A me comunque è piaciuto molto.CIANURO ha scritto: mar nov 11, 2025 15:35Letto anch'io. La prima parte bellissimma. La seconda molto meno.
Da segnalare l'inizio quando parla del fatto che a Bari volevano buttare la bomba atomica all'Inghilterra dopo la tragedia dell'Heysel. Segno di quanto se ne erano andati di testa gli italiani, dopo il boom a debito degli anni '80.
Si perde quando arriva a Japigia e deve descrivere la città da pere... rispetto a quella da bere tanto propagandata dalla corte di Craxi, De Michelis e Martelli... "Compagni socialisti fatevi avanti che questo è l'anno del garofano rosso e dei solo nascenti (Simboli del PSI e del PSDI). Fatevi avanti col mito del progresso e con la vostra schifosa ambiguità. Ringraziate la dilagante stupidità" Giorgio Gaber cantava questo in io se fossi Dio.
Dicevo si perde a Japigia e nelle sue pere anni '80, a scusarlo si può giustamente sostenere che non è stato l'unico a perdersi.
Anche io ho notato una fase calante, proprio prima della metà del libro, ma poi a mio parere si è ripreso.La parte finale a Japigia è probabilmente meno incisiva perché l'autore non avrà vissuto quella realtà in prima persona e quindi risulta un po' troppo distaccato (così come secondo me avviene quando sfiora Piazza Umberto).
"Ogni bel gioco" di Sebastiano Diciassette è più bukowskiano, con tasso alcolico decisamente superiore, dove i vari racconti formano un quadro generale cinico autoironico, più vicino alle riviste underground tipo "Il Male", "Cannibale" e forse "Frigidaire".


