Commentone della retrocessione

Parla in libertà di argomenti di carattere generale attinenti il Bari: partite, allenamenti, calciomercato. Prima di aprire un nuovo topic, controlla sempre se l'argomento è già stato trattato!

Moderatori: sirius, Rosencratz, Pino, Soloesemprebari, divin gallo

Rispondi
Avatar utente
cicciodaprato
Kuei Vekki Ultras
Kuei Vekki Ultras
Messaggi: 1610
Iscritto il: dom gen 26, 2003 1:09
Località: Prato. Tessera Bari in Testa n 62

Commentone della retrocessione

Messaggio da cicciodaprato »

Scrivere un commentone non è cosa facile: ci vuole uno spunto, un’ispirazione, una frase che ti frulla per la testa attorno alla quale sviluppare delle considerazioni. Ce ne sarebbero stati di spunti, nelle ultime settimane; ma volutamente non li ho sviluppati.
Anche stavolta lo spunto c’è. Uno spunto che mai avrei voluto avere per il commentone che mai avrei voluto scrivere, che mai avrei pensato di dover scrivere. La Bari è retrocessa in serie C/1.

Per chi scrive non è un’esperienza nuova, temo purtroppo che lo sia per qualcuno che invece leggerà queste righe. Una frase che ho tristemente sentito anche dalla voce del telegiornalista del TG5 all’ora di pranzo ancora mi rimbomba nella testa: dopo ventuno anni passati tra serie A e serie B, Bari è nuovamente in serie C. In serie C. Dopo ventuno anni.

In questi ventuno anni alla guida dell’A.S. Bari c’è stato Vincenzo Matarrese; egli prese il posto di suo fratello Antonio che aveva occupato la poltrona presidenziale negli anni precedenti quando la famiglia, avida di potere e notorietà e ricchezza, rilevò le quote sociali di proprietà della vedova de compianto professor Angelo De Palo. Quell’acquisto fu all’epoca la salvezza dell’A.S. Bari, giacchè anche allora tutti parlarono e straparlarono e nessuno tirò fuori una lira; lo fecero i successori di don Salvatore Matarrese, che da capomastro aveva messo su un gran bella impresa di costruzioni. Il rampollo di casa era il dott. Antonio che da presidente della Bari moltiplicò il suo serbatoio elettorale risultando negli anni Ottanta il deputato che otteneva il maggior numero di voti di preferenza in Puglia (ed il maggior numero di assenze alla Camera, ma si sa che la prefezione non è di questo mondo). Il giovane Kennedy di Puglia si fece valere anche in Lega Calcio, diventandone prima consigliere e poi addirittura Presidente. Peccato che alla conquista della poltrona di maggior prestigio della Lega di via Allegri succedette nel breve volgere di alcuni mesi l’infausta retrocessione della compagine barese in serie C: poteva un presidente di Lega A e B presiedere una squadra di C/1? No che non poteva: il timone passò a don Vincenzo.

Sembra storia di oggi, ma sono passati vent’anni: in questi anni ho visto il doppio salto mortale in avanti dalla C/1 alla A con Maciste Bolchi; ho vissuto l’immediato ritorno in B, e poi tre anni di serie cadetta con la minestra riscaldata di Catuzzi e l’entusiasmo emiliano/molfettese di Gaetano Salvemini. E con questi una salvezza palpitante in una domenica afosa al San Nicola, e Joao Paulo che fece passare la palla del 2-1 sotto le chiappe di Seba Rossi, portiere del Milan di Arrigo Sacchi. Ho visto Igor Protti vincere il titolo di capocannoniere pur retrocedendo, ma lui era capace di vincere da solo una partita come fece contro la Cremonese, in quell’amaro anno. Ho visto Lazaroni, Boniek, Materazzi. Ho visto Nicola Ventola partire da centrocampo ed uccellare con un sinistro fulminante il portiere del Castel di Sangro al primo minuto di una gara che avremmo vinto 3-1 per festeggiare il ritorno in serie A.
E dopo sono andato via da Bari , e giravo per Firenze a testa alta perché la mia squadra era capace di vincere a Milano nerazzurra e rossonera, era capace di far conoscere al mondo il talento del calcio italiano del Duemila, quell’Antonio Cassano che mi fece perdere la voce nel pub Red Fountain in centro a Firenze, dove andavo a vedermi gli anticipi e i posticipi della mia Bari.

