Appello a tutti i media...
Moderatori: sirius, Rosencratz, Pino, Soloesemprebari, divin gallo
Appello a tutti i media...
Ho visto scorrere fiumi di parole e tanti suggerimenti su quello che noi potremmo fare contro gli escrementi romani, ma finora nulla di concreto, sia dalla politica che dal tifo organizzato. Io direi dI iniziare dal togliere la parola Bari dai giornali e dai commenti radio/televisivi. Tamborra..Ruscitto...Guerra...Salomone...etc.. DA OGGI QUANDO VOLETE PARLARE DELLA SQUADRA, USATE SOLO SSC. E NON ACCOPPIATELO ALLA PAROLA BARI!!!
Ultima modifica di lascrocca il mer mag 27, 2026 12:17, modificato 1 volta in totale.
Tra Lallero e tra Lalla', ma anche Firu li' e Firu la'!
Re: Appello a tutti i media...
...Ovviamente Guido e' esente, per problemi psichici/geriatrici.
Tra Lallero e tra Lalla', ma anche Firu li' e Firu la'!
Re: Appello a tutti i media...
ma chi, colui che si aspetta un rilancio da de pezzentis, per fare il triplo salto di categoria? Prima lo seguivo con molto interessa a Guido, ma ora ormai, dato l'età, dice cose veramente incomprensibililascrocca ha scritto: mer mag 27, 2026 12:14 ...Ovviamente Guido e' esente, per problemi psichici/geriatrici.
Re: Appello a tutti i media...
Il naufragio di un sogno: il fallimento senza alibi della gestione De Laurentiis
Il Bari non è solo una squadra di calcio; è il cuore pulsante di una città, un simbolo di identità che trascende i confini sportivi. Oggi, quel cuore batte a fatica, schiacciato dal peso di una retrocessione in Serie C che rappresenta non un incidente di percorso, ma il triste epilogo di una gestione tecnica e comunicativa disastrosa.
Aurelio e Luigi De Laurentiis hanno in mano le sorti di questo club, ma sembrano non aver mai compreso — o forse, peggio, ignorato — la portata emotiva del giocattolo che gestiscono. Con una solidità finanziaria che avrebbe permesso investimenti mirati, una pianificazione lungimirante e una costruzione solida, la proprietà ha preferito una gestione improntata al minimalismo e a un distacco che ha ferito profondamente i tifosi.
La cronaca di una caduta annunciata
La retrocessione non è arrivata all'improvviso. È stata la naturale conclusione di una sequenza di scelte discutibili: calciomercato tardivo, cambi di guida tecnica inefficaci e una latitanza comunicativa che ha lasciato la tifoseria in uno stato di costante frustrazione. Mentre i tifosi riempivano lo stadio, dimostrando un attaccamento che poche piazze in Italia possono vantare, la dirigenza rispondeva con silenzio o, peggio, con dichiarazioni che suonavano come una mancanza di rispetto per la storia del Bari.
Aver accettato la caduta in Serie C, senza un sussulto di orgoglio, senza un piano di rilancio immediato che facesse sentire il tifoso parte di un progetto serio, è una macchia indelebile. Bari non merita di essere un "club satellite", né un esperimento di gestione remota. Bari merita rispetto, competenza e, soprattutto, una proprietà che consideri il club un valore inestimabile, non un asset da gestire al risparmio.
Cosa possono fare i tifosi per far sentire la propria voce?
Il potere della tifoseria è immenso, ma deve essere esercitato con intelligenza, compattezza e costanza. Ecco come la piazza può esercitare pressione:
La forza della contestazione civile: La protesta è un diritto, ma deve restare ferma e civile. Cori unanimi, striscioni che spieghino chiaramente le ragioni del malcontento e manifestazioni pacifiche all'esterno dello stadio o delle sedi istituzionali sono segnali che la proprietà non può ignorare. La visibilità mediatica del dissenso è il primo passo per scuotere gli equilibri.
