cinque anni. Nel 2021 il Bari ha fatto registrare perdite per 7,4 milioni ma non ha dovuto ripianarle: per proseguire l’attività è stato sufficiente, come nel caso della Ssc Bari, che il socio Filmauro abbia garantito il suo «supporto finanziario» alla società. Ma è un salvacondotto di breve respiro, e - soprattutto - il bonus è finito: a giugno prossimo i De Laurentiis dovranno necessariamente mettere mano al portafogli per ricostituire il capitale...

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Aaaaaaaa proboscide.

Questo è solo uno dei tanti articoli usciti tutti nello stesso periodo in cui i giornalisti parlavano di ricapitalizzare entro il 30 giugno.

Sta qualcuno di quei geni che si è ricordato il 30 giugno di chiedere "beh, avete messo i soldi?".

4/2/2015. Ciao Pierigno.


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