La sera di quel Bari-Inter tornando a casa riuscii a prendere la linea per porre una domanda al compianto Sandro Ciotti, però per questioni di tempo non mi mandarono in onda. Avrei voluto chiedere a Ciotti cosa, a quel tempo, mancasse alla Bari per proporsi come settima-ottava forza del campionato. Non so cosa egli mi avrebbe risposto, oggi a distanza di qualche anno l’ho capito in maniera chiara e netta: alla Bari è mancata la società, il management, la presidenza.

Per carità, è assolutamente vero che con questa società la Bari ha disputato il maggior numero di tornei di serie A negli ultimi cinquanta anni, come mi rispose sul sito ufficiale non ricordo se Mazzilli o Cucciolla; è però anche vero che annovera alcune retrocessioni (all’epoca del mio intervento sul forum di asbari.it mi venne contestato l’avverbio “troppe”) che bruciano ancora. Mi riferivo a campionati di serie A conclusi in maniera ingloriosa, e oggi devo patire insieme a tanti una retrocessione in terza serie che per due anni di fila avevamo comunque sfiorato!
Certo, è assolutamente vero che in maglia biancorossa siano stati valorizzati degli ottimi giovani: non è una caso che in questi giorni vediamo in Portogallo non solo Cassano, ma anche Zambrotta, Perrotta, Ferrari, Di Vaio….. tutta gente che ha giocato per la Bari, che la Bari ha valorizzato e l’A.S. Bari ha monetizzato. Senz’altro questo ha consentito di tenere i bilanci in ordine (e anche questo sembra sia un aspetto tutto da verificare); certamente non ha regalato che effimere soddisfazioni a noi tifosi.
Davvero non è una grossa soddisfazione passare da Protti a Spinesi e da questi al nulla; non è un granchè sognare l’Uefa nel 2000 e ritrovarsi a giocare col Rende nel 2004. Sic transit gloria mundi!

Per restare all’ultimo campionato, siamo passati dall’euforia di inizio stagione (quando in ritro a Mezzano di Primiero l’allenatore dei portieri Pino Alberga –modugnese e quindi aldisopra dei sospetti- ci disse che quest’anno la squadra c’era; ed io –ebete- gli ho creduto) al realismo di mezza stagione col passaggio dall’incompetente Tardelli al simpatico ma pavido Pillon fino allo scoramento di fine stagione. La nostra squadra, che pareggiando in casa gli scontri diretti che aveva invece perso avrebbe agevolmente evitato lo spareggio play-out inventato quest’anno in conseguenza del gran troiaio della scorsa estate, si è ritrovata invece quartultima e quindi virtualmente retrocessa in caso di campionato “normale”. Forte coi forti e debole coi deboli, la Bari di quest’anno non è stata capace di ripetere gli scoppiettanti finali di stagione degli ultimi due anni, e in questo senso l’ultimo allenatore è responsabile non tanto delle scelte tecniche -non avendo lui modellato la squadra la scorsa estate ed avendo avuto scarsa voce in capitolo al mercato di gennaio- quanto dell’atteggiamento tattico e mentale del finale di campionato nel quale sono state ovviamente perse partite impostate per essere pareggiate e vieppiù perduta in casa la gara col Catania che, all’indomani della vittoria di Como, era tappa fondamentale sulla via della permanenza.
Il pareggio a reti inviolate ed intentate di Napoli e la vittoria in zona Cesarini col Piacenza fuori dal tunnel del divertimento della promozione non sono serviti ad evitare lo spareggio, né la vittoria risicata dell’andata è servita a riproporsi in laguna, dove peraltro a novembre avevo assistito ad una delle peggiori partite del Bari da me mai viste in ventisei anni di tifo biancorosso.

Da oggi, siamo tifosi di una squadra di serie C. In apertura di commentone ho ricordato come analogo avvenimento portò Vincenzo Matarrese alla guida del sodalizio biancorosso. L’auspicio numero uno è che l’età e l’evento spingano il nostro a lasciare. Anche perché non si può stare in Paradiso a dispetto dei Santi, e don Vincenzo ha visto il suo mai solido rapporto con la la tifoseria vera (non con quella prezzolata da interessi personali o di parte……) già dai tempi della strenua ed inutile e dannosa difesa di Superciuk Fascetti (visti gli esiti, si può ben dire che sia iniziata allora la parabola discendente). Se il passaggio di mano avverrà verso il figlio fresco sposo o verso terzi questo non lo sappiamo e lo scopriremo solo vivendo.