Boicottaggio consapevole: La forza di un club è dettata anche dal numero di abbonati, dai biglietti acquistati e dal merchandising. Una diserzione totale o una massiccia riduzione dei ricavi legati alla presenza allo stadio e al consumo del prodotto "Bari" rappresentano un segnale economico che ogni proprietà è costretta a valutare.
Pressione istituzionale: Il calcio è legato indissolubilmente al tessuto politico e sociale della città. I tifosi possono mobilitarsi per richiedere alle autorità locali e alla politica cittadina di farsi portavoce del malessere della piazza, chiedendo trasparenza e chiarezza sui piani futuri della proprietà.
Unità d'intenti: La frammentazione è il miglior alleato di chi gestisce male. Il tifo organizzato e quello occasionale devono trovare un punto di incontro, una voce univoca che chieda il cambio di passo o, in caso di palese incapacità, l'ingresso di nuovi soggetti pronti a investire con passione e serietà.
La storia del Bari è troppo grande per essere umiliata da questa gestione. La città attende un segnale, ma la pazienza è finita. È ora di capire chi vuole davvero il bene del Bari e chi, invece, ne sta solo consumando l'onore.
Il Bari non è solo una squadra di calcio; è il cuore pulsante di una città, un simbolo di identità che trascende i confini sportivi. Oggi, quel cuore batte a fatica, schiacciato dal peso di una retrocessione in Serie C che rappresenta non un incidente di percorso, ma il triste epilogo di una gestione tecnica e comunicativa disastrosa.
Aurelio e Luigi De Laurentiis hanno in mano le sorti di questo club, ma sembrano non aver mai compreso — o forse, peggio, ignorato — la portata emotiva del giocattolo che gestiscono. Con una solidità finanziaria che avrebbe permesso investimenti mirati, una pianificazione lungimirante e una costruzione solida, la proprietà ha preferito una gestione improntata al minimalismo e a un distacco che ha ferito profondamente i tifosi.
La cronaca di una caduta annunciata
La retrocessione non è arrivata all'improvviso. È stata la naturale conclusione di una sequenza di scelte discutibili: calciomercato tardivo, cambi di guida tecnica inefficaci e una latitanza comunicativa che ha lasciato la tifoseria in uno stato di costante frustrazione. Mentre i tifosi riempivano lo stadio, dimostrando un attaccamento che poche piazze in Italia possono vantare, la dirigenza rispondeva con silenzio o, peggio, con dichiarazioni che suonavano come una mancanza di rispetto per la storia del Bari.
Aver accettato la caduta in Serie C, senza un sussulto di orgoglio, senza un piano di rilancio immediato che facesse sentire il tifoso parte di un progetto serio, è una macchia indelebile. Bari non merita di essere un "club satellite", né un esperimento di gestione remota. Bari merita rispetto, competenza e, soprattutto, una proprietà che consideri il club un valore inestimabile, non un asset da gestire al risparmio.
Cosa possono fare i tifosi per far sentire la propria voce?
Il potere della tifoseria è immenso, ma deve essere esercitato con intelligenza, compattezza e costanza. Ecco come la piazza può esercitare pressione:
La forza della contestazione civile: La protesta è un diritto, ma deve restare ferma e civile. Cori unanimi, striscioni che spieghino chiaramente le ragioni del malcontento e manifestazioni pacifiche all'esterno dello stadio o delle sedi istituzionali sono segnali che la proprietà non può ignorare. La visibilità mediatica del dissenso è il primo passo per scuotere gli equilibri.
Boicottaggio consapevole: La forza di un club è dettata anche dal numero di abbonati, dai biglietti acquistati e dal merchandising. Una diserzione totale o una massiccia riduzione dei ricavi legati alla presenza allo stadio e al consumo del prodotto "Bari" rappresentano un segnale economico che ogni proprietà è costretta a valutare.
Pressione istituzionale: Il calcio è legato indissolubilmente al tessuto politico e sociale della città. I tifosi possono mobilitarsi per richiedere alle autorità locali e alla politica cittadina di farsi portavoce del malessere della piazza, chiedendo trasparenza e chiarezza sui piani futuri della proprietà.
