«Rispetto e trasparenza». Sono i concetti che ripete quasi ossessivamente, il sindaco Vito Leccese. La questione Bari ormai è diventata l’argomento principe in città. Malgrado la disastrosa retrocessione in serie C, le vicende della squadra biancorossa continuano a tenere con il fiato sospeso un popolo intero, persino disposto a pagare il prezzo più caro pur di spezzare il legame con una proprietà che ne ha mortificato le ambizioni.
A tre giorni dall’improrogabile scadenza federale per l’iscrizione ai campionati professionistici 2026/27 (fissata alla mezzanotte del 16 giugno), il sindaco Vito Leccese ha voluto chiarire la sua posizione. Nelle more che sia valutata l’offerta della Ssc Bari alla gara per l’affidamento quinquennale del San Nicola (il club sportivo è stato l’unico partecipante al bando), la disponibilità dell’impianto è legata, appunto, alla firma del primo cittadino.
«Ogni passo condiviso con la città. «Siamo a poche ore dalla scadenza federale per le iscrizioni ai campionati che prevedono l' indicazione dello stadio di riferimento», la premessa di Leccese. «Una vicenda complessa sulla quale sto condividendo ogni passo con la cittadinanza perché la squadra di calcio è un elemento identitario per la nostra comunità. Ho interpretato i sentimenti collettivi pur non essendo un tifoso. Inizialmente, è sembrato che le richieste del sindaco siano state fraintese dalla Ssc Bari. Nessuno intende ingerire nella libera gestione che la costituzione consente alle imprese. Ma le società calcistiche devono rispettare le norme federali, perciò il sindaco chiede legittimamente di conoscere come la proprietà intenda affrontare la normativa relativa alla multiproprietà, con una scadenza federale imposta al 30 giugno 2028: un termine certo non lontano».
Il sindaco illustra le interlocuzioni degli ultimi giorni: «Ho ricevuto una telefonata da Luigi De Laurentiis martedì scorso nella quale chiedeva di confrontarsi in video call per illustrare il suo piano industriale», svela Leccese. «Abbiamo parlato più di un'ora, ma più volte gli ho rappresentato come la città abbia bisogno di rispetto. Pertanto, un piano industriale realistico deve contenere innanzitutto le modalità di approdo ad una dimissione della multiproprietà. In tal senso, la presenza a Bari dell’avvocato Mattia Grassani proprio in un convegno sulla multiproprietà mi è sembrata una vergognosa provocazione: il legale prima ha detto che non avrebbe parlato del Bari salvo poi rimarcare la necessità di rivedere l'articolo 16 delle Noif e quindi continuare a tenere in vita tale istituto che oggi conta un solo esempio in Italia, ovvero la gestione Filmauro con Bari e Napoli. Senza dimenticare che, almeno allo stato attuale, non sono previste possibilità di proroga».
Tre requisiti. Il dialogo con l’amministratore unico dei Galletti, dunque, potrà proseguire, secondo l’idea del sindaco, rispettando alcune imprescindibili condizioni. «A De Laurentiis - afferma Leccese - ho chiesto tre requisiti. Innanzitutto, un nuovo management con un mandato contrattuale esplicito: non solo guidare la squadra, ma gestire la transizione verso una nuova proprietà. Quindi, un percorso di advisoring formale, con tempi e regole strutturate, per trovare acquirenti, con un cronoprogramma chiaro e trasparente per il passaggio di proprietà, che si concluda prima del 2028 indipendentemente da eventuali modifiche alle norme federali sulla multiproprietà. Infine, un comitato di garanzia, nominato dal Comune, formato da personalità di cui questa città si fida, che costituisca un canale di comunicazione periodico e diretto con il club. La disponibilità dello stadio è un atto di responsabilità, pertanto, può essere rilasciata solo di fronte ad impegni reali e vincolanti per garantire la salvaguardia di un bene di tutti. Non ho il potere di cacciare i De Laurentiis, ma almeno questo posso e devo pretenderlo. Rispetto al percorso di vendita non posso accontentarmi di parole, ma occorrono fatti concreti».
Trattative in corso Leccese rivela anche che più volte Luigi De Laurentiis gli avrebbe assicurato l’esistenza di dialoghi in corso per la cessione del club. «Mi sono state prospettate - afferma - interlocuzioni con fondi americani, poi canadesi, quindi addirittura con sette fondi interessati. Non posso entrare in trattative private, né pretendere prezzi di vendita, ma solo assicurarmi che sia imbastito un percorso concreto. Aspetto quindi indicazioni concrete: ribadisco che la responsabilità di concessione dell'impianto è soltanto del sindaco e sono pronto ad assumerla anche in situazioni difficili. Conosciamo perfettamente le possibili conseguenze, qualora non fosse data la disponibilità sul San Nicola, ma non per questo possiamo cedere, proprio per lealtà che dobbiamo a cittadini e tifosi. Per tale ragione, specifico anche che l’evoluzione del bando per l’affidamento quinquennale dello stadio procede in via autonoma, secondo il vaglio dei btecnici della commissione di gara. Non si tratta certo di una gara studiata su misura, anzi l’auspicio era proprio che partecipassero da più soggetti. La Ssc Bari, invece, si è rivelata l’unica preponente, ma questo non può inficiare un iter amministrativo. Pertanto, in momento non possiamo preoccuparci di eventuali contenziosi futuri con la Ssc Bari».
Il centrodestra: «Urge un confronto pubblico». Sull’evoluzione della vicenda inerente la squadra cittadina si è espresso anche il Centrodestra. «Nessuna trattativa al ribasso e nessuna video call», rilevano le forze di minoranza. «Serve un confronto pubblico. Non accetteremo compromessi, né sceneggiate napoletane con un copione già scritto. Abbiamo condiviso, passo dopo passo, la strategia da adottare in questa vicenda, garantendo al sindaco la forza politica che solo l’unità poteva conferirgli. Ora, però, vogliamo confermare che da parte nostra non ci sarà mezzo passo indietro: serve fermezza. Il pericolo è rimanere in questo limbo, senza investimenti sportivi adeguati, e affogare nel guado della serie C. Pretendiamo un confronto pubblico con la proprietà, nell’Aula di tutti i baresi: il Consiglio Comunale. Ecco perché abbiamo depositato la richiesta di autoconvocazione monotematica. Abbiamo già visto gli effetti nefasti di una gestione accentrata di vicende così importanti, e la recente ammissione dei proprietari del Como circa il loro reale interessamento al Bari nel 2018 ne è la conferma».
Davide Lattanzi per la Gazzetta del Mezzogiorno
14/06/26 - Vito Leccese: "Rispetto e trasparenza".
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14/06/26 - Vito Leccese: "Rispetto e trasparenza".
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Re: 14/06/26 - Vito Leccese: "Rispetto e trasparenza".
Consiglio a Lattanzi, Cirici ed altri della stessa classe professionale, di trovarsi un'altro lavoro, magari chesso' una band musicale, suggerisco anche il nome "The Giornalist", se avete bisogno, ho anche, un brano pronto per loro.." Crying at the church"
Tra Lallero e tra Lalla', ma anche Firu li' e Firu la'!