Intanto, lecchiamoci le ferite e continuiamo a sperare. A sperare che le cose vadano come vent’anni fa anche se oggi è tutto è terribilmente difficile e nemmeno la C/1 si può vincere solo per il fatto che ti chiamo Bari. A sperare che almeno il bilancio di don Vincenzo Matarrese in quanto A.S. Bari sia sano, e quello di altre no; e così fuori quelle e dentro noi. A sperare che qualcuno l’anno scorso si sia davvero venduto qualche partita, così fuori quelle e dentro noi. A sperare che Chievo Verona ed Hellas Verona si fondano come si vociferava lo scorso inverno, così anche noi diventeremmo –come nei due casi precedenti- dei ripescati pezzi di m**** e giocheremmo in serie B anche nel 2004/2005.

Non fate i duri e puri, fratelli. In un ripescaggio io ci spero (ma non ci conto) e non mi vergogno se accadrà. Ditemi: sono retrocesse quest’anno quelle che lo erano sul campo l’anno scorso? Si è vergognato l’Arezzo di essere ripescato dalla C/2 alla C/1, che ha vinto? O la Ternana, che dopo essersi meritata la C due anni fa picchia e mena negli ultimi due anni fa sempre campionati d’avanguardia? Tutto questo per tacer della Fuorentina m****, che cinque minuti fa (al momento in cui scrivo) ha staccato il biglietto della serie A mentre invece dodici mesi fa giocava ad Agliana (centro della provincia di Pistoia confinante col comune di Prato, ovvero a venticinque km da Firenze): ovvero, due promozione regalate in dieci mesi o l’unica squadra capace di tre promozini in un anno.
Se non si vergognano queste, non vedo perche dovrei vergognarmi io, perché dovremmo vergognarci noi nell’ipotesi di un improbabile ripescaggio. Dico improbabile, in qunto essendo coinvolta la Bari quale possibile beneficate, immagino un megacondononeiperglobale: tutti buoni, nessun cattivo. E voi, cazzoni biancorossi, marcite in serie C!

Poche ore prima della gara di andata di questo turpe spareggio giravo per il mio ufficio con la mia sciarpa biancorossa, e a chi mi sfotteva ho ricordato che A o B o C, io sono e resto SOLOBARI!
Qualcuno, più serio e non tifoso della Fuorentinamerda, ha chiosato: "questa è fede!" Calcisticamente parlando sì: è fede. E dove c'è fede c'è speranza.
Peccato che oggi mi senta malissimo. Passerà anche questa.

Per il momento, se è possibile, buona estate a tutti.
Avatar utente
Shulz
Fedelissimo
Fedelissimo
Messaggi: 7672
Iscritto il: dom gen 26, 2003 16:18
Località: Polignano
Contatta:

Messaggio da Shulz »

Grande commento come al solito..
Ovunque Con Noi!
Avatar utente
Red
Amministratore
Amministratore
Messaggi: 7468
Iscritto il: gio gen 23, 2003 1:33
Località: IX-VIII-MMIII

Messaggio da Red »

Divino...grazie Ciccio...anche se non mi piace essere ripescato...
Più d'uno agitando la frusta pensa di essere un direttore d'orchestra! (Stanislaw Jerzy Lec)
Avatar utente
checco74
Fedelissimo
Fedelissimo
Messaggi: 6617
Iscritto il: dom gen 26, 2003 14:09

Messaggio da checco74 »

grande Ciccio!

La fede non morirà mai!

La Bari siamo Noi!
IX-VIII-MMIII ... MAI STANCO SEMPRE AL TUO FIANCO!!!
ULTRAS A MODO MIO!!!
Avatar utente
LOLLO
Del Bari Seguace
Del Bari Seguace
Messaggi: 611
Iscritto il: lun apr 28, 2003 17:40
Località: BARI

Messaggio da LOLLO »

COMMOVENTE!!!!!

ORA TUTTI ASPETTIAMO UN GESTO RESPONSABILE, OD ALMENO UN AMMISSIONE DI COLPE...PER IL RESTO, GRANDE SILENZIO.....
AMO SOLO I COLORI!!!!
Avatar utente
barigold
Del Bari Seguace
Del Bari Seguace
Messaggi: 804
Iscritto il: lun ott 20, 2003 17:28
Località: -----B A R I-----
Contatta:

Messaggio da barigold »

MITICO CICCIO!!!
Rispondi