Unità d'intenti: La frammentazione è il miglior alleato di chi gestisce male. Il tifo organizzato e quello occasionale devono trovare un punto di incontro, una voce univoca che chieda il cambio di passo o, in caso di palese incapacità, l'ingresso di nuovi soggetti pronti a investire con passione e serietà.
La storia del Bari è troppo grande per essere umiliata da questa gestione. La città attende un segnale, ma la pazienza è finita. È ora di capire chi vuole davvero il bene del Bari e chi, invece, ne sta solo consumando l'onore.
- Gallettodacombattimento
- Fedelissimo

- Messaggi: 3291
- Iscritto il: lun mar 04, 2024 12:55
Re: Appello a tutti i media...
Sacrosanto. Il valore più grande per una società sportiva , è rappresentato dai tifosi. Ma solo se si comportano come un corpo unico e sodale.APOL ha scritto: gio mag 28, 2026 7:57 Il naufragio di un sogno: il fallimento senza alibi della gestione De Laurentiis
Il Bari non è solo una squadra di calcio; è il cuore pulsante di una città, un simbolo di identità che trascende i confini sportivi. Oggi, quel cuore batte a fatica, schiacciato dal peso di una retrocessione in Serie C che rappresenta non un incidente di percorso, ma il triste epilogo di una gestione tecnica e comunicativa disastrosa.
Aurelio e Luigi De Laurentiis hanno in mano le sorti di questo club, ma sembrano non aver mai compreso — o forse, peggio, ignorato — la portata emotiva del giocattolo che gestiscono. Con una solidità finanziaria che avrebbe permesso investimenti mirati, una pianificazione lungimirante e una costruzione solida, la proprietà ha preferito una gestione improntata al minimalismo e a un distacco che ha ferito profondamente i tifosi.
La cronaca di una caduta annunciata
La retrocessione non è arrivata all'improvviso. È stata la naturale conclusione di una sequenza di scelte discutibili: calciomercato tardivo, cambi di guida tecnica inefficaci e una latitanza comunicativa che ha lasciato la tifoseria in uno stato di costante frustrazione. Mentre i tifosi riempivano lo stadio, dimostrando un attaccamento che poche piazze in Italia possono vantare, la dirigenza rispondeva con silenzio o, peggio, con dichiarazioni che suonavano come una mancanza di rispetto per la storia del Bari.
Aver accettato la caduta in Serie C, senza un sussulto di orgoglio, senza un piano di rilancio immediato che facesse sentire il tifoso parte di un progetto serio, è una macchia indelebile. Bari non merita di essere un "club satellite", né un esperimento di gestione remota. Bari merita rispetto, competenza e, soprattutto, una proprietà che consideri il club un valore inestimabile, non un asset da gestire al risparmio.
Cosa possono fare i tifosi per far sentire la propria voce?
Il potere della tifoseria è immenso, ma deve essere esercitato con intelligenza, compattezza e costanza. Ecco come la piazza può esercitare pressione:
La forza della contestazione civile: La protesta è un diritto, ma deve restare ferma e civile. Cori unanimi, striscioni che spieghino chiaramente le ragioni del malcontento e manifestazioni pacifiche all'esterno dello stadio o delle sedi istituzionali sono segnali che la proprietà non può ignorare. La visibilità mediatica del dissenso è il primo passo per scuotere gli equilibri.
Boicottaggio consapevole: La forza di un club è dettata anche dal numero di abbonati, dai biglietti acquistati e dal merchandising. Una diserzione totale o una massiccia riduzione dei ricavi legati alla presenza allo stadio e al consumo del prodotto "Bari" rappresentano un segnale economico che ogni proprietà è costretta a valutare.
Pressione istituzionale: Il calcio è legato indissolubilmente al tessuto politico e sociale della città. I tifosi possono mobilitarsi per richiedere alle autorità locali e alla politica cittadina di farsi portavoce del malessere della piazza, chiedendo trasparenza e chiarezza sui piani futuri della proprietà.
Unità d'intenti: La frammentazione è il miglior alleato di chi gestisce male. Il tifo organizzato e quello occasionale devono trovare un punto di incontro, una voce univoca che chieda il cambio di passo o, in caso di palese incapacità, l'ingresso di nuovi soggetti pronti a investire con passione e serietà.
La storia del Bari è troppo grande per essere umiliata da questa gestione. La città attende un segnale, ma la pazienza è finita. È ora di capire chi vuole davvero il bene del Bari e chi, invece, ne sta solo consumando l'onore.
- Gallettodacombattimento
- Fedelissimo

- Messaggi: 3291
- Iscritto il: lun mar 04, 2024 12:55
Re: Appello a tutti i media...
Comunque , rimango ancora basito da questo attaccamento con le unghie da parte di questa famiglia, nonostante tutte le avversità della piazza. Vorrei entrare nei loro cervelli. Perché a mio modo di vedere , considerate le condizioni economiche della FilmAuro, i quattro possibili spiccioli del Bari, non giustificano questo accanimento da aguzzìni. Io , non starei mai in paradiso a dispetto dei santi. È incredibile tutto ciò.
-
BariCatanzaro1972
- Fedelissimo

- Messaggi: 26721
- Iscritto il: lun giu 09, 2014 22:54
Re: Appello a tutti i media...
Vai a vedere gli interessi, nascosti a noi comuni mortali, che stanno! Decaro sa dirci qualcosa?Gallettodacombattimento ha scritto: gio mag 28, 2026 8:28 Comunque , rimango ancora basito da questo attaccamento con le unghie da parte di questa famiglia, nonostante tutte le avversità della piazza. Vorrei entrare nei loro cervelli. Perché a mio modo di vedere , considerate le condizioni economiche della FilmAuro, i quattro possibili spiccioli del Bari, non giustificano questo accanimento da aguzzìni. Io , non starei mai in paradiso a dispetto dei santi. È incredibile tutto ciò.
- 1baresealyon
- Fedelissimo

- Messaggi: 40219
- Iscritto il: lun ott 31, 2005 22:04
- Località: Nizza
Re: Appello a tutti i media...
BariCatanzaro1972 ha scritto:Vai a vedere gli interessi, nascosti a noi comuni mortali, che stanno! Decaro sa dirci qualcosa?Gallettodacombattimento ha scritto: gio mag 28, 2026 8:28 Comunque , rimango ancora basito da questo attaccamento con le unghie da parte di questa famiglia, nonostante tutte le avversità della piazza. Vorrei entrare nei loro cervelli. Perché a mio modo di vedere , considerate le condizioni economiche della FilmAuro, i quattro possibili spiccioli del Bari, non giustificano questo accanimento da aguzzìni. Io , non starei mai in paradiso a dispetto dei santi. È incredibile tutto ciò.

Envoyé de mon SM-A155F en utilisant Tapatalk
Re: Appello a tutti i media...
Di solito in questi casi , vale il detto: Segui i soldi...BariCatanzaro1972 ha scritto: gio mag 28, 2026 15:26Vai a vedere gli interessi, nascosti a noi comuni mortali, che stanno! Decaro sa dirci qualcosa?Gallettodacombattimento ha scritto: gio mag 28, 2026 8:28 Comunque , rimango ancora basito da questo attaccamento con le unghie da parte di questa famiglia, nonostante tutte le avversità della piazza. Vorrei entrare nei loro cervelli. Perché a mio modo di vedere , considerate le condizioni economiche della FilmAuro, i quattro possibili spiccioli del Bari, non giustificano questo accanimento da aguzzìni. Io , non starei mai in paradiso a dispetto dei santi. È incredibile tutto ciò.
Tra Lallero e tra Lalla', ma anche Firu li' e Firu la'!
- Maglia e Città
- Fedelissimo

- Messaggi: 4215
- Iscritto il: dom giu 11, 2023 12:09
Re: Appello a tutti i media...
Semplice coincidenza di opportunità contabili e politiche.
In subordine far imparare il mestiere all'incapace del figlio (obiettivo cannato).
In subordine far imparare il mestiere all'incapace del figlio (obiettivo cannato).